Pubblicato il 28-01-2021 19:17
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Biologico e investimenti sul brand, il binomio che fa volare i conti di Rigoni di Asiago

Andrea Rigoni, amministratore delegato di Rigoni di Asiago, analizza i numeri del 2020. Esclusa la quotazione in Borsa nel breve termine

Biologico e investimenti sul brand, il binomio che fa volare i conti di Rigoni di Asiago

Andrea Rigoni, amministratore delegato di Rigoni di Asiago

Biologico e investimenti sul brand, il binomio che sta facendo volare i conti della Rigoni di Asiago. Una big ormai internazionale nel settore delle confetture e delle creme spalmabili che, anche nell’anno della pandemia, continua a macinare utili. Dai monti dell’Altopiano fino alla prossima conquista del mercato cinese, la Rigoni è una delle “multinazionali tascabili” del Veneto che sta consolidando, anno dopo anno, un brand conosciuto in tutto il mondo. «Sicuramente il 2020 è un anno particolare, con forti cambiamenti di scenario che rendono mutevoli gli andamenti del mercato. I periodi di lockdown e l’incremento dei consumi domestici (prima colazione, merenda, dolci, ricette) hanno favorito le rotazioni a scaffale dei nostri prodotti, non solo di Fiordifrutta, la nostra preparazione 100% da frutta bio, e di Nocciolata, ma anche di Mielbio, il miele 100% italiano», osserva Andrea Rigoni, amministratore delegato del gruppo.

Presidente Rigoni, il 2020 ha fatto registrare numeri importanti per molte aziende del comparto food.
E’ stato un anno di impegno sui mercati esteri, con un forte allargamento distributivo verso nuovi Paesi. Abbiamo lanciato la Special Edition di Fiordifrutta e Tantifrutti, quattro nuovi prodotti che combinano la bontà della frutta bio con le proprietà benefiche delle erbe aromatiche. Stanno riscuotendo un notevole successo fra i consumatori, nonostante le difficoltà di inserimento a scaffale dovute alla complessità del momento. Tutto questo ha portato Rigoni di Asiago ad una crescita a due cifre.

Con un fatturato e quote di mercato in crescita costante che obiettivi industriali vi siete dati?
Nel medio termine, il nostro obiettivo, sul fronte interno, è di divenire sempre più il marchio di fiducia di milioni di consumatori, ai quali vogliamo offrire non solo dei prodotti ma anche una storia e dei valori in cui riconoscersi. Inoltre, puntiamo ad accrescere la nostra presenza sui mercati internazionali con una strategia di export sempre più mirata che, grazie a piani di investimento considerevoli, preveda una distribuzione capillare e l’incremento della notorietà. Mantenendo una forte identità e non tradendo i valori di etica e sostenibilità che da sempre contraddistinguono il marchio.

Su quali tipologie di prodotto state concentrando la vostra attenzione?
Puntiamo alla crescita del brand Fiordifrutta, già leader nel comparto delle confetture, e di quello Nocciolata, secondo player di mercato nelle creme spalmabili. La nostra Ricerca e Sviluppo lavora per individuare e mettere a punto prodotti che siano innovativi e che portino un reale valore aggiunto al consumatore. Inoltre, tramite piani di marketing ad hoc vogliamo aumentare la visibilità dei nostri marchi. La strategia prevede anche un grande investimento sul digital, con operazioni che mirano a raggiungere i target più giovani.

Non basta più solo la domanda italiana o europea per andare a competere con i grandi colossi del settore?
Abbiamo iniziato a rivolgerci ai mercati esteri circa una decina d’anni fa. Oggi l’export rappresenta un’opportunità non solo in termini di fatturato ma anche di visibilità e di branding. Siamo presenti in più di 20 nazioni e l’export rappresenta circa il 40% del nostro turnover globale. Dopo l’Italia, la Francia è il mercato più importante, dove dal 2009 abbiamo una nostra sede commerciale. Alla Rigoni di Asiago France si affiancano le consociate USA e Benelux, mentre negli altri mercati ci avvaliamo di distributori locali. Il bio è in crescita in molti mercati, non abbiamo quindi un’area geografica particolare; piuttosto cerchiamo di crescere dove già siamo presenti. In Cina, ad esempio, ci siamo certificati Bio China per poter diventare rilevanti in quel mercato.

Proprio sul biologico: avete novità in calendario in questo specifico ambito del vostro processo produttivo?
Il bio è un fattore chiave, in crescita in tutto il mondo. Il nostro posizionamento è da sempre di un’azienda 100% italiana e 100% biologica. Siamo bio dagli anni ’90, non lo siamo diventati per moda o per seguire una tendenza. Questo ci dà credibilità: abbiamo il controllo diretto della nostra filiera e ci affidiamo ad aziende agricole di proprietà e alla collaborazione, ormai pluriennale, con una rete di apicoltori e agricoltori presenti in Italia e all’estero. Grazie alla nostra filiera, non abbiamo problemi di accaparramento di materie prime e riusciamo a controllarle dal campo alla raccolta, fino alla loro lavorazione e al prodotto finito. Utilizziamo senza compromessi solo frutta di stagione, al perfetto grado di maturazione.

Il marchio Rigoni è molto noto nel comparto food italiano. Non è semplice tuttavia superare la concorrenza in un contesto di mercato “bombardato” da sollecitazione commerciali continue. Voi che linea vi siete dati?
Il biologico rappresenta per noi una scelta etica, che incarna valori profondi quali la salvaguardia dell’ambiente e l’attenzione per le persone. Dietro ai nostri prodotti c’è inoltre la storia una famiglia, la famiglia Rigoni, che vive e lavora ancora oggi sull’Altopiano di Asiago, nel cuore della natura. Questi temi, insieme alla vertical integration (filiera che seguiamo completamente dalla materia prima al prodotto finito), la sostenibilità e la bontà dei prodotti, rappresentano le nostre leve principali.
Non sono disponibili i dati definitivi sul 2020 ma prevedete comunque una crescita a “doppia cifra”. La pandemia vi ha cambiare qualcosa nella vostra organizzazione?
Le restrizioni legate alla pandemia hanno influenzato le modalità di fruizione dei prodotti alimentari. Stiamo assistendo a uno spostamento dei consumi, da fuori a dentro casa. Questi cambiamenti ci hanno spinto, qualche mese fa, a lanciare il nostro e-commerce, un’iniziativa che è nata proprio per agevolare i nostri consumatori in un periodo delicato. Grazie al commercio online, il consumatore può ordinare i prodotti preferiti comodamente da casa, compresi quei gusti particolari non sempre reperibili nei punti vendita.

Prospettive per nuove assunzioni?
Nell’arco dei prossimi anni abbiamo in previsione un forte piano di investimenti in termini di ampliamento della produzione, di ristrutturazione degli ambienti lavorativi e anche di personale.

Rigoni di Asiago è partecipata da Kharis Capital, un fondo di investimento specializzato. State valutando anche una quotazione in Borsa?
Kharis Capital è un partner con competenze nel settore alimentare biologico, con pluriennale conoscenza dei mercati esteri. Il suo ingresso ha portato ad un’ulteriore spinta alla crescita, permettendo alla nostra società di affrontare in modo più strutturato la sfida dell’espansione internazionale. Per quanto riguarda la quotazione in Borsa, questa non rientra al momento tra gli obiettivi aziendali.

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