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Ponti d'oro
Aggiornato il quadro economico dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte. Ora, dopo l'escussione della garanzia assicurativa del precedente appaltatore, la cifra supera gli 8 milioni di euro
Pubblicato il 22 ago 2019
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C'era una volta un Ponte che doveva essere ripristinato e consolidato (o, per meglio dire, ricostruito) e che per l'intervento che lo riguardava aveva portato il Comune di Bassano ad impegnare una spesa complessiva di 6 milioni e 700mila euro. Di cui 4.947.775,24 euro per lavori a base di gara e 1.752.224,76 euro per somme a disposizione dell'Amministrazione comunale. Successivamente, col ribasso di gara, la suddivisione dei pani e dei pesci era stata ricalcolata in 3.999.579,59 euro quale corrispettivo totale per la allora ditta appaltatrice Vardanega e in 2.700.420,41 euro per somme a disposizione dell'Amministrazione pubblica. Ma la somma aritmetica rimaneva comunque 6 milioni e 7. Già molti soldi in più rispetto ai circa 4 milioni di euro complessivi preventivati a inizio 2015, nella preistoria della Pontenovela. Ma questo, comunque, era il quanto.
Poi, a seguito delle mille avventure accadute nel corso dell'infinita vicenda, il quadro complessivo di spesa è aumentato di 1 milione tondo tondo. Vale a dire a 7 milioni e 700mila euro. Benché ancora oggi (vedasi foto sotto) sul grande cartello di cantiere collocato in via Pusterla continui a comparire, imperterrita e immutabile, la scritta “Importo complessivo di progetto: Euro 6.700.000,00”.
Di questi 7,7 milioni del nuovo quadro economico approvato dalla giunta Poletto, la cifra relativa ai lavori di restauro veri e propri era rimasta pressoché uguale, ovvero inferiore di circa 60mila euro: 3.939.013,46 euro in tutto. Aumentava invece ancora una volta e sensibilmente (3.760.986,54 euro) la voce inerente alle somme a disposizione dell'Amministrazione. E cioè tutte quelle somme di denaro che non si riferiscono ai costi delle operazioni di cantiere ma riguardano gli oneri di legge e soprattutto gli extra e gli optional: incarichi esterni, consulenze, sondaggi e monitoraggi, lavori di messa in sicurezza in somma urgenza, spese legali, varie ed eventuali e chi più ne ha più ne paghi.
Foto Alessandro Tich
Ma ecco qua, egregi lettori, la notizia di oggi: lo spread continua ad aumentare.
L'Amministrazione comunale, per mezzo di una determinazione del dirigente dell'Area Lavori Pubblici ing. Walter Stocco, ha infatti approvato un nuovo aggiornamento del “quadro economico dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte Vecchio detto anche Ponte degli Alpini”. Un atto di ingegneria contabile che è conseguente alle indicazioni della nuova Amministrazione comunale, e nella fattispecie del vicesindaco e assessore al Bilancio Roberto Marin e dell'assessore ai Lavori pubblici Andrea Zonta. Avviso ai naviganti: stiamo per dare i numeri.
Nella famosa conferenza stampa dello scorso 8 luglio in cui la nuova Amministrazione bassanese annunciava il recupero di 3 milioni di euro in bilancio per riportare i conti comunali in equilibrio, i due esponenti di giunta avevano infatti riferito, tra le altre cose, che alcuni conti del Ponte ereditati dall'Amministrazione precedente non tornavano.
Nel senso che, per così dire, non erano “al loro posto”. E si trattava, nelle fattispecie, della somma di 1.164.713,04 euro, derivante dall'incasso della fideiussione assicurativa dell'ex appaltatore Vardanega e della somma di quasi 800mila euro (761.651,46 per l'esattezza) corrispondente alla restituzione al Comune dell'anticipazione sui lavori da parte della stessa impresa Vardanega, oggi in liquidazione. Quasi 2 milioni di euro che - come rilevato da Marin e Zonta - non erano stati inseriti nel quadro economico del Ponte, bensì “dirottati” in quell'avanzo di amministrazione 2019, per complessivi oltre 9 milioni, di cui l'Amministrazione precedente ha lasciato ai nuovi governanti solo le briciole.
Adesso, con la variazione di bilancio approvata dal governo Pavan, quelle cifre sono state reinserite tra le caselle dei conti complessivi di progetto del Ponte di Bassano.
Ordunque, ecco a voi il nuovo quadro economico per l'intervento di ripristino e consolidamento del Grande Vecchio. La somma di 1.164.713,04 euro, incassata dall'ente pubblico e bonificata al Comune dalla società Reale Mutua Assicurazioni di Treviso per l'escussione della polizza fideiussoria a garanzia dell'anticipazione pagata alla ditta Nico Vardanega Costruzioni Srl, è stata aggiunta al totale delle somme a disposizione dell'Amministrazione, che prima ammontavano a 3.672.638,69 e adesso lievitano a 4.837.351,73 euro.
Resta “stazionaria”, invece, la somma totale riguardante i lavori in appalto, che oggi ammonta a 4.027.361,31 euro, di cui 3.919.855,81 destinati all'appaltatore Inco Srl e 107.505,50 riconosciuti alla Vardanega per le cose fatte durante la sua gestione del cantiere. Si aggiungono gli oltre 391mila euro dell'Iva al 10% da corrispondere a Inco e i quasi 11mila euro dell'Iva di Vardanega, ma sono voci che fanno parte del lungo elenco delle spese coperte dalle somme a disposizione dell'Amministrazione.
Il milione 164mila euro e rotti di nuove risorse immesse nella contabilità del Ponte serviranno a coprire una nuova voce di spesa e una voce di minore entrata che gravano sul bilancio complessivo dell'appalto pubblico.
Da una parte, 740.147,82 euro si aggiungono agli appena 4.697,98 già stanziati per il capitolo “Imprevisti”, che sale così a 744.845,80 euro di copertura.
Dall'altra, 424.565,22 euro vanno sottratti dal famoso contributo di 3 milioni del Ministero dei Beni e Attività Culturali (che ammonta quindi di fatto a 2 milioni 575mila euro e rotti) dal momento che, come spiegato dall'assessore Zonta in quella conferenza stampa, il Ministero non finanzia il Comune, ma paga l'ente locale su presentazione di fatture quietanziate, in proporzione al ribasso di gara che è circa del 20%.
E 740.147,82 + 424.565,22 fanno appunto 1.164.713,04 euro. Ok il prezzo è giusto.
Morale della favola: il nuovo quadro economico complessivo dei lavori di ripristino e consolidamento del Ponte di Bassano, già attestato a 7 milioni e 700mila euro, si impenna adesso a 8.864.713,04 euro. Quasi 9 milioni contabilizzati a copertura di un'opera pubblica che senza tutti i casini avvenuti - e i casini potenziali ancora in pectore - sarebbe potuta costare molto meno. Al totale vanno tuttavia sottratti (e non aggiunti) i 761.651,46 euro di anticipazione lavori restituita da Vardanega, trattandosi del “rientro” di una precedente uscita di spesa. Importo finale definitivo dei soldi a disposizione per l'intervento: 8.103.061,00 euro. Così, tanto per stare larghi. Ovvero circa il doppio di quanto era stato preventivato agli albori di tutta questa storia e oltre 1 milione e 400mila euro in più rispetto al quadro di spesa complessivo originario, ancora indicato nel cartello di cantiere.
E poi non ditemi che a Bassano non siamo bravi a fare i Ponti d'oro.
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