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Rosanna Filippin: sì al progetto di una “Grande Bassano”

Pubblicato il 22 apr 2014
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In ottantotto comuni della provincia di Vicenza è tempo di elezioni.
Molti e diversi i temi della campagna elettorale e la senatrice bassanese Rosanna Filippin invita a continuare il confronto sul progetto di “macrocomune” in stile tedesco lanciato dal sindaco uscente Stefano Cimatti qualche mese fa: la “Grande Bassano”. Una sfida che vedrebbe coinvolte le numerose amministrazioni del territorio compreso tra la Vallata e Tezze sul Brenta, tra Mussolente e Marostica, con l’obiettivo condiviso di semplificare la macchina pubblica.
“Stiamo vivendo una stagione di grandi cambiamenti - dichiara Filippin -. Il Parlamento è impegnato a cambiare il nostro Paese attraverso un fitto programma di riforme. Cambia il “centro” ed è necessario pensare anche ad una riorganizzazione della “periferia”. Con l’abolizione delle province come le abbiamo conosciute fino ad oggi, si è già tracciata la strada che si deve percorrere: una stretta sinergia fra i comuni.”

“Le città unite possono diventare una grande potenza - continua Filippin -. Vorrei che la “Grande Bassano” o “Città del Pedemonte” divenisse oggetto di discussione in questa campagna elettorale. Invito dunque tutti i sindaci e i futuri amministratori delle nostre città a riflettere sul fatto che uniti possono essere più forti, più competitivi sul territorio italiano, ma anche a livello europeo. Bisogna riorganizzare la macchina burocratica, renderla più snella ed efficiente. Avere delle strutture più snelle significa dare risposte più rapide e concrete ai cittadini e allo stesso tempo ridurre i costi.”
E ancora: “Sono consapevole che ogni comune ama il proprio campanile, ma unire le forze non significa rinunciare alla propria identità, semplicemente unificare i servizi e riorganizzare l’amministrazione pubblica, pianificare insieme l’urbanistica, la viabilità, i processi economico finanziari, i progetti culturali, quelli turistici e molti altri. La sfida del futuro sarà sicuramente questa: avere un unico organo istituzionale che gestisca i comuni dalla Vallata fino alla comunità di Tezze, da Mussolente a Marostica. La riunificazione dei comuni sarà inevitabile, pertanto è auspicabile anticipare questi meccanismi da protagonisti e da innovatori, senza subirli e senza attendere imposizioni che potrebbero coglierci impreparati.”
“Possiamo prendere come modello la “Grande Schio” - conclude la senatrice del PD - in cui si sta già portando avanti un tentativo in questo senso: i sindaci dei comuni coinvolti nel progetto si riuniscono settimanalmente in una sorta di “giunta allargata”, per affrontare insieme le varie problematiche e per coordinare i numerosi progetti condivisi.”

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