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Penne zuppe

La pioggia battente bagna il primo giorno del Raduno Triveneto. Consumi a rilento e malumore dei baristi. Il maltempo rovina la vigilia della festa degli alpini

Pubblicato il 18-09-2010
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Più acqua che vite. La pioggia battente di queste ore, sia in città che alla cerimonia di stamane in Cima Grappa, sta rovinando la vigilia del Raduno Triveneto degli Alpini.
Non tanto per lo spirito delle penne nere - pronte a marciare e a intervenire con qualsiasi condizione ambientale - quanto per la “loro” città e per gli esercenti e gli operatori economici che in occasione dell'annunciata “invasione” degli alpini del Nordest hanno investito non poche risorse.
Penne zuppe, e poco movimento. Infallibili indicatori dello stato delle cose sono i distributori di bevande alla spina, disseminati all'esterno dei bar del centro storico, che per tutta la mattina sono rimasti incappucciati sotto i teloni, oppure disertati dai potenziali consumatori. Pioggia e vento non invogliano a consumare bibite all'aperto e a rimpinguare gli incassi dei locali del centro, fino adesso, sono stati i turisti stranieri, piuttosto numerosi in questi giorni in città.

Un alpino sotto l'ombrello: immagine emblematica del primo giorno del Raduno Triveneto

“Fino adesso non si è visto il becco di un alpino - ci ha detto testualmente, questa mattina alle 10, il gestore di un bar in Salita Ferracina, zona di transito privilegiata per il Ponte degli Alpini -. Ieri invece, per fortuna, sono venuti molti giapponesi.”
Due ore più tardi, tornati sul posto, gli abbiamo chiesto come stava andando. “Sempre peggio”, la sua risposta.
La situazione in città si è un po' più animata tra le 11 e mezzogiorno, quando i primi gruppi di turisti col cappello e con l'ombrello hanno preso a gironzolare per le vie del centro.
Ma sul Ponte degli Alpini, a mezzogiorno e mezzo - ora di punta del “mezo e mezo” e dell'aperitivo “scarpone” - di penne nere ne abbiamo contato appena una quindicina. E dal bancone della Taverna Nardini - assoluto termometro della situazione - ci hanno fatto intendere che il “giro” è fin troppo calmo.
“Restiamo in attesa” ci ha detto ancora, all'ora di pranzo, il gestore di un bar di Piazza Libertà.
Già, l'attesa: tutte le speranze degli esercenti di Bassano, oltre a domani, sono concentrate per la serata di oggi, quando gli ospiti saranno più numerosi e la tradizione degli allegri consessi alpini “della notte prima” dovrebbe confermarsi, indipendentemente dalle condizioni del tempo.
A confortare le dosi di ottimismo sono anche le previsioni meteo per la giornata di domani, che annunciano cielo inizialmente nuvoloso, quindi tempo variabile in mattinata con nuvole alternate a schiarite sempre più ampie, fino a tempo poco nuvoloso nell'inoltrato pomeriggio.
Un aiuto dal cielo, in senso meteorologico, che dovrebbe rischiarare anche le molte facce scure incrociate nella mattinata di oggi. Su tutte, quelle di un edicolante in piazza: “Oggi possiamo chiudere Bassano - ci ha detto, sconsolato, questa mattina -. Chiuso per pioggia.”

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