Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Redazione
Bassanonet.it
Pubblicato il 29-02-2024
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Le organizzazioni del lavoro e le categorie associative, i cari e vecchi corpi intermedi, fanno sempre più fatica a tenere aggiornata la bussola della rappresentanza. Il mondo dentro e fuori le fabbriche, le scuole e gli uffici è complesso e difficile da rappresentare.
Lo ha scritto benissimo nei giorni scorsi Dario di Vico sul Corriere della Sera, parlando di Coldiretti «scavalcata», della Confindustria alle prese con il delicatissimo passaggio presidenziale, degli operai iscritti a Cgil, Cisl e Uil che votano a destra (“Il puzzle della rappresentanza Trattori, tute blu e partite Iva ognuno va da sé. E le «Conf» non ce la fanno più”, Corriere, 26 febbraio). Vincono piuttosto le micro lobby (tassisti e balneari su tutti) rispetto alle grandi organizzazioni generali. Per questo molte realtà associative stanno ripensando la logica della loro presenza pubblica, partendo ovviamente dalla comunicazione.
Mariaelena Tosetto (consigliere della Camera di Commercio di Vicenza)
Confcooperative, per esempio, ha da poco lanciato una nuova campagna di comunicazione incentrata sul ritorno alle origini: l’importanza dell’unione e della collaborazione. Lo ha fatto attraverso uno spot dove due telecronisti raccontano il mondo della cooperazione attraverso il linguaggio sportivo: “Confcooperative, l’unione che rafforza tutti”.
«Sulle nostre tavole 1 prodotto su 4 arriva dalle cooperative, che rappresentano 1 sportello bancario su 5, 1 supermercato su 3 ed erogano servizi di welfare a 7 milioni di italiani. Le cooperative producono 7 bicchieri di latte su 10 e 6 bicchieri di vino su 10. Questo per dare alcune cifre su un sistema di imprese che vale l’8% del PIL e dà lavoro in Italia a 1,3 milioni di persone senza delocalizzare, ma rimanendo sul territorio dove generano reddito e occupazione e rispondono ai bisogni delle comunità», ha commentato il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.
Una operazione che anche mediaticamente riporta alle basi storiche della cooperazione: il lavoro delle cooperative è a favore delle comunità e del territorio ed è presente in ogni ambito della nostra vita quotidiana.
A Bassano Confcooperative è presente con 21 realtà associate, in rappresentanza del mondo sociale, di quello dell’agricoltura/allevamento, dell’abitare, lavoro/servizi, cultura/turismo/sport, intorno alle quali gravitano 1.872 soci e le loro famiglie.
«In una realtà sociale disgregata la cooperazione ha preso sempre più coscienza dell’importanza delle persone, della vicinanza al territorio e alle fragilità. Nell’affidare alle cooperative la cura delle persone più fragili, dei bambini, ma anche la storia e le radici della nostra storia (gli anziani), oltre che dei giovani e degli adulti che soffrono di disturbi legati alla salute mentale, lo Stato riconosce il valore intrinseco della cooperazione. Ricordo che anche nei settori diversi dal sociale la cooperazione permette, ad esempio, ai territori montani di essere presidiati e di ridurre lo spopolamento con piccole cooperative di consumo», osserva Mariaelena Tosetto, consigliere della Camera di Commercio di Vicenza e responsabile dell’Ufficio Affari Generali della cooperativa La Goccia.