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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il Bassano scatena l’inferno e rimonta.
Sotto di due gol pungolato nell’orgoglio e gli uomini di Beghetto strappano pareggio e applausi. Marcano Fabiano e Turetta. La Grotteria sugli scudi. Ma Lucca è sempre più lontana.
Pubblicato il 30 nov 2009
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BASSANO VIRTUS – CELANO 2-2
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo 5,5; Basso 5,5, Pellizzer 6,5, Pavesi 7, Veronese 5,5; Iocolano 5 (1’st Beccia 6,5), Favret 6, Vecchio 5,5 (1’ st Anaclerio 6,5), Fabiano 6,5; La Grotteria 7,5, Guariniello 6,5 (29’ st Turetta 6,5).
Mattia Turetta, 25 anni, pazzo di gioia. Ha appena realizzato il gol del pareggio (foto Roberto Bosca)
A disp.: Zattin, Zanetti, Martina, Graziani. All.: Beghetto 6.
Celano FC Olimpia (4-3-3): Amabile 5; Tursi 7, Sensi 6, Tamburro 6, Zaccardi 5,5; Bucolo 6,5 (40’ st Barbetti sv), Franzese 6, Marfia 6,5; Marasco 6,5, Palmiteri 6,5 (18’ st Bongiovanni 6,5), Negro 7 (35’ st Ruggiero sv).
A disp.: Goletti, Posillipo, Rambaudi, Villa. All.: Modico 6,5.
ARBITRO: Penna di Nichelino 5,5.
RETI: pt 24’ Negro (C), st 14’ Palmiteri (C), st 25’ Fabiano (BV), st 50’ Turetta (BV)
NOTE: spettatori 600, terreno scivoloso.
Ammoniti: Bucolo, Palmiteri, Fabiano, Anaclerio, Marasco, Ruggiero
Espulsi: -.
Angoli: 3-6
Recupero: pt 2’; st. 6’.
Ci sono due distinte chiavi di lettura per approcciare Bassano - Celano, 15^ gara del torneo, terz’ultima del girone d’andata. La prima è inesorabile, basta dare una sbirciata alla classifica per rendersi conto che la Lucchese ha preso decisamente il volo e ora si trova con ben 15 punti di vantaggio sui giallorossi. L’imprescindibile vittoria per alimentare quella specie di pazza idea (che di pazzo non aveva nulla fino a tre domeniche fa) non è quindi arrivata e ora bisogna tirarsi su le maniche per svincolarsi dalla zona calda e incamerare risultati importanti per raggiungere almeno un buon piazzamento nella griglia playoff. La seconda, invece, restituisce alcuni buoni motivi per sorridere. Innanzitutto il Bassano, con un piede e mezzo nella fossa, è riuscito a tirar fuori il carattere, rialzare la testa andando a recuperare una partita che sembrava persa. Annotiamo poi che il recupero di giocatori, che a questi livelli sono praticamente imprescindibili, come La Grotteria e Anaclerio procede a ritmo spedito. E questa squadra, aggiungiamoci pure il nome di Andrea Chiopris Gori, a ranghi completi ha tutte le possibilità di cambiare radicalmente faccia e ingranare un ritmo forsennato. L’ultimo passaggio riguarda il pubblico: mai come stavolta (con la squadra sotto di due gol fino al 25’ della ripresa) i tifosi hanno dato un segnale importante scandendo a gran voce il nome della formazione di Bassano del Grappa fino all’entusiasmante pareggio finale.
Le scelte. Per andare avanti Massimo Beghetto guarda indietro e più precisamente agli undici che gli avevano dato le soddisfazioni nel primo mese e mezzo alla guida tecnica del Soccer Team. Pellizzer in campo al posto di Zanetti per scelta tecnica, Iocolano riprende il suo posto per una questione tattica (“ho preferito un esterno di ruolo” – spiegherà il tecnico) e Vecchio pur non stando benissimo dà la sua disponibilità a scendere in campo visto che Anaclerio non è ancora pronto per giocare dall’inizio.
C’è chi tira e chi no, c’è chi gioca da squadra e chi no. Il match si gioca su ritmi elevati fin dall’inizio, è contraddistinto da continui ribaltamenti di fronte ed è piuttosto bello per merito di entrambe le squadre che pensano prima a giocare che ad asfissiare la manovra dell’avversario. Da una parte c’è il Celano che coniuga ordine tattico e rapidità d’esecuzione con una grande organizzazione di gioco e di squadra. Dall’altra un Bassano che non ha ancora trovato una sua vera identità ma che ha a disposizione degli uomini di primo piano che potrebbero far valere la loro superiore qualità negli invitanti spazi che gli ospiti concedono portandosi in avanti in massa. Questo, però, accade solo in parte, i giallorossi riescono a giungere con relativa facilità sulla trequarti ma, stringi stringi, non arrivano mai al succo del discorso, ossia alla conclusione a rete. Si nota quasi un’eccessiva timidezza nel portare a termine l’azione. In questo quadro emerge l’importanza del recupero di La Grotteria: il Gaucho è il perno della manovra offensiva, rappresenta il punto di riferimento dei lunghi lanci dalle retrovie e, con la palla tra i piedi, attira su di sé almeno un paio di avversario liberando lo spazio per i compagni. Fabiano e Iocolano avrebbero perciò maggiori possibilità ma il primo vive una prima frazione di gara sottotono rispetto agli standard a cui ci ha abituato mentre il secondo è proprio incappato in una giornata storta. Gli avversari non si fanno certo pregare: il tridente è sincronizzato sia in fase di possesso che in quella di ripiegamento, il centrocampo è il giusto mix di qualità (soprattutto Marfia) e quantità e i tempi d’inserimento dei terzini sono quasi sempre quelli giusti. Il gol di Negro al 24’, tiro carambolato in rete, premia questa miglior disposizione in campo che permette agli abruzzesi di arrivare con più facilità in zona tiro. Lo svantaggio non cambia l’inerzia della gara, anzi è sempre la squadra allenata da Giacomo Modica a farsi vedere con più pericolosità dalle parti di Grillo. Al 38’ il clima si surriscalda per un netto fallo di reazione di Palmiteri, sanzionabile col rosso, su Favret proprio davanti alla panchina giallorossa: ne segue una mischia furibonda, con l’arbitro preso in mezzo e incapace di prendere una celere decisone. Quando finalmente si può battere la punizione dalla panchina del Celano viene calciato un pallone sul rettangolo di gioco con il chiaro intento di perdere tempo e smorzare la probabile controffensiva giallorossa. L’episodio tocca i nervi dei giallorossi che, pungolati nell’orgoglio, si riversano a folate nella metà campo abruzzese. Al 43’ un bel cross di Iocolano dalla destra viene smorzato da La Grotteria ma la sfera è raggiunta da Amabile un attimo prima di Guariniello.
Arrembaggio e rimonta. Alla ripresa delle ostilità Massimo Beghetto è fortemente intenzionato a dare una scossa e lo fa inserendo dal primo minuto Anaclerio e Beccia per Vecchio e Iocolano, con conseguente slittamento di Fabiano a destra. L’atteggiamento in campo vive sull’onda emotiva dell'ultima parte del primo tempo. Nei primi dieci minuti tre traversoni bassi di Beccia consento nell’ordine a La Grotteria di presentarsi a tu per tu con Amabile ma il guardalinee segnala un fuorigioco dubbio, a Guariniello di andare in rete ma ancora una volta il guardalinee sbandiera e stavolta in modo ancor più allucinante e, infine, a La Grotteria di calciare un missile che s’infrange sul corpo di un avversario. Sembra il preludio al gol del pareggio e, invece, sugli sviluppi di un lungo lancio di Tamburro i difensori Basso, Veronese e Grillo vengono sbeffeggiati da Marasco e Palmiteri con quest’ultimo che spinge in rete la palla da un metro dalla linea di porta: due a zero. Il doppio svantaggio stordisce per un attimo gli uomini di Beghetto ma gli allevia delle pressioni: a quel punto non c’è più niente da perdere, viene riposto in un cassetto ogni timore e, con la mente sgombra, si dà l’assalto alla porta abbruzzese. Al 20’ un contatto tra Pavesi e Bongiovanni potrebbe costare il rigore ma al 25’ la gara si riapre per merito di Fabiano bravissimo ad incrociare un tiro che sembra un colpo di biliardo e che lemme lemme s’infila nell’angolino lontano. Beghetto ci crede come e più dei suoi ragazzi e dà nuova linfa al reparto avanzato inserendo Turetta per un esausto Guariniello. Fabiano affianca La Grotteria in prima linea e si riparte a spron battuto. Il Celano a questo punto pensa solo a difendersi e per due volte si salva in extremis. Al 33’ il Gaucho semina tre avversari ma al momento di calciare viene ostacolato dal portiere in uscita, al 40’ un cross di Veronese viene rimesso in mezzo da Turetta e ancora l’attaccante argentino prova il gran numero in rovesciata ma raccoglie solo applausi. Ma al terzo tentativo, è il 95’, il Soccer Team fa bingo: lancio di Pavesi, finta di La Grotteria, palla a Turetta che sfrutta un’incomprensione difensiva per infilare Amabile e strappare un ormai insperato pareggio.
Le pagelle.
La Grotteria 7,5 Torna in campo e si vede. È il punto di riferimento di ogni attacco giallorosso, difende palla, smista per i compagni, salta l’uomo (o gli uomini) e fa la finta che permette a Turetta di castigare Amabile. Giocatore imprescindibile.
Pavesi 7. E’ il migliore della retroguardia. Ha il suo bel da fare per contenere Palmiteri ma se la cava egregiamente. Salva in tackle un tiro a botta sicura di Negro. Spesso è costretto ad impostare con il lancio lungo perché i compagni non si fanno vedere.
Turetta 6,5. Beghetto lo butta nella mischia nella speranza che il ragazzo dei Colli Euganei sfoderi uno di quei colpi che lasciano tutti a bocca aperta in allenamento. Lui non trova il tempo e lo spazio per puntare l’uomo ma è nel posto giusto nel momento giusto quando c’è da sbattere in rete il pallone del pari. E lui gode.
Vecchio 5,5. Il lottatore del centrocampo giallorosso sta vivendo un periodo di calo fisico. Avrebbe bisogno di rifiatare ma è sceso in campo ugualmente, stringendo i denti per un risentimento muscolare patito a Fano.
Iocolano 5. L’esterno viene rilanciato perché Beghetto vuol tornare ad attaccare in forza sulle fasce. Lui non riesce a sfruttare l’occasione perché è troppo impreciso e fatica dannatamente a saltare l’uomo. Troppo prevedibile.
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