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Lanciata da Infart la sfida di “Past Forward”: al Museo Civico di Bassano, 60 artisti emergenti italiani e internazionali reinterpretano con cover e remix i capolavori del passato

Pubblicato il 05 set 2012
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Ci sono la Paolina Borghese di Antonio Canova inzaccherata di macchie nere in stile punk, le sante Agata e Apollonia in versione street art appese alla parete sopra l'omologo dipinto di Jacopo Bassano, oppure il Nettuno raffigurato nel '600 da Pietro della Vecchia che prende le sembianze dell'attore Viggo Mortensen, quello del “Signore degli Anelli”.
Tutti “intrusi”, e a regola d'arte: esposti e a volte seminascosti, e confusi con le opere permanenti, nelle sale della pinacoteca del Museo Civico di Bassano del Grappa.
Una provocazione, e insieme una sfida, intitolata “Past Forward”: la mostra-evento di Infart 2012 - curata da Giovanni Cervi, Diego Knore e Yasha Young - che fino al 7 ottobre presenta al Museo “i capolavori di ieri reinterpretati dai talenti di oggi”.

Paolo Polloniato: "Hodierna" (dalla Venere Italica di Antonio Canova). Foto Alessandro Tich

Oltre 60 artisti emergenti italiani ed internazionali sono stati invitati dagli organizzatori a rivedere i capolavori del passato attraverso visioni, tecniche e linguaggi contemporanei. Un omaggio collettivo - in forma di cover, tributi e remix - alle opere della collezione dei Musei Civici di Bassano e, più in generale, ad alcune tra le più celebri icone della storia dell'arte italiana.
E così, nelle austere sale della struttura museale, si crea un'insolita fusion tra l'arte di ieri e quella di domani: e le “nuove versioni” - talvolta ironiche o spregiudicate, ma mai irriverenti - delle opere dei secoli passati qui conservate si trovano a fianco, o a poca distanza dall'“originale” per un confronto in diretta con la loro fonte di ispirazione.
Diversamente accade nelle sale dell'ala nuova del Museo, dove i tributi e i remix in mostra sono ispirati ad altri capolavori dei maestri dell'arte italiana, Leonardo e Caravaggio compresi.
Proprio a Caravaggio, e al suo celebre “Davide con la testa di Golia”, è dedicata una delle più interessanti performance della rassegna, firmata dall'artista tedesca Sandra Hauser che con una intensa video installazione e una notevole fotografia in chiaroscuro trasforma le due figure del dipinto in un doppio autoritratto.
Immancabile, tra le diverse cover in vetrina, la Monna Lisa ovvero la Gioconda di Leonardo: il capolavoro più remixato della storia. Ma la “Lisa in the Sky with Diamonds” dell'italiano Dast è davvero un gioiellino di originalità, a metà strada tra la “street” e il fumetto.
Questo, e tanto altro, tra i contenuti di un'esibizione che arricchisce il Museo Civico di Bassano di nuovi stimoli contemporanei. Come tutte le cose, “Past Forward” potrà piacere, oppure no: ma un po' di innovazione, oltre la patina della cultura ufficiale, non fa mai male.

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