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Pubblicato il 04-12-2021 14:23
in Industria | Visto 4.623 volte

Il rimbalzo

Nel terzo trimestre la produzione industriale fa un +14,2% rispetto allo scorso anno.

Il rimbalzo

Laura Dalla Vecchia, Presidente di Confindustria Vicenza

Il rimbalzo c’è ma è pieno di incognite per il futuro.
I numeri della 153esima indagine congiunturale di Confindustria Vicenza confermano il rimbalzone del manifatturiero dei nostri distretti nel periodo luglio-settembre 2021 (rispetto allo stesso periodo del 2020). Dentro a questi numeri da super ripresa si cela ovviamente un paragone con un 2020 segnato quasi pienamente dall’emergenza pandemica. Nonostante sia praticamente assodato che il Covid ci accompagnerà almeno fino alla prossima primavera, l’economia mondiale corre e anche le imprese vicentine sono dentro alle grandi linee di ripresa industriale europee ed internazionali.

Si muove bene anche il mercato interno, risultato anch’esso in aumento con un +14,8%, ma ugualmente anche in questo profilo domestico di analisi si scontano i paragoni con un anno – il precedente – molto negativo. In definitiva, nel 3° trimestre 2021 la produzione è aumentata del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2020: numeri da record. Ci sono tuttavia parecchie criticità che stanno venendo avanti. In primis, le aziende vicentine e bassanesi segnalano i problemi legati all’aumento dei prezzi delle materie prime, argomento che sta facendo ritornare pesantemente nel dibattito economico – ma anche al bar o al supermercato sotto casa – il tema inflazione.
Nel terzo trimestre dell’anno, i prezzi delle materie prime sono aumentati in modo anomalo (+29,3%) ed evidentemente si è registrata anche una ricaduta sui prezzi dei prodotti finiti (non si è mai vista una inflazione che non sia pagata dai consumatori e dalle fasce di reddito più fragili). Secondo i dati degli industriali vicentini, il listino prezzi finale è cresciuto mediamente del +9,8%.

Ed è proprio sulla questione delle materie prime che Laura Dalla Vecchia, presidente degli Industriali, sta dando molta enfasi nelle sue dichiarazioni pubbliche. «Le tensioni sulle materie prime e l’aumento spropositato dei costi dell’energia sono fattori tra i più importanti da gestire per non essere tagliati fuori dai mercati, specialmente in alcuni settori in cui l’incidenza del prezzo delle materie prime e dei prodotti intermedi sono la voce di costo più impattante».

La “questione materie prime” è così rilevante per le imprese da aver costretto il sistema industriale locale a mettere in piedi una sorta di “borsino merci” per monitorare gli andamenti dei prezzi. Una piattaforma digitale, chiamata Appia, con il dettaglio dei prezzi, le serie storiche e le previsioni sui prezzi di quasi 70 materie prime, compresa ovviamente la parte legate all’energia. Oltre alle voci di analisi congiunturale su liquidità, export e sentiment per il futuro che verrà, come sempre è interessante la parte dell’indagine che legge i dati sul mercato del lavoro.

L’occupazione segna ancora un aumento del numero di addetti pari all’1,5%. «Il 53% delle aziende dichiara di aver mantenuto inalterato il proprio livello occupazionale, il 35% l’ha aumentato, mentre il 12% ha ridotto la propria forza lavoro».
In attesa che anche la coda del Covid sia messa in soffitta, il sistema industriale vicentino come si dice dalle nostre parti “tiene botta”.

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