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Siccità: è bollettino di guerra
Abbassati nel Bassanese i livelli di falda e la portata delle sorgenti. Etra invita i cittadini a non sprecare acqua, evitando consumi inappropriati. Decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi in tutto il Veneto
Pubblicato il 27 mar 2012
Visto 4.078 volte
Il tempo continua ad essere splendido, ma la calda primavera di questi giorni sta aggravando l'emergenza siccità.
La Protezione Civile regionale ha decretato oggi in tutto il Veneto lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, alla luce della situazione meteorologica con tempo secco e ventilato che dovrebbe protrarsi ancora per vari giorni.
Il provvedimento comporta il divieto assoluto di accendere fuochi a meno di cento metri da un bosco e di compiere qualsiasi azione che possa innescare un incendio boschivo, come fumare e gettare il mozzicone acceso durante un'escursione o accendere falò o barbecue per i picnic.
Foto Alessandro Tich
“La sorveglianza da parte degli uomini della protezione civile, del servizio antincendi boschivi e della forestale - afferma una nota della Regione - è ai massimi livelli, ma senza la collaborazione delle persone il rischio di innescare incendi si alza di molto.” Chi viene colto in flagrante ad accendere un fuoco rischia un'ammenda fino a 2600 euro.
Un altro campanello di allarme viene lanciato da Etra, che segnala il generale abbassamento dei livelli di falda rispetto allo stesso periodo del 2011 e la portata molto bassa delle sorgenti in quota rispetto alla media stagionale, anche per la mancanza nei mesi scorsi di eventi meteorici nevosi.
Una situazione anomala per il territorio dei 73 Comuni nei quali la società multiutility gestisce il servizio idrico integrato, al punto che nella centrale idrica di Oliero è stato necessario installare un’elettropompa e una pompa di emergenza a causa della diminuzione del livello e della portata della sorgente: un provvedimento adottato una volta sola negli ultimi 40 anni.
“Nelle aree montane del Bassanese, in Valsugana - spiega Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra - stiamo registrando l’abbassamento dei livelli della sorgente Fontanazzi e quindi una minore portata d’acqua. Cosa che dobbiamo compensare in pianura con l’utilizzo di pozzi che pescano nelle falde. La conseguenza è che queste sono passate dai 12 metri di battente sopra la pompa ai 4 attuali. Nella zona di Romano d'Ezzelino i pozzi sono vicini allo spegnimento per il minimo livello, mentre a Marostica tutte le piccole sorgenti sono ormai quasi in secca e abbiamo dovuto ricaricare un serbatoio con le autobotti.”
“Anche in pianura, sempre nel Bassanese - continua Svegliado -, registriamo un abbassamento notevole di tutte le falde da cui pescano i pozzi, fino a 10 metri in meno rispetto a un anno fa. Ci preoccupano in particolare i pozzi di Pianezze, Mason Vicentino e Rosà. Per quanto riguarda il Cittadellese, nessun allarme per la centrale San Pietro in Gu, dove i due pozzi freatici pescano da una falda che non si trova in sofferenza. Si è abbassata di tre metri rispetto al 2011, invece, la falda della centrale di San Martino di Lupari, di due quella della centrale di Fontaniva. Cali registrati anche per le falde nella zona di Rubano e di Vigonza, area quest’ultima dove si registrano misure inferiori di 1,5-2 metri.”
E' un vero e proprio bollettino di guerra, dove a preoccupare sono la scarsità di riserve idriche nei serbatoi montani che porta ad aumentare lo sfruttamento delle falde di pianura, con la conseguenza del loro abbassamento e della diminuzione della pressione.
“L’acqua potabile è un bene di cui nessuno può fare a meno - aggiunge Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra -. Stiamo dunque lavorando affinché questa siccità non crei problemi agli utenti. Nell’immediato ci aiutano le connessioni interne alla nostra rete ma anche la rete acquedottistica interprovinciale, in particolare quella di Rovigo e Venezia, che negli anni scorsi ha visto diversi investimenti."
"A livello più ampio, come concordato con la Regione - prosegue l'on. Lanzarin - nel lungo periodo occorrerà aumentare la quantità d'acqua conservata nei serbatoi montani, con una contestuale riduzione di quella utilizzata nelle centrali idroelettriche. Quindi si diminuirà il rilascio negli acquedotti a servizio dei centri abitati e dei consorzi irrigui attivi in agricoltura, i quali assorbono la maggior parte dell'acqua. E, ancora, si dovrà provvedere a immagazzinare l'acqua anche in pianura, intercettandola in casse di raccolta nel sottosuolo prima che defluisca al mare, magari utilizzando le cave dismesse. In questo contesto, comunque, credo siano fondamentali gli interventi per risparmiare gli sprechi di acqua, un fronte su cui Etra è particolarmente attiva. Mi riferisco in particolare alla campagna di recupero perdite, che interessa i tratti della rete idrica più vecchi e soggetti a rotture. Nel solo 2010 abbiamo sostituito oltre 26 mila metri di condotte, recuperando perdite per 300 mila metri cubi di acqua.”
Resta fondamentale, anche in questa situazione - avverte Etra -, l’aiuto dei cittadini. Sprecare acqua, ora più che mai, potrebbe davvero costituire un problema.
Ecco dunque che è importante evitare di annaffiare i giardini durante il giorno e di lavare l’auto con l’acqua del rubinetto. È necessario inoltre chiudere le fontane, in particolare quelle a getto continuo ancora attive in molte case del Veneto, assicurarsi che i rubinetti siano sempre ben chiusi e che non gocciolino, non far scorrere l'acqua inutilmente (quando ci si insapona o si lavano i piatti), preferire la doccia al bagno e, infine, per gli elettrodomestici scegliere programmi che risparmiano acqua e metterli in funzione solo a pieno carico.
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