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Questione di carattere

In questo fine settimana, a Bassano, si indagano le origini della scrittura corsiva cancelleresca con l’esperto Giovanni de Faccio

Pubblicato il 27-04-2013
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Agli inizi del Cinquecento, alcuni maestri di scrittura italiani, tra i quali Ludovico degli Arrighi, detto il Vicentino, elaborarono un tipo di scrittura detto “Cancelleresca”, o “Italica”, che si diffuse rapidamente in quasi tutta l'Europa per le sue qualità di chiarezza e di eleganza.
Questa scrittura viaggiò e tornò in Italia, passò attraverso varie modifiche e adattamenti ed è la progenitrice della scrittura che si insegna oggi nelle scuole col nome di “Corsivo”. Il cammino della calligrafia, fino al suo attuale riapparire spesso sotto forma di semplice revival, parla di un'arte rivoluzionaria dal punto di vista della divulgazione, e con una forte carica espressiva tutta da esplorare. I primi corsivi da stampa che derivavano dalla scrittura umanistica corsiva e da quella cancelleresca papale furono adattati in Italia per Aldo Manuzio, grande stampatore che inugurò la prima collana al mondo di libri tascabili.
In questo fine settimana, a Bassano, si indagano le origini della scrittura corsiva cancelleresca – con la visione e il commento de La Operina di Ludovico degli Arrighi, il prezioso manuale originale proveniente dal Rinascimento è custodito nella Biblioteca cittadina – assieme a Giovanni de Faccio, docente alla New Design University in Austria e tra i fondatori dell’Associazione Calligrafica Italiana, esperto conosciuto in Italia e all’estero sia per la sua attività didattica che per discipline quali la via della scrittura, il disegno del carattere tipografico e l’incisione di lettere su pietra.

Giovanni de Faccio

Alla conferenza tenuta da Giovanni de Faccio alla Biblioteca civica ieri pomeriggio, venerdì 26 aprile, fa seguito sabato e domenica un approfondimento seminariale dedicato a un interessato gruppo di corsisti che si tiene alle Grafiche Tassotti. Entrambe le iniziative sono a cura dell’associazione culturale Orizzonti di carta e dell’Associazione Calligrafica Italiana, e sono state patrocinate dal Comune.

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