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Elena Ferrarese
Giornalista
Bassanonet.it
Un bassanese a Rotterdam
Il musicista Leonardo Franceschini, fra i più originali del panorama emergente europeo, si racconta, tra viaggi e un nuovo disco
Pubblicato il 17 mar 2026
Visto 3.328 volte
Bassano-Rotterdam, andata e ritorno. È un periodo molto intenso, questo, per il chitarrista e compositore bassanese Leonardo Franceschini, classe 1995, tra le voci emergenti più originali del panorama europeo contemporaneo, che ha appena pubblicato il suo album di debutto e che sta per partire in tour per l’Olanda.
Dal 20 marzo, insieme alla talentuosa compositrice, pianista e cantante Hannah Marieke, toccherà Utrecht, Amsterdam, Zeist, ma anche Rotterdam, la sua città del cuore, quella che l’ha accolto nel 2023 quale studente della prestigiosa Codarts University of the Arts. Proprio dall’esperienza in questa istituzione, dove ha avuto modo di frequentare un master di ricerca in chitarra jazz e composizione, è nata l’ispirazione per il suo primo disco da leader, “Music from the Past”, a cui hanno collaborato anche le splendide voci di Hanna Marieke, Giuditta Franco e Martina Ghibellini, oltre al contrabbassista Francesco Bordignon ed il batterista Francesco De Tuoni.
In uscita in questi giorni, l’album è un omaggio al compositore catalano Federico Mompou, capace di fondere impressionismo e folklore con una scrittura intima, rarefatta e profondamente evocativa. Uno stile che ben si abbina con la scrittura raffinata, le interpretazioni profonde e le composizioni di Leonardo, spesso ispirate a temi come la memoria, il paesaggio sonoro, il tempo e il ricordo, con forti riferimenti alla tradizione europea colta (Debussy, Messiaen), riletta attraverso le possibilità improvvisative del jazz contemporaneo.
Leonardo Franceschini
Il musicista ci racconta qualcosa di lui.
Com’è nata la tua passione per la musica?
«È stata sempre intrinseca all’interno della mia crescita, anche se non provenivo da una famiglia di musicisti. Fin da piccolo, cartoni animati, film come "Pierino e il lupo" e un mondo di fantasia hanno alimentato questo richiamo. Vivevo in un appartamento dove non si poteva suonare, ma quando alle medie ci siamo trasferiti, i miei genitori mi hanno regalato la mia prima chitarra. Da lì è esplosa una passione autentica. Stefano Rossi, il mio primo insegnante, ha avuto un ruolo chiave, guidandomi con un approccio positivo e formativo».
Perché la scelta di andare a studiare a Rotterdam?
«Perché, oltre ad essere legata al mio master, sapevo che Codarts era un ambiente eclettico, capace di valorizzare fusioni tra generi. La città mi ha permesso di sperimentare tra musicisti con background diversi, aprendomi a nuove prospettive creative; da lì ho potuto cimentarmi in diversi generi musicali, ma soprattutto crescere in un ambiente dove non c’era una concezione della musica a scompartimenti, ma una visione trasversale e congiunta dell’arte musicale».
Da cosa ti fai ispirare nelle tue composizioni?
«Il mio processo compositivo è un viaggio interiore. Ho avuto la fortuna di lavorare con insegnanti che mi hanno aiutato a rendere fluido questo processo. Per me comporre è un momento di meditazione, un’occasione per ribilanciarmi come persona. In quei momenti nascono le idee più autentiche. Naturalmente, c’è anche un lato artigianale: servono tecniche e strumenti per dare ordine alle intuizioni musicali. Ma, in fondo, compongo soprattutto quando sento il bisogno di ritrovare me stesso come individuo e di rispondere a delle necessità comunicative. Spesso passeggiate immerso nella natura o momenti molto in solitudine accompagnano le composizioni più sentite».
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
«A breve sarò, appunto, in tour con la compositrice Hanna Marieke, con cui ho registrato un album lo scorso anno. In primavera faremo una serie di concerti, e stiamo già lavorando a prospettive future. Il 17 aprile uscirà un nuovo album, “Negli stessi fiumi”, un progetto ideato da Valentina Fin e realizzato con l’associazione Bacàn; la musica è costruita insieme ad Angela Centanin, Alberto Rassu e Valentina stessa, in cui rivisitiamo madrigali in chiave contemporanea e delle composizioni nostre. Infine, proseguo con concerti già pianificati con il mio trio e continuo a scrivere musica nuova».
Il disco di Leonardo Franceschini può essere ascoltato a questo link: www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_n9FtaArmeCxaLhfk988XbLImA07MN-He4
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