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Il superpredatore

Secondo una ricerca l'uomo è il predatore più efficiente. E l'animalista Bassiano Moro la commenta attaccando il Comune di Bassano: “Fa grande pompa su Hemingway, promotore di sterminio nella caccia, nella pesca e nelle corride”

Pubblicato il 22-08-2015
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Conosco Bassiano Moro praticamente da sempre, ovvero da quando svolgo questo lavoro a Bassano del Grappa. Con lui si può essere o non si può essere d'accordo, ma devo dargli atto di una qualità ineccepibile: la coerenza.
In tanti anni di comunicati stampa, di prese di posizione e di interventi e manifestazioni in pubblico la persona di cui all'oggetto è rimasta infatti sempre fedele alla propria linea ideologica e di comportamento.
Bassiano Moro è infatti un animalista, ma di quelli con la “A” maiuscola.

Ernest Hemingway accanto a un leone abbattuto in un safari (fonte immagine: huffingtonpost.it)

Attivista storico delle associazioni animaliste e ambientaliste bassanesi, più volte si è reso anche protagonista di qualche “azione solitaria” - sempre colorita, in modo da richiamare l'attenzione - a favore degli appartenenti al regno animale e in generale contro la caccia, la vivisezione eccetera eccetera.
Non più tardi di un mesetto fa, lo avevo visto in piazza Libertà a Bassano al gazebo di una di queste associazioni contro lo sfruttamento degli animali nel circo, in concomitanza con l'allestimento di un circo in città: nonostante il caldo afoso, si era vestito addosso il costume di un orso.
Ora Bassiano Moro ritorna all'attacco, ma sempre a modo suo. Ossia in modo tale da suscitare comunque - volenti o nolenti - una certa curiosità.
E lo fa tramite una email trasmessa alle varie sedi della LAV e per conoscenza anche alla nostra redazione. Titolo del messaggio di posta elettronica: “Il superpredatore”.
Spunto dell'intervento di BM, il brano di un articolo - a sua volta ricevuto via email dal diretto interessato - intitolato: “Homo Sapiens, ecco il superpredatore che non rispetta le regole della natura”.
Il pezzo in questione si riferisce a uno studio del prof. Chris Darimont dell'Università di Victoria in Canada, che ha condotto con il suo team una ricerca su 2.125 specie di predatori, pubblicata su “Science”.
Giungendo alla conclusione che la specie di predatore più efficace e “perfidamente efficiente” è proprio l'uomo: 14 volte più aggressivo con le popolazioni di pesci rispetto a squali ed orche e uccisore di grandi carnivori ad un ritmo 9 volte superiore a quello con cui i grandi carnivori uccidono per mangiare. In più l'Homo Sapiens “non rispetta le regole” perché ammazza animali adulti in età riproduttiva e attacca altri carnivori.
“Data questa dominanza competitiva - sottolinea lo studio canadese - l'impatto sui predatori ed altre forme singolari di comportamento predatorio, riteniamo che gli esseri umani funzionino come un insostenibile "superpredatore" che, se non costretto da chi è chiamato a gestire l'ambiente, continuerà ad alterare a livello globale i processi ecologici ed evoluzionistici.”
Fin qui il riferimento allo studio scientifico. Che però dà lo spunto a Bassiano Moro per enunciare un suo commento riferito all'attualità di Bassano, dove pure squali e grandi predatori (nei senso degli animali) non esistono.
“Ho letto e trovo confermato da altre analisi. Il problema è radicato nella tradizione antropocentrica” - scrive nella sua email, riferendosi all'articolo, l'esponente animalista. Il quale lancia quindi il suo affondo in chiave bassanese: “Vi faccio notare che nella piccola Bassano il Comune sta facendo grande pompa per Hemingway. Questo personaggio è stato promotore di sterminio nella caccia, nella pesca e nelle corride e lo è ancora oggi tramite la pubblicità dei nostri amministratori locali. Lasciamoli fare!”
Et voilà, la polemica è servita. Riferita ovviamente al Museo Hemingway e della Grande Guerra a Villa Ca' Erizzo Luca, istituzione privata - gestita da una fondazione presieduta da un imprenditore, Renato Luca, che è stato a sua volta un grande cacciatore - che promuove eventi e iniziative in sinergia con l'amministrazione pubblica e che è collocata su quel pittoresco tratto della riva sinistra del fiume che da un paio di mesi a questa parte si chiama, per volere del Comune di Bassano, Lungobrenta Hemingway.
Solo una sparata di fine estate?

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