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Quanto fa Dario x 5? Risposta del calcolatore elettorale: fa 108. Ovvero un candidato sindaco - Dario Bernardi, appunto - e 107 candidati consiglieri in corsa nelle cinque liste che supportano la sua coalizione “Portiamo Bassano al Centro”.
Un consistente gruppone di aspiranti amministratori comunali che si riunisce per la presentazione generale dello schieramento all'hotel Palladio in città.
In prima fila, e a turno sul palco, i cinque capilista (che ricordiamo in ordine alfabetico: Giorgio Bettiati per “Città Vostra”, Luca Maria Chenet per “Bassano Futura”, Nicola Giangregorio per “Rinascita Bassanese”, Antonio Guadagnini per “Ła Brenta - Insieme per l'Indipendenza” e Annalisa Toniolo per “Essere Cittadini”) che presentano brevemente le rispettive compagini per poi lasciare spazio al discorso del candidato sindaco. Non prima però dell'intervento di Giuliana Liotard, candidata con “Bassano Futura”, che annuncia l'evento in programma per domenica prossima 11 maggio, di cui è la referente organizzativa.
Capilista e candidato sindaco all'hotel Palladio. Da sin.: Luca Maria Chenet, Giorgio Bettiati, Annalisa Toniolo, Antonio Guadagnini, Dario Bernardi e Nicola Giangregorio
Si chiama “Officina delle Idee”, sarà un incontro aperto alla cittadinanza e si svolgerà dalle 10 alle 13 all'interno della fabbrica della Baxi Spa in via Trozzetti, che ha messo a disposizione di Bernardi e della sua coalizione uno spazio dei propri reparti.
Un luogo dove negli altri giorni si producono caldaie murali, e in cui i cittadini sono invitati a intervenire a quindici giorni dal voto per dire la loro “sulla nostra città, sul suo territorio, sulle famiglie e le imprese”. Proposte e osservazioni da raccogliere e sintetizzare nella prossima azione amministrativa: “L'Officina di domenica 11 maggio - spiegano i promotori - vuole essere il luogo dove confluiscono le idee, materia prima da trasformare in prodotti finiti per il futuro di Bassano.”
Dario Bernardi esordisce così: “Alcuni amici, quando il 12 aprile in sala Tolio avevo annunciato la mia candidatura a sindaco, mi avevano detto “fermati, vai a sbattere contro il muro”. Poi si è alzato il vento di primavera.” Una brezza di stagione rappresentata “dai 13 giorni eccezionali dal 12 al 25 aprile, giorno in cui siamo andati dal segretario generale a depositare le liste. Cinque formazioni civiche senza l'appoggio di partiti politici, e soprattutto 107 persone disponibili a fare questa avventura, 101 delle quali non sono mai salite come consigliere o assessore in via Matteotti.”
Il leader di coalizione parla quindi di “valori”: “Il nostro primo valore è quello di non sventolarli, ma di metterli in pratica.” Con un esplicito riferimento al lavoro di squadra: “Un maestro della mia generazione, don Lorenzo Milani, diceva: “Davanti a un problema o a una difficoltà uscire da soli è egoismo, uscire insieme è politica”.” Bernardi rilancia il leitmotiv della “Bassano che funziona, partendo dal Comune, dalle famiglie, dalle imprese, dalle associazioni e quartieri”.
Ma ribadisce: “Nessun collateralismo con le forze attive della città. Vogliamo categorie economiche che ci dicono in faccia cosa pensano, chiediamo al volontariato di non essere quelli che ci aiutano a fare le cose, ma di essere gli apripista delle cose da fare. Solo nel condividere si ottimizzano i risultati.”
Il candidato sindaco ripercorre quindi gli obiettivi dell'organizzazione comunale: “Semplicità, dal timbro al clic”; “Fattibilità: “sogni” reali. Il Comune non esercita un potere, ma un servizio. Chi va in Comune deve avere riposte con puntualità e precisione”; “Innovazione: oltre lo standard. Cancellare la frase: 'si è fatto sempre così' ”; “Flessibilità nelle procedure e nelle risposte: ogni giorno è diverso.”
C'è inoltre il “valore in più” del “Made in Bassano”, come Bernardi definisce “il nuovo processo di governance territoriale”: “Comune di Bassano e Comuni del Bassanese protagonisti nel coordinare i processi economici e di valorizzazione del territorio, inserendo nelle strategie delle aziende e degli attori economici il valore aggiunto di una coesione territoriale che diventa materia prima su cui investire.”
La politica e il ruolo di Bassano nel territorio: “I partiti hanno ridotto Bassano ad un puntino sulla carta geografica - rimarca il candidato sindaco -. Tutta la triste vicenda del Tribunale vuol dire tutto questo. Non possiamo accettarlo. Lo diciamo a Roma e lo diciamo a Venezia, per quanto riguarda il nostro Ospedale. Per l'Ospedale non faremo un'azione di difesa, ma un'azione di attacco. No all'accorpamento dell'Ulss con Thiene e Schio, quello di Bassano deve essere l'Ospedale capoluogo dell'area pedemontana. Le province chiudono e la Regione continua a pensare ancora agli stessi confini.”
La città “frizzante”: “La persona al centro dell'azione amministrativa. Una città in cui la gente spegne la Tv perché c'è un buon motivo per uscire nel suo quartiere.”
L'abbattimento del debito comunale: “Stabiliamo già da adesso il DEF 2019, per un impiego delle risorse sostenibile con le nuove generazioni e da destinare prioritariamente a sostenere i servizi e al contenimento prossimo dell'azione tributaria sulle famiglie e sulle imprese.”
“Io non i candidato a sindaco del fare - conclude Dario Bernardi davanti ai candidati delle sue cinque liste -, mi candido a sindaco del pensare e del condividere, ma poi dell'agire. Quando avevo proposto di abbattere il vecchio ospedale per fare il parcheggio qualcuno mi aveva detto che non era il caso, che c'erano rifiuti tossici ancora abbandonati sotto il suolo. E a maggior ragione ho fatto eseguire la bonifica dell'area prima della demolizione, per evitare una bomba ecologica nel cuore della città. Davanti ai problemi noi li studiamo e li approfondiamo, ma poi dobbiamo fare. Bassano ha bisogno di queste scelte concrete.”
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