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Pubblicato il 16-04-2013 09:08
in Enogastronomia | Visto 11.888 volte

Se vuoi fare il figo usa… L’Asparago

Le ricette del ristorante Cracco in tavola a Bassano.

Se vuoi fare il figo usa… L’Asparago

Il gioco di parole, che richiama il libro di Carlo Cracco, sottolinea il legame del famoso Chef con Bassano. Roberto Astuni, presidente dei ristoratori della Magnifica Fraglia De.Co ha organizzato presso il ristorante Ottocento di Bassano di Riccardo Antoniolo, la serata enogastronomica dedicata al bianco turione interpretata in chiave moderna a tratti provocatoria nel puro stile Cracco. Alla presenza di autorità politiche, il Sindaco Stefano Cimatti, l’Assessore Provinciale Dino Secco e di una nutrita rappresentanza di critici, giornalisti, e blogger enogastronomici si è svolta questo interessante momento di cultura della cucina territoriale. Dopo la presentazione di Antonio Di Lorenzo, vicepresidente del Giornale di Vicenza lo staff dell’Ottocento si è alternato tra i tavoli del ristorante a ritmo cadenzato con curiose interpretazioni dell’asparago bassanese. Il critico e scrittore Luigi Cremona ha commentato di volta in volta i piatti con gli Chef e alcuni presenti. Molto interessante è stata la presentazione dell’asparago sublime, ottenuto per disidratazione a bassa temperatura dell’asparago rendendolo croccante pur conservandone il patrimonio gustativo, servito con uno zabaione d’uovo leggero e delicato. Intrigante anche il tuorlo d’uovo fritto servito su soffice di asparago e le sue punte a cui è seguito un piatto di raviolo di latte di capre con asparago e acciuga essicata e morchelle, un concerto di sapori armonizzati sul piatto. Non poteva mancare la trota, servita affumicata con panna acida e asparagi e sul finire la mezza quaglia con asparago ed erbette i campo. Sul finale è arrivata la tarte tatin di asparago e macobado con sorbetto alla mandorla. La presenza in sala di Vittorio Capovilla, il noto distillatore, faceva presagire la presenza di qualche distillato di alto livello. Così è stato! La cena terminata con il distillato di prugne selvatiche del Capo è il giusto epilogo ad una serata di questo tipo. Una serata dedicata alla cucina e all’asparago dove territorio e professionalità si sono incontrati in una contaminazione culturale che dovrebbe rappresentare un modello da applicare d’ora in avanti. Bassano ha necessità di mettere la testa fuori incontrando gli altri attori dell’universo enogastronomico, e deve farlo in modo professionale. Questo è un bellissimo punto di partenza. Le direttive di Cracco sono state eseguite dal suo sous-chef Matteo Baronetto e Diego Giglio che da sempre affiancano lo Chef vicentino che hanno lavorato intensamente con il titolare dell’Ottocento, Riccardo Antoniolo e i cuochi del territorio come Claudio Milani, Giovanni Scapin (Doro), Maurizio Trinca, Martino Zardo e Federico Agostinelli. Un bellissimo gioco di squadra che ha visto vincere la dedizione al territorio e la professionalità. Ci auspichiamo che sia un bel punto di inizio per un percorso capace di rendere onore non solo all’asparago bianco di Bassano Dop ma a tutto ciò che ruota attorno ad esso. Non resta che darsi da fare, alla prossima, nella speranza che, la prossima volta tra i fornelli vi sia anche Carlo Cracco.

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