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Con l'acqua alla gola
Siccità: dopo l'attivazione del Piano Irriguo Straordinario di Emergenza, il Consorzio di Bonifica lancia un nuovo allarme. Cala sempre più la portata del Brenta, esaurita quasi la metà della portata di concessione per gli usi irrigui
Pubblicato il 22 ago 2012
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Resta sempre alta la guardia sull'emergenza idrica conseguente alla carenza di precipitazioni estive nel nostro territorio.
Il Consorzio di Bonifica Brenta lancia nuovamente l'allarme sulla prolungata situazione di siccità, tramite un comunicato trasmesso in redazione che pubblichiamo integralmente di seguito:
Foto: archivio Bassanonet
COMUNICATO
SITUAZIONE DI EMERGENZA IDRICA
Prosegue inesorabile la calura tropicale, un clima che ora la fantasia dei meteorologi ha definito “Lucifero”, dopo essere passati da “Caronte” a “Minosse”.
La gestione delle scarse risorse idriche, conseguentemente, è sempre più problematica.
Il Consorzio di Bonifica Brenta ha esaurito le riserve montane del Corlo e del Senaiga, ancora il 10 agosto, e da allora ha dovuto attivare un Piano Irriguo Straordinario di Emergenza, per distribuire la poca risorsa idrica disponibile.
Le misure straordinarie previste consistono nel sospendere alternativamente l’irrigazione per un turno ogni due. I turni sono di 7 giorni in sinistra Brenta e di 10 giorni in Destra Brenta, pertanto si è già passati ad un primo “giro di boa” nella sospensione dei turni.
La portata del fiume Brenta, con il passare dei giorni, sta calando sempre più, in modo lento ma inesorabile. Oggi il Consorzio dispone di una portata di soli 22,5 metri cubi al secondo, da cui deve detrarre i circa 4,5 metri cubi al secondo da lasciare nel fiume in base agli obblighi normativi sul minimo deflusso vitale.
Siamo quindi quasi a metà della portata di concessione, pari a circa 37 metri cubi al secondo. E la situazione non cambierà almeno fino al prossimo fine settimana, sperando che questa volta arrivino le tanto attese piogge.
“Guardando la situazione generale bisogna ammettere che al nostro Consorzio per ora non è andata così male, salvo alcune zone più critiche - afferma il presidente Danilo Cuman -. In altre realtà, a noi vicine, nel padovano o nel rodigino, si sono registrate situazioni molto più gravi, proprio dove non esistono sistemi irrigui organizzati e capacità di regolazione date da importanti invasi. Tutto sommato da noi i raccolti fino adesso sono stati salvati, tanto che alcuni agricoltori stanno già tagliando il mais; siamo orgogliosi di aver potuto dare un contributo in questo senso con il nostro lavoro, che non conosce sosta da gennaio a dicembre, perché il flusso delle acque va costantemente curato e seguito, 24 ore al giorno. La situazione di quest’anno dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che gli invasi sono fondamentali e che bisogna realizzarne degli altri, per tesaurizzare l’acqua nei momenti di abbondanza e rilasciarla quando invece scarseggia.”
Al proposito, il Consorzio caldeggia da molti anni un nuovo serbatoio sul torrente Vanoi, affluente del Cismon, che potrebbe avere una funzione sia per prevenire le piene fluviali che, appunto, come scorta idrica.
Tale invaso ricadrebbe non solo in Veneto, ma anche in Trentino, per cui non è facile la sua attivazione, “anche se si dovrebbe sempre guardare all’interesse generale e cercare di collaborare in uno spirito di reciproca solidarietà”, conclude il presidente Cuman, auspicando che la politica possa ragionare su queste importanti infrastrutture.
Il provvidenziale flusso d’acqua nelle reti consortili (un sistema che si dirama capillarmente nel territorio, a partire dai grandi canali, passando per le rogge intermedie e fino ai piccoli canaletti che raggiungono i singoli appezzamenti) non è importante solo per le colture agrarie, ma anche dal punto di vista ambientale, per garantire la fauna ittica e la flora riparia, nonché sotto l’aspetto igienico-sanitario, essendo spesso i canali consortili recapito di depuratori per cui le acque correnti offrono un benefico effetto di vivificazione.
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