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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il sogno in frantumi. Grazie lo stesso
Non riesce ai fanti giallorossi l’impresa di ribaltare il 2 a 0 dell’andata. I ragazzi di Asta ce la mettono tutta ma si fermano sul palo colpito da Nolé ad un metro dalla porta. Il Como vola in serie B per il Bassano solo applausi
Pubblicato il 14 giu 2015
Visto 2.937 volte
BASSANO – COMO 0-0
Bassano Virtus (4-4-2): Grandi 6,5; Toninelli 7, Priola 6,5, Bizzotto 6,5, Semenzato 6 (st 18’ Cattaneo 6,5); Furlan 6, Davì 6,5, Proietti 6,5 (st 13’ Cenetti 6,5), Iocolano 6; Nolé 6 (st 38’ Cortesi sv), Pietribiasi 6.
Davì, Nolé e Priola in lacrime dopo il triplice fischio (foto Andrea Martinello)
A disp.: Scaranto, Stevanin, Zanella, Casarini. All.: Asta
Calcio Como (3-5-2): Crispino 6,5; Ambrosini 6,5, Giosa 6,5, Cassetti 7; Marconi 6,5, Castiglia 6,5 (st 38’ Ardito sv), Fietta 7,5, Casoli 7, Fautario 7; Le Noci 6,5 (st 44’ Rinaldi sv), Ganz 6 (st 24’ Defendi 6).
A disp.: Falcone, Lebran, Rolando, Maritato. All. Sabatini
ARBITRO: Martinelli di Roma
RETI: -
NOTE: -
SPETTATORI: 3000, stadio esaurito
AMMONITI: Iocolano, Ambrosini, Castiglia, Davì, Fautario
ESPULSI: -
ANGOLI: 1-0
RECUPERO: pt 2’; st 4’
Bassano del grappa. Finisce nel modo più triste e probabilmente più prevedibile dopo il brutto risultato dell’andata. Il Bassano non riesce a coronare un’annata strepitosa con una promozione sacrosanta. Al Mercante ci voleva l’impresa ma le imprese non sono cose di tutti i giorni. La splendida cornice di pubblico accorsa nell’impianto cittadino ha regalato emozioni che non si possono scordare. Quasi quasi, il rimpianto più grande è non poter abbandonarsi alla festa che sarebbe deflagrata dallo stadio verso le piazze del centro in caso di apoteosi. In fin dei conti il prossimo campionato di Lega Pro, che vede ai nastri di partenza anche i cugini del Cittadella, Padova e l’Unione Venezia (forse), l’Alessandria, la Cremonese, il Pavia, il Varese, ecc, non è poi così male. Certo, la vetrina della serie B sarebbe stata tutta un’altra cosa anche se sarebbe stato necessario giocare e lottare per salvarsi. Ma farlo nel clima positivo e nell’affetto che è andato consolidandosi in città, giorno dopo giorno, partita dopo partita, interessando un numero sempre maggiore di persone, a cominciare dalla cavalcata iniziata sotto la guida di Petrone, beh sarebbe stata una magnifica avventura.
Con la morte nel cuore. Quella del Mercante avrebbe potuto passare alla storia come la più importante pagina di sport della città del Grappa. Un risultato inseguito per un’intera lunghissima stagione, una promozione voluta con tutte le forze da un gruppo di calciatori meravigliosi, che hanno sempre remato dalla stessa parte e capaci di migliorarsi esponenzialmente con l’aiuto reciproco. Così non è andata. E fa un male da cani. Allora occorre farsi coraggio, ripercorrere con la mente i numerosi successi della stagione chiusa con lacrime amare. A partire dal rinnovato entusiasmo di una rinnovata multi-proprietà. La storia fiabesca di un gruppo di giovani alla ricerca di mettersi in mostra nell’annata che doveva sancire l’addio al calcio della Diesel, capace di stravincere l’ultimo campionato di C2 della storia, di vincere la Supercoppa ai danni del Messina, di imporsi in due epiche trasferte (Vicenza e Livorno) prima addirittura della passerella in quel di Roma contro la Lazio che arriverà fino alla finale. Eppoi il titolo di campione d’inverno (con l’Alessandria) e una mostruosa rimonta dal quarto al primo posto in classifica giocando il calcio più divertente del girone. Alcuni di questi eroi probabilmente e giustamente migreranno verso altri lidi. Dai, vedere ancora uno Iocolano in Lega Pro (categoria nella quale era praticamente debuttante) sarebbe un delitto. Ma come lui ce ne sarebbero altri. Come il mister, Antonino Asta, grande persona ancora prima che grande allenatore. L’ex capitano del Torino è stato avvantaggiato dalle profonde basi costruite da Mario Petrone ma ha saputo guidare praticamente la stessa squadra attraverso il mare burrascoso di una categoria ben più difficile, venendo fuori anche da situazioni difficili. In caso di promozione l’ex Torino avrebbe anche potuto rimanere, così è molto più difficile. Ma la (bella) notizia è che in via Piave non si faranno trovare impreparati, Werner Seeber sta lavorando sottotraccia e al Soccer Team sono stati associati i nomi (importanti) di Stefano Sottili, l’ultimo anno a Pistoia, e Fulvio Pea, in grado di salvare il Monza nonostante la situazione disperata.
Contro un muro. Chi sognava un gol rapido rimane deluso. Chi sperava in una gara a senso unico anche. In parte era immaginabile: il Como non sale a Bassano per difendere il 2 a 0 dell’andata ma gioca la sua onesta partita. La partita perfetta in realtà, sia in chiave difensiva che quando deve mettere giù ficcanti ripartenze che portano Ganz e Le Noci diverse volte in posizione interessante per mettere in difficoltà Grandi. La pioggia si abbatte copiosa sull’impianto bassanese rendendo il terreno di gioco pesante. Ma non è questo il «problema». La questione è che i giallorossi sono volenterosi ma anche nervosi, cercano di risolvere la partita singolarmente invece di affidarsi al gioco corale che così tante volte gli ha premiati con gol e vittorie sonanti. Eppoi non funziona l’incaponirsi a giocare per vie centrali, il Como andrebbe aggirato ed invece si finisce sempre con un giallorosso circondato da tre, quattro o cinque avversari al limite dell’area comasca. Bisognerebbe allargare il gioco ma in fascia non si gioca praticamente mai. E di fronte c’è un Como che fa la partita perfetta. Lo 0 a 0 del primo tempo è la diretta conseguenza. La ripresa segue praticamente lo stesso copione. Almeno fino a quando le energie del Como iniziano a calare e Asta inserisce Cattaneo al posto di Semenzato, passando ad un 3-4-3 molto offensivo. A quel punto arrivano le cose migliori, come il palo colpito da un metro dalla porta da Nolé a 25’ dal termine. Lo stesso attaccante non riesce nella deviazione vincente neanche pochi minuti più tardi in spaccata. Lì avrebbe potuto girare il match, con il Como a rischio braccino corto e il Soccer Team galvanizzato. Ed invece, invece cade la pioggia a rigare i volti già pieni di lacrime dei giocatori e del popolo giallorosso intero.
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