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Redazione
Bassanonet.it
Presepe in tempo di Covid
Confartigianato Imprese Vicenza e Coldiretti Vicenza donano al vescovo Beniamino Pizziol una statuina di un’infermiera da disporre nel Presepe
Pubblicato il 22 dic 2020
Visto 3.190 volte
2020 anni fa bastò un bue, un asino e un falegname. Oggi, a conclusione di un anno segnato dalla pandemia, nel celebrare la Natività il Presepe accoglie un nuovo personaggio, l’infermiera anti covid, come simbolo del grande lavoro svolto da tutti gli operatori del mondo sanitario.
L’iniziativa nasce da Confartigianato e Coldiretti, di concerto con Fondazione Symbola, sotto l’egida del Manifesto di Assisi che ha coinvolto le due associazioni in tutto il territorio nazionale.
A Vicenza, sono stati il presidente di Confartigianato, Gianluca Cavion, e di Coldiretti, Martino Cerantola, a consegnare lo scorso sabato 19 dicembre nelle mani del vescovo, Beniamino Pizziol, il prezioso dono da disporre nel Presepe.
Da sin.: il presidente di Coldiretti Martino Cerantola, il vescovo Beniamino Pizziol e il presidente di Confartigianato Gianluca Cavion.
L’esperienza della pandemia, la sofferenza di molti, il distanziamento a cui costringono le regole emanate nel rispetto degli altri, la solitudine di molti, sono tra le principali motivazioni che hanno spinto alla rivisitazione del Presepe 2020. La realizzazione della speciale statuina dell’infermiera è stata affidata ad un artigiano esperto nell’arte presepiale, scegliendola come simbolo in rappresentanza dell’intero mondo della sanità che tutt’oggi si batte per assicurare la salute di tutti.
“Questo momento ci riempie di gioia - spiega il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola - in quanto comprendiamo bene le difficoltà di chi, in prima linea, è costretto a sobbarcarsi responsabilità inimmaginabili. La modernità del Presepe viene proprio dal suo legame con la vita di tutti i giorni che per gli agricoltori e gli allevatori vuole dire conservazione dei territori, della biodiversità. Anche il mondo agricolo, in piena pandemia ha continuato ad operare. Lo abbiamo fatto con la consapevolezza che il nostro lavoro nei campi e nelle stalle non può interrompersi, perché produciamo cibo. Ed il cibo è vita e speranza in un futuro migliore. Questa statuina, che oggi affidiamo al Vescovo Beniamino, speriamo contribuisca a portare in tutte le case un po’ di serenità e ad alleviare delle fatiche i lavoratori della Sanità, così come la solitudine degli anziani e le difficoltà di quanti lavorano in prima linea per il bene di ciascuno di noi.”
“San Giuseppe, nostro patrono, era un artigiano e ne andiamo fieri e orgogliosi - aggiunge Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza -. Sin da piccoli i nostri presepi sono stati popolati dai personaggi che ogni giorno ‘aprono’ bottega e con la loro operosità contribuiscono al benessere e ben stare della comunità: gli artigiani. Piccoli imprenditori che anche durante la pandemia hanno dimostrato il loro senso di responsabilità garantendo prodotti e servizi indispensabili alle persone, lavoro ai propri collaboratori, e tendendo più di una volta la mano a chi ne aveva bisogno. In un anno così complesso, per le nostre comunità e per i nostri imprenditori, ci auguriamo che vicinanza, supporto, condivisione e inclusione non siano parole di circostanza ma divengano parte qualificante e caratterizzante l'agire quotidiano di tutti. Quindi, mai come in questo Natale 2020, mettiamo al centro del Presepe i valori della solidarietà e della generosità testimoniati da tutti coloro che quotidianamente lottano per salvare la vita delle persone, mettendo non di rado a rischio la propria. Questa statuina rappresenta il nostro grazie e il nostro riconoscimento a tutti quanti sono impegnati per sconfiggere la pandemia, ed è inoltre la testimonianza del coraggio e dell’impegno concreto di artigiani e piccoli imprenditori per costruire la rinascita del tessuto produttivo del nostro Paese.”
“Ringrazio la Coldiretti e la Confartigianato per questo segno importante - conclude il vescovo Beniamino Pizziol -. In un momento di emergenza sanitaria e sociale porre questo simbolo accanto al presepe sottolinea la nostra attenzione verso il mondo dei medici, degli infermieri, di tutti gli operatori sanitari e dei responsabili delle nostre Ulss. Inoltre, per chi è credente, significa vivere il Natale con un significato profondo di solidarietà, in particolare per chi sta affrontando la malattia in prima persona e chi è a loro vicino con impegno e dedizione.”
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