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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
La maturazione di Beghetto. Il tecnico spiega le sue scelte.
“I pareggi invernali mi hanno permesso di portare avanti il lavoro che adesso sta dando frutti. I cambi? Ora ho più cognizione della situazione e dei giocatori a mia disposizione. I tifosi? Se diamo tutto loro sanno apprezzarlo”.
Pubblicato il 20 apr 2010
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L’aveva detto in tutte le lingue Massimo Beghetto alla vigilia del match con il Alma Juventus Fano: guai a farsi prendere dalla frenesia. I suoi ragazzi nell’affrontare l’ostacolo più difficile di questa stagione hanno recepito in pieno il messaggio ed hanno interpretato la gara nel modo più appropriato. “Giocare in casa contro un avversario stimolante può portarti a voler fare tutto in fretta – annuisce il tecnico –cercare di strafare per chiudere subito i conti. Se fossimo scesi in campo con questo atteggiamento potevamo andare incontro ad una sconfitta. Devo fare i complimenti ai ragazzi che hanno letto bene l’avversario e sono stati intelligenti a trovare la strategia migliore per colpirlo. In questo caso far girare velocemente palla, arrivare sul fondo e mettere i mezzo palloni insidiosi. Anche prima del rigore avevamo creato un paio di occasioni non limpide ma che potevano tramutarsi in rete. Nella ripresa abbiamo controllato tutto in maniera perfetta, anche grazie all’ordine di Anaclerio, senza correre rischi e andando vicini anche al terzo gol. Bravi tutti ed in particolare Guariniello che dopo tanto tempo e contro una squadra tostissima si è fatto trovare pronto: segno che si è allenato con caparbietà e non ha mollato a livello mentale. L’unica cosa che mi preoccupava erano le situazioni su palla inattiva: pativamo diversi centimetri e potevamo rischiare qualcosa. Il Fano è molto diverso in casa e fuori: hanno una grandissima consapevolezza. Sanno perfettamente che in casa la spinta del loro pubblico può fargli superare qualsiasi ostacolo e sono delle belve. In trasferta si chiudono con grande organizzazione. Il fatto di riuscire a cambiare in maniera così proficua il modo di stare in campo è un grosso asso nella manica ed è possibile solo grazie alla consapevolezza delle loro caratteristiche che hanno maturato durante il campionato”. Leggi e ascolta (box a destra) le dichiarazioni di Andrea Basso (squalificato a Celano) su: la partita con il Fano, la forza del gruppo e l'espulsione di Invernizzi per fallo eclatante su Pellizzer.
Il pericolo numero uno è stato eliminato, il Bassano ha portato a casa tre punti vitali nella rincorsa di un piazzamento playoff, quinto posto raggiunto ma non è finita qui. Le prossime avversarie (Celano, Pro Vasto in casa e Carrarese) hanno bisogno di punti quindi venderanno assai cara la pelle. Già a partire dalla prossima trasferta bisogna tentare l’allungo approfittando dello scontro diretto tra Prato e Sangiovannese e per togliersi di dosso il fiato sul collo del Gubbio: “La classifica è ancora troppo provvisoria per poter dare utili indicazioni. Mancano ancora tre partite, nove punti in palio da conquistare contro avversari che hanno un obiettivo da raggiungere. Ci siamo gustati il momento ma già da martedì riprendiamo a testa bassa per preparare una trasferta molto difficile come quella di Celano. Abbiamo la consapevolezza nei nostri mezzi e di aver trovato una precisa identità. Ma soprattutto abbiamo acquisito un tale atteggiamento che ci può permettere di fare bene in qualsiasi campo contro qualsiasi avversario”.
Massimo Beghetto, 42 anni, tecnico del Soccer Team (foto Andrea Martinello)
La maturazione e la crescita di Beghetto era assolutamente necessaria per riuscire ad ottenere una squadra che fosse realmente competitiva. Beh prima le prestazioni e la gestione occultata del match (quasi perfetta dall’ultima sosta in avanti) e il filotto di risultati messi in fila fanno venir meno alcuni motivi di critica che gli sono state rivolte nel recentissimo passato, come nel post Nocera. Ad esempio i cambi di Monte San Giusto e la decisione di continuare a puntare su Beccia contro il Fano, mossa pensata per sfruttare al meglio le peculiarità della rosa a sua disposizione, è un segnale per ribadire che nessuno deve sentirsi sicuro del posto ma che tutti sono in ballottaggio o possono venir presi in considerazione se hanno le caratteristiche e l’atteggiamento giusto. Ma come la vede il tecnico? Gliel’abbiamo chiesto direttamente: “Per Beccia sono contento perché nel primo tempo, molto chiuso e combattuto, le situazioni più pericolose sono venute da suoi inserimenti. A proposito delle scelte vorrei ribadire un concetto: esse dipendono sempre dall’atteggiamento che ha il giocatore che decido di impiegare. In ogni caso ho grande rispetto dei miei ragazzi, ho il dovere di sfruttare chi sta bene in quel momento: ultimamente ho visto bene Beccia, come ho visto bene Anaclerio, Fabiano e Baido e, in altri momenti, La Grotteria. Tutti devono sentirsi partecipi, che giochino 95 minuti o solo 5. Questa è una cosa fondamentale che dall’inizio cerco di trasmettere e che, sono convinto, porta benefici e soddisfazione a tutti qualora si raggiungono i risultati che stiamo ottenendo. Il mio lavoro è stato condizionato dal fatto di subentrare in corsa, che non è facile nemmeno per un allenatore più esperto, e di ritrovarmi una squadra che rispetto all’anno scorso è totalmente cambiata. Tutti quei pareggi accumulati tra novembre e gennaio sono stati assolutamente fondamentali per poter lavorare, dare un’impronta alla squadra e raccogliere i risultati in questo momento. Se invece di un pareggio di otteneva qualche sconfitta non sarei stato in grado di costruire un bel niente”. Il discorso si sposta inevitabilmente sulle sostituzioni spesso contestate, anche su queste pagine. Gli errori di interpretazione e scelta a gara in corso sembrano in parte superati: “Guardate io mi sento sicuro ora come prima. Probabilmente qualche errore l’ho commesso, non lo nego, ora c’è sicuramente maggiore cognizione della situazione e del gruppo ai miei ordini quindi ne traggo indubbi benefici”.
Ultimo aspetto significativo riguarda il ritrovato feeling con i tifosi: “Conta tantissimo il rapporto che si sta creando con il pubblico. L’ho detto fin dai primi giorni ai ragazzi: siamo noi a dover cercare il legame con la gente. Vedete vivo questa realtà da tanto tempo, io stesso ho sbagliato più di qualche partita in questo stadio ma quando tu dai la sensazione di aver dato tutto questo pubblico sa apprezzarlo e ti accoglie a braccia aperte. Questo non è poco e deve essere un ulteriore stimolo per andare ancora oltre”.
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