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Etra, utili socialmente utili
La società investe parte dei profitti per creare 350 posti di lavoro e sostenere i capifamiglia disoccupati. Creato anche un fondo per cittadini in difficoltà a pagare le bollette di acqua e rifiuti
Pubblicato il 06 lug 2012
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La responsabilità sociale in formato multiutility. Accade nel nostro territorio grazie ad Etra che lancia due importanti iniziative a sostegno delle persone disoccupate e delle famiglie che hanno difficoltà a pagare le bollette.
Ne danno notizia il presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra Manuela Lanzarin e il presidente del Consiglio di gestione di Etra Stefano Svegliado, con un comunicato trasmesso in redazione e che riportiamo di seguito:
Foto Alessandro Tich
COMUNICATO
La missione di una società come Etra, che presidia settori strategici, che è pubblica e proprietà dei Comuni serviti, è quella di lavorare per il territorio in cui è inserita e che le dà linfa e motivazioni. Ciò si evince da molti aspetti, a partire dal fatto che ogni anno vengono effettuati cospicui investimenti - l’anno scorso 34 milioni di euro - in opere che restano sul posto e che sono realizzate da imprese, molte anche piccole e medie, locali. Etra, quindi, oltre a dare lavoro direttamente a 720 famiglie, lo fa indirettamente verso le persone che operano nelle aziende fornitrici.
Nel periodo che stiamo attraversando, di particolare crisi, e inedita per un’area geografica da sempre operosa e trainante, Etra sente una responsabilità sociale superiore che l’ha portata a ideare un progetto innovativo a livello nazionale.
In sostanza, la società attraverso i suoi soci - i sindaci - si è impegnata a destinare 800 mila euro, a fronte di un utile 2011 di 1.824.000 euro, per innescare un circuito positivo di creazione di opportunità lavorative.
Etra ha chiesto alla Regione di mettere a disposizione una cifra di pari importo - 800 mila euro - e a una Fondazione bancaria altri 200 mila euro.
È inoltre intenzione di Etra proporsi con questa iniziativa come catalizzatore nel nostro territorio di analoghe iniziative o di eventuali ulteriori contribuzioni da parte di altri soggetti istituzionali, finanziari o economici che vogliano dare risposte concrete ai problemi dei nostri cittadini in situazioni di disagio lavorativo andando a incrementare il fondo economico così creato.
La somma complessiva, a oggi quantificata in 1,8 milioni, garantirà lavoro e formazione a oltre 350 persone per sei mesi.
Ogni persona percepirà 650 euro al mese, cifra non elevatissima ma che consente a persone disoccupate di entrare o rientrare nel mercato del lavoro; trattandosi di capifamiglia, questo introito è comunque una boccata d’ossigeno. Il fatto di offrire un’opportunità professionale e non l’elemosina è anche un modo per riconoscere la dignità di persone escluse dal mercato del lavoro non per demerito o incapacità.
La selezione delle persone da ammettere al progetto, tutte residenti nei Comuni di Etra, avverrà sulla base di indicatori che attestino l’effettivo stato di bisogno e si svolgerà in collaborazione coi servizi sociali dei Comuni soci di Etra e di soggetti come la Caritas.
I lavori a cui saranno chiamate le persone in difficoltà rivestono pubblica utilità, specialmente nell’ambito dell’igiene ambientale. Con un doppio risultato: offrire prestazioni di supporto all’attività primaria di Etra; aiutare i Comuni, che potranno destinare ad altro le risorse accantonate per questo tipo di lavori.
Dal punto di vista organizzativo, il progetto di inserimento lavorativo sarà curato da Federsolidarietà Veneto, l’unione regionale di Confcooperative.
Oltre a questo Progetto Lavoro, Etra ha previsto un ulteriore sostegno ai cittadini in difficoltà. A somiglianza di quanto già fatto assieme all’Ato Brenta per il settore idrico - 400 mila euro in due anni per aiutare chi non ce la fa a pagare le utenze domestiche dell’acqua -, sono stati accantonati 200 mila euro a favore delle famiglie che non riescono a pagare le bollette dei rifiuti.
Anche in questo caso la sussistenza del bisogno verrà valutata assieme ai servizi sociali dei singoli Comuni.
Riteniamo che i risultati raggiunti da Etra nel 2011 con la gestione operativa e nell’ambito della struttura finanziaria siano un segnale di raggiunta maturità da parte della nostra società, profondamente consapevole della sua natura pubblica. Sono i cittadini i nostri veri soci, e l’obiettivo di Etra è migliorare continuamente non solo il servizio loro erogato ma anche la loro qualità di vita. È giusto quindi che il maggior utile di bilancio rispetto all’anno precedente, ottenuto dalla società con sacrifici ed efficientamenti, abbia ricadute benefiche sul territorio, di cui Etra si sente risorsa preziosa.
Manuela Lanzarin
Stefano Svegliado
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