Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 05-02-2015 17:55
in Cronaca | Visto 5.433 volte

E la luce fu

Neonata bassanese, con cataratta bilaterale congenita, salvata dalla cecità. E' stata operata a Verona da due medici dell'Oculistica del San Bassiano: il primario dr.ssa Morselli e il dr. Toso. "Importante intervenire entro due mesi dalla nascita"

E la luce fu

Il Direttore della Struttura Complessa di Oculistica dell'Ospedale di Bassano del Grappa dr.ssa Simonetta Morselli (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Alessia, neonata bassanese, è venuta alla luce appena un mese e mezzo fa.
Ma la luce rischiava di non poterla più vedere. I suoi piccoli occhi, infatti, erano affetti da cataratta bilaterale congenita. Grazie a un accordo di collaborazione tra l'Azienda Ulss 3 e l'Azienda Ospedaliera di Verona, le è stata ridata la vista.
La delicatissima operazione è stata effettuata con successo - in anestesia generale della piccola paziente - da due medici chirurghi della Struttura Complessa di Oculistica dell'Ospedale di Bassano del Grappa: il primario della Struttura dr.ssa Simonetta Morselli e il dr. Antonio Toso. L'intervento è stato compiuto presso l'Azienda Ospedaliera di Verona, che ha garantito l'assistenza anestesiologica e rianimatoria pediatrica adeguata.
Nel caso della neonata bassanese la dr.ssa Morselli aveva affermato, dopo una osservazione in narcosi, la necessità di un tempestivo intervento chirurgico in anestesia generale. L'intervento si è reso necessario così precocemente per la presenza di cataratta congenita bilaterale totale: malformazione - annoverata tra le prime cause della cecità infantile - che avrebbe provocato danni irreversibili allo sviluppo della vista.
“In questi casi - spiega la dr.ssa Morselli - è importante intervenire entro due mesi dalla nascita. È questo, infatti, il periodo chiave per lo sviluppo delle capacità oculo-cerebrali del bambino e, in presenza di una cataratta congenita totale, queste non possono svilupparsi correttamente, a differenza delle cataratte parziali che possono essere trattate anche più tardivamente. Ovviamente non è possibile intervenire con la chirurgia tradizionale della cataratta ma occorre servirsi di tecniche di chirurgia mini-invasiva dedicate.”
“Questa tecnica - specifica ancora il primario di Oculistica del San Bassiano - consente di eseguire minime incisioni potendo utilizzare strumenti di ridotte dimensioni, indispensabili in occhi così piccoli, rendendo il traumatismo minore possibile ed una buona visione del campo operatorio durante tutta la procedura chirurgica. Un grazie va a tutta l’equipe, agli anestesisti e al personale infermieristico.”
La cataratta, cioè il cristallino opaco della piccola paziente, è stata sostituita con un cristallino artificiale di ultima generazione, che consentirà l’immediato ripristino della trasparenza dei mezzi ottici necessaria per il normale sviluppo neurosensoriale. Il decorso postoperatorio è stato regolare e la piccola paziente è già tornata a casa.
L’Ulss 3 “ringrazia l’Azienda Ospedaliera di Verona per la disponibilità e collaborazione mostrata e la dr.ssa Morselli e il dr. Toso che hanno permesso così di far vedere la luce alla piccola Alessia realizzando anche un grande sogno per i genitori.” “I due medici bassanesi che hanno operato la piccola - afferma la Direzione dell'Azienda Sanitaria - rappresentano un esempio di professionista nel quale si coniugano passione, competenza e profonda umanità.”

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