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Tamarcanda
Intervista a Tamara Bizzotto, assessore comunale a Bassano, che si candida alle regionali con la Lista Veneta Autonomia. “La Lista Veneta Autonomia è il nome stesso e il fatto di dire “sono veneta” mi identifica”
Pubblicato il 18 set 2020
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Samarcanda era il luogo anticamente al centro della Via della Seta. Tamarcanda è invece un luogo attualmente al centro della Via della Scheda. Scheda elettorale, nella fattispecie, per le regionali del Veneto. Tamara Bizzotto, professionista nel settore immobiliare, assessore comunale leghista di Bassano del Grappa (con le deleghe alla Sicurezza, Protezione Civile, Decoro e Arredo Urbano, Centro storico), è candidata per il consiglio regionale.
Non è la prima volta, peraltro: cinque anni fa, correndo alle regionali con la lista della Lega, è risultata la prima dei non eletti, mancando il seggio a Palazzo Ferro Fini a Venezia per una manciata di 200 voti. La Bizzotto ha già frequentato più volte la Via della Scheda, sempre con ottimi risultati. Per due volte consecutive, nel 2009 e nel 2014, è stata eletta in consiglio comunale a Bassano tra i banchi di minoranza, svolgendo anche l'incarico di presidente del consiglio comunale. L'anno scorso, alle elezioni comunali che hanno decretato la vittoria dell'amministrazione attuale, è stata il candidato più votato della lista della Lega, con 522 preferenze, doppiando per numero di consensi personali il secondo arrivato della stessa lista. Adesso l'assessore bassanese guarda nuovamente in direzione del Canal Grande.
Ma questa volta nella Lista Veneta Autonomia, componente della coalizione per Zaia presidente, per la quale si candida.
Tamara Bizzotto, candidata con la Lista Veneta Autonomia
Tamara Bizzotto, lei si propone al giudizio degli elettori ancora una volta. Perché?
Perché mi piace la politica. Ho questa passione nata già tanti anni fa. Ho fatto dieci anni di amministrazione come consigliere di minoranza. E poi, un passo alla volta. Mi piace poter dare risposte dove riesco, poter cercare di risolvere i problemi, dare anche il mio contributo anche di esperienza, di vita lavorativa mia personale e anche amministrativa. La vedo proprio così: riuscire a fare qualcosa per gli altri, in questo caso come amministratore bassanese per la città. Poi è chiaro che a volta magari non è sempre possibile, perché devi avere intorno anche delle condizioni e una squadra che supporta e che dà una mano.
In questo periodo, anche se fa ancora caldo, nevicano dal cielo le promesse. Tutti promettono. Lei è un tipo da promesse oppure no?
No. Io ho un motto in testa: chi è più lento a promettere, è più veloce a mantenere. Anche perché fare promesse in questo momento non mi sembra veritiero. Qualcuno mi chiede: “ma che programma hai?”. Il programma è quello del governatore, non esistono programmi per ogni candidato consigliere. E penso che tutti ormai avranno un po' visto quali sono le linee per il prossimo quinquennio di mandato. Dopodiché, all'interno di quelle linee io posso avere delle priorità oppure posso avere dei temi che mi stanno particolarmente a cuore, come anche delle situazioni che vengono segnalate dai cittadini o dai portatori di interesse che puoi portare avanti perché condividi l'obiettivo, condividi la finalità.
E qualcuna di queste priorità quale può essere?
Ad esempio, questo è stato un periodo in cui abbiamo avuto dei fenomeni meteorologici particolarmente pesanti e avversi, che hanno colpito anche il nostro territorio ed è tornata alla ribalta la funzione importante che ha la Protezione Civile. L'idea è quella di pensare di dare finalmente anche una dignità alla Protezione Civile che abbiamo nel Bassanese, quindi una sede. Va ripreso il famoso progetto che c'era sulla Caserma Fincato, per farne proprio un polo per la Protezione Civile. C'era un vecchio progetto che prevedeva addirittura l'eliporto, prevedeva una scuola di formazione, proprio un punto di riferimento a livello regionale. Questo secondo me, per l'esperienza che ho vissuto in questo anno abbondante di amministrazione, è un bell'obiettivo. Poi ci sono veramente tanti temi perché oggi ci sono tante situazioni. Per quello che vedo e che sento io, per esempio il tema del sostegno alla natalità e alle neomamme, la conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, che adesso è una questione pregnante, soprattutto col discorso del Covid e delle scuole. È necessario un sostegno forte alle famiglie per le difficoltà. Come dall'altro lato abbiamo il problema, che avremo sempre di più nei prossimi anni, della fascia degli anziani. Abbiamo una popolazione molto anziana e non sempre è possibile curare a casa con le proprie forze i genitori malati piuttosto che i nonni, eccetera. Sul discorso sociale bisogna avere veramente un occhio di riguardo. Un altro tema molto importante a cui prestare attenzione è quello del lavoro e delle difficoltà che stanno attraversando le piccole e medie imprese, i piccoli artigiani e commercianti che sono l’ossatura della nostra realtà economica.
Ovvero?
Dopo anni di crisi economica il Covid, con la chiusura forzata, ha messo in pesante difficoltà tanti imprenditori che stanno guardando con preoccupazione ai mesi a venire.
Per i commercianti la quasi totale assenza dei turisti stranieri e la scarsa propensione all’acquisto degli italiani ha comportato una contrazione dei ricavi a fronte di costi di gestione e spese che sono rimasti quasi inalterati; in questi giorni di campagna elettorale più di qualcuno mi ha riferito che teme di dover prendere un’amara decisione e chiudere l’attività per fine anno, non potendo continuare a lavorare in perdita. La contrazione dei consumi si riflette anche in una minore produzione per le aziende, che si somma, per queste ultime, alle difficoltà di accedere al credito. Alcuni settori (alberghiero, ristorazione, agenzie viaggio, sport e svago eccetera) sono stati pesantemente danneggiati rispetto ad esempio al settore alimentare. Salvaguardando le aziende in difficoltà salvaguardiamo i posti di lavoro e con essi le famiglie ed i risparmi. I prossimi mesi saranno cruciali. Si dovranno trovare nuove soluzioni per permettere, dove possibile, una ripresa economica evitando la chiusura e i licenziamenti. I veneti hanno da sempre dato dimostrazione di essere grandi lavoratori, di sapersi reinventare, di essere resistenti e tenaci: non possiamo permetterci di disperdere queste grandi qualità che ci contraddistinguono.
Parliamo un po' di questa Lista Veneta Autonomia. In cosa si contraddistingue rispetto alle altre proposte?
La Lista Veneta Autonomia è il nome stesso. Credo che sia la lista più veneta che c'è. La parola “Autonomia” richiama il percorso incredibile che ha fatto il nostro governatore Zaia per portarci a votare al referendum. A differenza di altre Regioni che parlano di autonomia, Zaia è stato l'unico che ha iniziato questo percorso, chiedendo il referendum per l'indipendenza e quello per l'autonomia. Ci hanno bocciato quello per l'indipendenza, ci hanno permesso - perché la Costituzione lo prevedeva - di fare il referendum per l'autonomia. I veneti, in massa, hanno votato a stragrande maggioranza “Sì”. Quindi c'è questo sentimento, ma perché abbiamo veramente delle radici molto forti. Io non so gli altri, ma io sono orgogliosa di essere veneta. E mi ritrovo anche nelle caratteristiche dei veneti. Queste persone sono abituate a reiventarsi, a combattere, a volte ad avere anche pazienza, ad adattarsi alle situazioni. È vero che siamo un popolo. Cioè siamo bella gente. Il fatto di dire “sono veneta” mi identifica. Rispetto le altre Regioni, a cui non voglio togliere nulla, ma noi abbiamo la nostra storia. Per cui c'è stato questo percorso, che ha raggiunto un grande risultato con la volontà popolare, che è chiara ed è già stata espressa. Adesso purtroppo si è arenato tutto a Roma. Le istanze del Veneto sono state trasmesse, e cioè la richiesta delle 23 materie delle quali la Regione vuole occuparsi, che sono previste dalla Costituzione, quindi niente di più e niente di meno. E come dice anche Zaia, effettivamente l'autonomia è una assunzione di responsabilità, perché a quel punto ti gestisci, sei tu che gestisci le risorse che hai a disposizione e devi dare delle risposte ai cittadini che poi ti voteranno sulla base dei risultati che hai dato. Vediamo purtroppo che in altre Regioni non funziona esattamente così. Io sono convinta che Zaia farà di tutto nel prossimo quinquennio per portare l'autonomia a casa.
L'autonomia la decide lo Stato. Da quasi tre anni la stiamo aspettando. Fino ad oggi la Regione Veneto con Zaia non è riuscita a portarla a casa. Cosa può fare di più la Regione per portarla a casa?
La Regione può continuare il dialogo ai tavoli di Roma, come sta già facendo, ma io personalmente credo che difficilmente con l'attuale governo si porteranno a casa grandi risultati. Me lo auguro, ma penso che dovremo attendere un cambio di passo, proprio un cambio di governo. E allora lì la strada sarà molto più facile.
Perché un cittadino dovrebbe votare lei?
Perché penso di aver dimostrato in dieci anni di amministrazione un senso pratico, di concretezza, di essermi occupata dei vari problemi approfondendoli, senza sparare risposte a vanvera, senza fare promesse irrealizzabili, ma giorno dopo giorno costruendo e cercando di fare il meglio. Le persone che mi conoscono sanno come sono fatta. A volte sono scomoda perché dico la verità. Sono sincera e questo non sempre è un pregio in politica. Spero che gli elettori mi diano fiducia, come me l'hanno data tra l'altro alle amministrative, perché sono stata la più votata della Lega e sono stata la terza più votata del consiglio comunale a Bassano. Con numeri, tra l'altro, l'anno scorso veramente importanti sulle preferenze. Poi io non sono un'improvvisata. Ho fatto tutta la mia gavetta, sono una persona che passo dopo passo va avanti. Mi ritengo di essere anche una persona che cerca di approfondire le cose, di impararle se non le so. Ho fatto dieci anni di amministrazione, sono stata presidente del consiglio comunale, ero stata eletta a febbraio in Provincia a Vicenza, poi l'incarico l'ho lasciato perché chiaramente ho avuto la nomina come assessore qui a Bassano. Quindi ho fatto sempre un passo alla volta, nel migliore dei modi. Spero che questo possa servire per dare anche qualità al lavoro che viene fatto.
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