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Bassano sul Grappa

Verso il centenario della Grande Guerra: la cronaca in esclusiva della cerimonia di donazione di un lembo di Monte Grappa alla città di Bassano

Pubblicato il 08-07-2012
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“Io sono un bassanese”. Gino Eger, noto imprenditore nel ramo dei tessuti, cita e reinterpreta in chiave locale nientemeno che la storica frase pronunciata a Berlino da John Fitzgerald Kennedy per sottolineare il senso dell’omaggio alla città di Bassano ufficializzato questa mattina al 13° tornante della strada Cadorna sul Grappa.
“La mia famiglia vive a Mussolente da 150 anni - continua -, ma noi ci sentiamo bassanesi di fatto.”
L’omaggio in questione è l’appezzamento di terreno di 100 metri quadri che la famiglia Eger - su impulso del “Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa 1918-2018” - ha donato al Comune di Bassano, i cui confini territoriali non toccano il Massiccio e che da oggi finalmente possiede un fazzoletto di terra del Sacro Monte legato indissolubilmente al nome della città.

Il passaggio formale di proprietà del terreno sul Grappa dalla famiglia Eger al Comune di Bassano. Da sinistra: il vicesindaco Carlo Ferraro, Gino Eger, il presidente del Comitato Nino Balestra e il col. Paolo Casagrande (foto Alessandro Tich)

La cerimonia di consegna si svolge in una beneaugurante giornata di sole di fronte all’ampio declivio che dal tornante porta verso Val delle Foglie. Oggi questa è una verdeggiante area di pascolo e di salutari escursioni, ma quasi cento anni fa era tutt’altra cosa: uno dei punti più scoperti del fronte e più aperti ai bombardamenti nemici, tristemente noto come “giro della morte”, come testimoniano le grandi buche provocate dallo scoppio delle granate che ancora oggi, ricoperte dall’erba, contraddistinguono il paesaggio della zona.
Un evento simbolico, ma dai contenuti concreti: l’acquisizione del terreno, per la comunità di Bassano, rappresenta infatti il primo passo verso le celebrazioni del centenario della Grande Guerra, di cui la nostra città sarà inevitabilmente uno dei luoghi strategici.
E’ una cerimonia solenne e allo stesso tempo contenuta, più in sintonia con il rispetto della memoria che non con le grancasse della retorica patriottica.
Accanto alle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma, sono presenti fra gli altri l’assessore Andrea Zonta e i consiglieri comunali Mauro Beraldin, Stefano Giunta, Stefano Monegato e Antonio Mauro; il presidente di Confcommercio Bassano Luca Maria Chenet; il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bassano Francesco Savio; il capo di gabinetto della Provincia di Vicenza Dino Secco e il presidente del comitato scientifico regionale per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra Marzio Favero.
Nino Balestra, presidente del Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa, parla di “emozione e gratitudine”. “E’ un pezzo di terra che dà senso alla storia - aggiunge -. Lo sbancheremo, renderemo piano questo lembo di terra, collocheremo un cippo a ricordo e un grande leggio che inviterà ad osservare i danni del conflitto sul panorama qui di fronte. Per Bassano, in questo momento di grande crisi economica, morale e politica, avere un riferimento qui sul Grappa è una cosa molto importante. Sarà un invito, per chi si trova in viale dei Martiri, a spingere lo sguardo oltre, verso questo Monte dove la storia ha fatto versare altro sangue.”
Anche perché, come osservano i promotori dell’evento, il rapporto tra i bassanesi e il Grappa va mantenuto e recuperato appieno.
“Ancora oggi - conferma Gino Eger - scopri gente di Bassano che non è mai arrivata in Cima Grappa. La città di Bassano porta il Grappa nel suo nome e grazie a questa idea, nata quasi per caso, ci troviamo ora nella parte del territorio comunale più in quota, a 1400 metri. Mi auguro che molti bassanesi abbiano voglia di venire fin quassù.”
Il vicesindaco Carlo Ferraro, in rappresentanza del Comune con la fascia tricolore, collega il significato storico del momento all’attualità di questi giorni.
“In un momento così difficile come quello attuale, con la battaglia in corso per il Tribunale - afferma -, è importante il fatto di riaffermare il nostro orgoglio e le nostre radici più profonde, nel nome di battaglie più gravi e dolorose. Questo è l’inizio di un percorso lungo, che vede Bassano inserita nel disegno regionale per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra.”
Il sindaco Stefano Cimatti, giunto in seconda battuta per altri impegni istituzionali, plaude all’iniziativa che va “valorizzata, pubblicizzata e portata avanti”.
Presente - ovviamente - anche una delegazione del Comune di Borso del Grappa, nel cui territorio è compreso il terreno donato ai bassanesi.
“Questa iniziativa è molto bella” - dichiara l’assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili Manuela Baron, che abbatte ogni sorta di campanilismo e sottolinea nell’occasione la volontà del suo Comune a partecipare al programma del centenario della Grande Guerra. “Borso c’è e Borso vuole esserci - rimarca l’assessore -. C’è tanto lavoro da fare e vogliamo incominciare.”
Il passaggio di proprietà del terreno tra la famiglia Eger e il Comune di Bassano avviene formalmente con la consegna al vicesindaco di una pergamena che sancisce l’atto di donazione e lo scoprimento di un cartellone che riporta la dicitura che sarà scolpita sul cippo di futura collocazione: “Questo lembo di terra del Sacro Monte viene donato alla città di Bassano del Grappa dalla famiglia Eger, su progetto del Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa 1918-2018.”
Chiudendo l’incontro, il cerimoniere col. Paolo Casagrande esprime l’auspicio che il messaggio dell’iniziativa venga colto dalle nuove generazioni, facendo in modo che questo lembo di Monte Grappa diventi un luogo della “memoria educativa”.
Ma il pensiero conclusivo è per un grande personaggio che non è più tra noi.
“Oggi - conclude Gino Eger, con la voce spezzata dalla commozione - siamo qui tutti, ma manca una persona: Bortolo Busnardo. Idealmente lui è qui assieme a noi. Ciao Bortolo.” Fabrizio Busnardo, figlio del Presidentissimo, e tutti i presenti, lanciano l’ultimo applauso di una bella giornata di alta quota e di alto respiro.

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