Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 30-07-2016 21:23
in Il "Tich" nervoso | Visto 4334 volte
 

Lost in Bassano

Due o tre cose sul turismo in città. Tra turisti un po' sperduti, sportelli trasferiti, richieste di informazioni e ambizioni di marketing territoriale

Lost in Bassano

Foto Alessandro Tich

Excuse me, Sir. Do you speak English? Fortunatamente Yes, I do.
La coppia di turisti stranieri sulla sessantina d'anni, dall'espressione un po' spaesata, si rivolge all'autoctono di turno, che casualmente corrisponde al vostro cronista, per chiedere lumi.
Siamo in un momento di pausa della conferenza stampa, di cui mi occupo in altro articolo, per la presentazione dell'“Acoustic Festival” promosso dai commercianti, allestita nell'insolita location dell'aiuola erbosa all'esterno della sede ex Apt ed ex Ufficio Iat in largo Corona d'Italia a Bassano.
Del resto, all'interno della ex sede dell'ufficio turistico non si potrebbe fare nulla: l'immobile - dopo il trasferimento dello sportello di informazione e accoglienza turistica all'ingresso del Museo Civico - è tristemente chiuso, sprangato.
I due turisti d'oltreconfine mi chiedono, nella fattispecie, “dove si possono avere informazioni sulla città”. Come tanti altri, erano stati instradati dai vecchissimi, obsoleti e mai rimossi cartelli indicatori con la lettera “I” (Informazioni Apt) di viale delle Fosse e dintorni verso quell'edificio dove fino a qualche tempo fa venivano distribuite cartine e dépliant della città e del territorio.
Salvo trovare il portone regolarmente chiuso. Eppure sui due portoni d'ingresso saldamente serrati è affisso un manifesto, in italiano e in inglese, che comunica quanto segue: “Ci siamo trasferiti in piazza Garibaldi presso il Museo Civico”. Sul manifesto c'è anche la piantina della città con le indicazioni del tipo “voi siete qui” e “noi siamo qui”.
Ma per chi arriva da Melbourne, da Monaco di Baviera, da Lione o chissà da dove (a proposito: perché non dare indicazioni anche in tedesco o in francese?) probabilmente la cosa non è sufficientemente chiara.
Da qui la richiesta di spiegazioni, e di aiuto, al bassanese di turno.
Spiego ai due turisti come andare in via Da Ponte e raggiungere la prima piazza dove, di fianco alla Chiesa, troveranno il Museo Civico e quindi l'ufficio informazioni turistiche. Mi ringraziano contenti e sollevati per le dritte ricevute e se ne vanno quindi per la loro strada, e io mi sento orgoglioso per avere contribuito nel mio piccolo - sacre teorie del marketing territoriale alla mano - all'attrattività del territorio.
Qualcuno potrà obiettare: si sarà trattato della classica coppia di turisti un po' “rinco” che si è trovata nel posto sbagliato e non sapeva più che pesci pigliare.
Nossignori, niente di tutto ciò.
Perché nell'oretta scarsa di durata della conferenza stampa all'aperto ho avuto modo di notare, a margine dell'incontro, quello che solitamente non si ha occasione di notare: un costante via-vai di persone che arrivano alla ex sede Apt, trovano chiuso, leggono il manifesto sul portone, rimangono per qualche attimo perplessi, poi girano i tacchi e se ne vanno.
Saranno tutti rimbambiti? Senza Gps sullo smartphone? O è il “Sistema Bassano” che non sa indirizzarli direttamente verso la giusta destinazione?
Intanto due di loro hanno chiesto informazioni per strada, incrociando chi vi scrive, e hanno avuto le risposte che cercavano.
Per questa volta, ho fatto un figuron. Ma ormai ho perso il conto delle volte in cui, negli anni, dei turisti in piazza mi hanno chiesto, per esempio, dove potevano andare a mangiare.
E in quelle occasioni, ve lo giuro, io vado letteralmente in crisi.
Mangiare cosa: specialità tipiche - in ossequio al cosiddetto turismo enogastronomico - o la classica pizza spaccafame? E quanto vogliono o possono spendere, soprattutto se hanno figli a rimorchio?
E soprattutto: l'eventuale ristorante del centro storico che potrei consigliare sarà aperto quel giorno e a quell'ora? E dispone, eventualmente, di un menù turistico? In caso di turisti foresti, il personale parlerà qualche lingua straniera?
Sono domande, queste ultime, che non ci si pone a Jesolo, a Cortina o sul Lago di Garda. Ma porsele a Bassano è più che lecito.
Per non parlare delle variabili indipendenti: e se poi ad esempio li mando in quel noto locale, molto frequentato per i bassi prezzi delle portate, dove il titolare ti spedisce fuori, e neanche tanto gentilmente, se non hai già prenotato?
Troppe variazioni sul tema. Troppo casino.
Alla fine sparo nel mucchio, tiro fuori il primo ristorante o pizzeria nelle vicinanze che mi viene in mente, spero che vada bene e incrocio le dita.
La verità è che se un turista mi chiede dove andare a mangiare, vuol dire che manca l'informazione, la comunicazione e la promozione a monte.
E' Bassano del Grappa, cioè, che non sa ancora offrire e proporre su un piatto d'argento ai suoi ospiti quello di cui hanno bisogno.
Nonostante internet, nonostante le App, nonostante TripAdvisor, nonostante l'Ufficio Iat, nonostante tutto. Lost in Bassano: la grande metropoli dove dalle piazze (e qui entra in gioco il secondo grande “tematismo” della categoria: “le domande del turista”) non è facile capire, per colpa della segnaletica, persino come arrivare fino al Ponte Vecchio.
Non invidio, pertanto, gli arditi promotori del Tavolo di Marketing Territoriale che ambiscono al Marchio d'Area e allo “sviluppo condiviso” da parte dei “portatori di interesse” della già più volte citata attrattività del territorio.
Perché dal punto di vista del futuro richiamo di nuovi flussi nazionali e internazionali di turisti - obiettivo dichiarato del progetto - questo territorio, e con esso la sedicente città turistica di Bassano, è da rivoltare come un calzino.
Cominciando dall'ABC: comunicazione unificata, segnaletica omogenea, orari di apertura coordinati, avvisi multilingue, servizi mirati, personale formato, accoglienza diffusa. Ovvero - riguardo a quest'ultima - strutture ricettive proporzionate, in quantità e in qualità, all'obiettivo.
Per diventare ed essere veramente turistica, e per aumentare le presenze (e non solo i passaggi) di turisti, la città intera deve “pensare” turistico.
Una prospettiva che chiama in causa, per le rispettive competenze, sia la componente privata che quella pubblica.
C'è molto da fare, per evitare scene da turisti per caso come quella che vi ho raccontato all'inizio di questo editoriale e che in città continuano a ripetersi.
Ma prima di adeguare i cartelli, di aggiornare le indicazioni stradali e in definitiva di unificare le strategie di azione, bisogna cambiare le teste.
In altre parole, senza scomodare Mao, serve una rivoluzione culturale.
Pubblicato da robertoastuni il 30 lug 2016 21:48 | Segnala abuso
SE IO DICESSI: Nasce il Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta” Redazione bassanonet.it, 30 gen 2014 12:33 | Visto 2288 volte Implementare la qualità percepita dell’“Identità d'Area”, elevare la rilevanza della sua attrattività, promuovere l’attitudine al dialogo sulle politiche territoriali per lo sviluppo di un turismo sostenibile, favorire le condizioni perché sul territorio si faccia rete. Sono gli obiettivi nel nuovo Tavolo di Marketing Territoriale “Territori del Brenta”: il primo importante progetto di sviluppo di una visione condivisa del nostro territorio come “sistema di attrattività d'area” che si propone di istituire un tavolo permanente di dialogo tra i portatori di interessi (categorie economiche di Bassano e Marostica, enti e operatori del comprensorio) allo scopo di favorire le condizioni più idonee a dare competitività al territorio medesimo. Scopo dichiarato del progetto: dotare il territorio di una propria strategia condivisa di comunicazione, oggi assente, facendo squadra sotto un unico “brand” territoriale e avviando la costruzione di un'identità forte che meglio specifichi il sistema dell'attrattività dei “Territori del Brenta” e la visione del territorio come “marca” da promuovere sul mercato turistico. EBBENE ABBIAMO PERSO GIA' BEN DUE ANNI E MEZZO! L'ARTICOLO SOPRA RIPORTATO, INFATTI, E' STATO SCRITTO IL 30 GENNAIO 2014. SE AVESSIMO INIZIATO SUBITO...
Pubblicato da silviaz il 30 lug 2016 23:15 | Segnala abuso
Yes, of course! grazie Alessandro per questo tuo articolo. Ciò che racconti lo sento come invito importante e irrinunciabile per chi sta promuovendo a vario titolo città e territorio. Il primo investimento, l'ABC del turismo, passa per la possibilità concreta di creare un'esperienza positiva fin dalla ricerca web e nella banale segnaletica in città, magari in più lingue o almeno in Inglese. Rendere agevole la ricerca di informazioni e aggregazioni di dati (passeggiate, itinerari, giri in bici, ristoranti, bar e alloggi per tipologia di offerta, parcheggi, cinema, mostre e spettacoli, ecc) con chiarezza nei luoghi, parcheggi vicini, orari e contatti, giorni di chiusura espressi chiaramente. Mi rattrista vedere le insegne solo in italiano al Park cadorna, vedere indicato solo 'Valrovina' sul viale della chiesa della Trinità dopo che la viabilità è stata variata... Indicare Asiago, Marostica, centro storico, l'autostrada quanto potrebbe essere utile per chi viene da fuori Bassano? Se malauguratamente poi prosegui per via Ss Trinità ti ritrovi a fare tutto il senso unico di Via Colbacchini con lo smarrimento di come fare a ritrovare le rotte stradali principali. Ecco, prima di volare alto...un giretto in basso per 'vedere di nascosto l'effetto che fa' sarebbe molto salutare. Non ci sono risorse? Potrebbe essere una bella sfida un progetto temporaneo e retribuito affidato a qualche giovane magari laureato in materie turistiche, marketing o di conservazione beni...
Pubblicato da ml69 il 31 lug 2016 01:02 | Segnala abuso
Silviaz , Quello che tu scrivi io da semplice cittadino l'avevo segnalato 2 anni fa , con chi di dovere abbiamo fatto una passeggiata intorno alla zona della ss trinità segnalando i problemi e le relative soluzioni (segnaletica ecc ecc ) economicamente sostenibili . quello che vedi oggi sono le risposte.
Pubblicato da maelstrom il 31 lug 2016 07:08 | Segnala abuso
Iniziamo: quanto verrebbe a costare per le casse comunali far ristampare i cartelli turistici esistenti (e aggiungerne di nuovi nei punti "tattici"), aggiungendo quantomeno le indicazioni in lingua inglese? Non dico in quattro lingue, in italiano ed inglese...quanto? I pali di sostegno ci sono già, basterebbe aggiungerne di altri. Ogni città con velleità turistiche ha un punto di riferimento per chi vi si reca, perchè non esiste a Bassano? Non serve una piazza d'armi, un salone delle feste. Basterebbe un ufficio, anche piccolino, purchè contenga al suo interno tutta la documentazione necessaria affinchè qualsiasi turista possa farsi un'idea di dove trovare cosa. E ovviamente ci vuole del personale competente, formato. Investiamo 330.000 € per "... “un'interfaccia più fruibile” del sito comunale e l'accessibilità degli “open data” del Comune..." e siamo costretti a diventare ciceroni nostro malgrado. Se quei turisti avessero incontrato me al posto del Direttore, chissà dove sarebbero finiti col mio inglese sgangherato. E non si tratta di addossare la responsabilità esclusivamente a questa amministrazione. Anche le precedenti dovrebbero inginocchiarsi sul brecciolino. Affinchè le cose giuste accadano, bisogna pretenderle. Le opposizioni dovrebbero andare in piazza ogni giorno e spiegare ai cittadini cosa accade. I commercianti dovrebbero essere i primi ad incazzarsi di brutto...
Pubblicato da maelstrom il 31 lug 2016 07:08 | Segnala abuso
Potrebbero, ad esempio, far stampare dei volantini da consegnare ai clienti per spiegare di cosa ha bisogno la città. I bassanesi, anche loro dovrebbero incazzarsi e pretendere fortemente dall'amministrazione un gesto. In fin dei conti si tratta della loro città, del futuro della città. Si investono 330.000€ per "... “un'interfaccia più fruibile” del sito comunale e l'accessibilità degli “open data” del Comune..." e non si cacciano i soldi per adeguare la segnaletica turistica? Ritengo vergognoso tener chiuso uno stabile come quello dell'ex APT (e l'ho anche scritto in una discussione postata il 17 luglio), locale che, se non tutto, potrebbe almeno in parte ospitare un ufficio per i turisti. L'ufficio turistico di Pola (Istria) per fare un esempio, è grande 6 x 4 mt. Ma c'è tutto quanto serve conoscere di quella bellissima città. Perchè da noi no? Perchè sempre e solo bla bla bla e nulla di concreto, nemmeno una piccola cosa come l'adeguamento della segnaletica? Beh, ma c'è tempo! Intanto bisogna adeguare il sito comunale, cosa questa di fondamentale importanza per "Bepi e Maria". I turisti, quelli del passaparola, quelli che se si trovano bene ritornano, quelli che in città spendono, quelli possono anche aspettare. Tanto un direttore che conosce l'inglese lo si trova sempre, no? "...Basta ca ce sta 'o sole, ca c'è rimasto 'o mare..."
Pubblicato da michelebrunelli il 31 lug 2016 14:23 | Segnala abuso
«Affinchè le cose giuste accadano, bisogna pretenderle» Sono d'accordo al 100%. Sono tanti in fronti in cui l'area pedemontana del Brenta (non solo Bassano come comune singolo) non pretende. Ce la "pretesa" di essere un territorio turistico, ma non si pretendono gli STRUMENTI PER essere turistici. Perché è la comunità che dev'essere turistica. Il territorio è fatto di paesaggio, strutture e comunità. La comunità è parte del prodotto. Cioè noi che ci viviamo siamo parte del territorio e del prodotto. Il territorio non diventa turistico se noi non pretendiamo gli strumenti per diventarlo. Mi domando poi perché non si potesse mantenere l'ufficio informazioni là dov'era. Invece che aggiornare i cartelli bastava mantenere invariata la sede. Forse è della (inutile e da chiudere) provincia? Mi piacerebbe capire meglio questo aspetto. Detto questo "lèzare na mapa co 4 strade e rivar in piaça no dovaria èser na gran fadiga" nemmeno per una comune coppia di turisti.
Pubblicato da uno il 09 ago 2016 14:51 | Segnala abuso
che vadano a fare un giro all'estero. viaggio spesso e vedo città che vivono di turismo con 1/10 di cose che bassano e dintorni offrono. basta un po' di buona volontà che a quanto pare manca. non ci sono scusanti.
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