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Un bel taser non fu mai scritto
A proposito della richiesta di Fratelli d’Italia all’amministrazione comunale di Bassano di dotare di taser gli agenti della Polizia Locale
Pubblicato il 16 set 2025
Visto 9.852 volte
È proprio vero: un bel taser non fu mai scritto. Almeno per quanto riguarda Bassanonet.
Solo che adesso dobbiamo cominciare a scriverne, visto che sta diventando sempre più di attualità la questione del taser: questa specie di “pistola elettrica” con due elettrodi che emettono scariche ad alto voltaggio ma a basso amperaggio che raggiungono il sistema neuro-muscolare della persona colpita e la stordiscono, facendone contrarre i muscoli.
Stiamo parlando di un’“arma propria”, come la definisce la legge italiana, per detenere la quale è pertanto necessario il porto d’armi.
Fonte immagine: padovaoggi.it
Nel nostro Paese il taser è in dotazione alle forze dell’ordine dello Stato dal marzo 2022 come dispositivo per bloccare in modo temporaneo individui potenzialmente pericolosi.
Anche il cittadino privato può dotarsene per difesa personale, previo nulla osta di utilizzo rilasciato dalla Questura, ma con l’obbligo di detenere il “dissuasore elettrico” esclusivamente entro le mura domestiche: il privato che venisse trovato in possesso di un taser fuori dalla propria abitazione, senza le dovute autorizzazioni, verrebbe denunciato per porto abusivo d’arma.
Ci occupiamo di questo argomento a seguito del comunicato stampa di Fratelli d’Italia di Bassano del Grappa, trasmesso in redazione lo scorso 2 settembre e firmato dal coordinatore comunale di FdI Bassano Nicola Giangregorio e dal referente provinciale FdI per la Sicurezza Domenico Merlo, nel quale il partito di maggioranza invita l’amministrazione Finco a dotare di taser la Polizia Locale, a seguito del “preoccupante aumento di episodi di violenza, risse e aggressioni che minano la serenità della nostra comunità”.
Un provvedimento che Fratelli d’Italia Bassano considera “indispensabile e urgente” per introdurre nel kit di servizio del poliziotto locale quello Giangregorio e Merlo definiscono “uno strumento di difesa efficace e proporzionato, già adottato in diversi Comuni vicini con risultati positivi”.
In effetti, alcuni Comuni di una certa dimensione del territorio veneto si stanno già “taserizzando”.
È il caso, ad esempio, di Treviso che lo scorso luglio ha avviato l’iter amministrativo e operativo per introdurre in via sperimentale il taser nella dotazione della Polizia Locale.
La sperimentazione - come prescrive la normativa nazionale - impone l’attuazione di diversi passaggi (tra cui la predisposizione di un regolamento specifico, approvato dal consiglio comunale), durerà sei mesi e prevede l’impiego del “dissuasore elettrico” esclusivamente da parte di operatori appositamente formati.
Sempre nel Trevigiano, è stato dato il via alla sperimentazione del taser in dotazione agli agenti municipali anche in altri Comuni importanti come Conegliano e Montebelluna e, nel mese scorso, è stato avviato l’iter a Castelfranco Veneto.
La mappa dei Comuni veneti in odore o già in possesso operativo di taser per la Polizia Locale si sta progressivamente allargando: Thiene e Lonigo in Provincia di Vicenza, San Donà di Piave nel Veneziano, San Bonifacio nel Veronese eccetera.
Da un punto di vista oggettivo, la richiesta di Fratelli d’Italia all’amministrazione comunale segue pertanto l’onda di questo trend elettrizzante e non fa altro che perorare una causa in ambito sicurezza già avviata in altri luoghi della Regione.
Ma sembra che gli effetti collaterali dell’utilizzo dello strumento “dissuasore” siano particolarmente rischiosi nei confronti di persone con cardiopatie o altre patologie pregresse.
E le recenti notizie di cronaca (è di queste ore la notizia di un uomo morto ieri in ospedale a Reggio Emilia dopo essere stato colpito col taser, terza vittima diretta o indiretta della “pistola elettrica” in un mese in Italia dopo i casi di Olbia e di Genova) rendono giustificabile una forte dose di preoccupazione circa un uso inopportuno di questa arma propria nel momento in cui il suo impiego da parte delle Polizie Locali entrerà a regime.
Con eventuali conseguenze per i sindaci e per gli assessori comunali alla Sicurezza ancora impensabili: oggi per molto meno, e cioè per il distacco parziale dell’intonaco di una scuola, fortunatamente senza conseguenze gravi per le persone, si finisce indagati nei fascicoli della Procura.
Qui non mi dilungo sugli sviluppi della richiesta di Fratelli d’Italia a Bassano.
Al momento la questione è ferma sulla “scaramuccia” politica a distanza con FdI lanciata dall’assessore alla Sicurezza Alessandro Campagnolo e sulla replica del coordinatore cittadino di FdI Nicola Giangregorio, di cui ci siamo già ampiamente occupati.
Ma è evidente che dopo il 1 gennaio, quando la Polizia Locale sarà uscita dall’Unione Montana e rientrerà nell’organico del Comune di Bassano del Grappa, l’amministrazione Finco prenderà seriamente in considerazione l’impiego del taser tra gli strumenti in dotazione agli agenti nuovamente municipali.
E se la volontà politica porterà a una decisione in tal senso, seguirà anche a Bassano lo stesso iter previsto dalla legge per tutti i Comuni: sperimentazione, regolamentazione, formazione del personale eccetera.
Non sarà comunque facile, per gli agenti formati all’impiego del taser, calcolare in situazioni di presunta emergenza la proporzione dell’intervento con la pistola elettrica rispetto al pericolo in corso e la necessità e l’adeguatezza dell’uso dell’arma.
Ma saper decidere in tempo reale cosa fare e come farlo oppure no, è alla base di un’adeguata applicazione delle “regole di ingaggio” previste dai protocolli di utilizzo dello strumento a impulsi elettrici.
È la fondamentale differenza tra un agente di Polizia Locale e un Robocop.
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