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“Su Lampedusa caricati i problemi dell'intero Paese”
Il prof. Pietro Busetta, assessore del Comune di Lampedusa, interviene a “Dialogando” a Bassano sull'emergenza profughi. “L'isola è stata trasformata nella piattaforma logistica del Mediterraneo”
Pubblicato il 03 giu 2011
Visto 4.619 volte
“Lampedusa è stata trasformata nella piattaforma logistica del Mediterraneo su cui gestire l'emergenza immigrazione. Eppure Pantelleria e la Sicilia sono più vicine alla Tunisia. Ma i mercanti di carne umana, e cioè gli scafisti, sanno che da qui parte il soccorso. Non è corretto caricare sull'isola i problemi che riguardano il Paese intero”.
Parla senza mezzi termini il prof. Pietro Busetta, assessore allo Sviluppo Economico, Beni culturali e Identità isolane del Comune di Lampedusa e Linosa, al centro dell'attenzione mediatica per i continui sbarchi - che però, come vedremo in seguito, non è la parola appropriata - di fuggiaschi dal Nord Africa.
Il messaggio viene lanciato in Sala da Ponte a Bassano del Grappa, di fronte alla platea di “Dialogando”, il Festival dell'Integrazione promosso dall'associazione Dialoghi Asolani e dal Comune di Bassano, di cui l'amministratore lampedusano è uno dei relatori.
L'assessore del Comune di Lampedusa prof. Pietro Busetta, intervenuto a "Dialogando" a Bassano (foto Alessandro Tich)
Affabile e cordiale, il prof. Busetta non si tira però indietro quando è il momento di mettere i puntini sulle “i”. Si vede che è abituato a interloquire con i giovani, primi destinatari dell'evento bassanese: il suo mestiere, del resto, è quello di docente universitario. Per l'esattezza, professore di Statistica Economica all'Università di Palermo. Che non disgiunge i problemi correlati all'emergenza profughi dalla vocazione turistica e dalla radicata cultura dell'accoglienza che contraddistinguono il modo di essere della popolazione isolana.
“Abbiamo vissuto una prima parte dell'accoglienza che è stata molto complicata - sottolinea l'assessore -. Non capisco come i miei concittadini abbiano resistito a tanto. Ma è anche vero che la gente di mare, per sua natura, è disposta all'accoglienza di chi arriva dal mare. E i lampedusani hanno capito che quelli che arrivano non sono numeri, ma persone.”
Con un importante distinguo, che secondo Busetta non emerge adeguatamente dai mezzi di informazione. “Si parla sempre degli sbarchi a Lampedusa - afferma -. Ma quelli sulla nostra isola non sono approdi, ma recuperi. I profughi, salvo rare eccezioni, non sbarcano a Lampedusa ma sono recuperati in mare anche a duecento chilometri di distanza. Ma ogni recupero, anche se in alto mare, viene direttamente collegato all'immagine dell'isola.”
Il turismo sull'isola - che registra una media di 800mila presenze all'anno - ne ha inevitabilmente sofferto. Tuttavia le presenze turistiche sono in ripresa, “e non confliggono col fenomeno migratorio, che continua”. I dati in tempo reale del primo ponte festivo di giugno sono confortanti: nell'isola, in questi giorni, soggiornano oltre 4000 persone da tutta Italia “che hanno visto Lampedusa come la perla turistica del Mediterraneo da tutti conosciuta.”
E allora? “Bisogna trovare soluzioni alternative - rimarca l'assessore isolano -. Ci sono navi in rada, e anche portaerei, che possono servire all'accoglienza temporanea dei migranti recuperati in mare. Non vogliamo creare un nuova Ellis Island o Guantanamo. La nostra è un'isola di 6000 abitanti che ha bisogno di soluzioni alternative. Per gestire l'emergenza profughi in Italia servono 50 milioni di euro: è il costo di due chilometri di autostrada.”
“La democrazia nei Paesi del Nord Africa - aggiunge il prof. Busetta, in veste questa volta di docente di Economia - porterà a un aumento dei flussi. Ma il Nord Africa che si è risvegliato è anche un'opportunità incredibile per noi. Se loro vengono da noi, noi possiamo andare anche da loro. Il Mediterraneo deve tornare ad essere un mare che unisce, se vogliamo che il centro dell'Europa si sposti da Berlino a Roma.”
Nel frattempo, l'Amministrazione di Lampedusa sta pensando al progetto di un Museo dell'Emigrazione da istituire nell'isola, “per permettere ai nuovi italiani, che saranno i discendenti dei migranti dal Nord Africa, di conoscere la storia del viaggio dei loro padri.”
E intanto, questa sera alle 19, si inaugura nella Sala Settecentesca del Museo Civico di Bassano la mostra fotografica “Lampedusa, marzo 2011. Dalla favola allo stupro”: reportage sui recenti sbarchi, ovvero sui recuperi dei migranti nell'isola, realizzato dallo stesso assessore Busetta. Un primo risultato del “gemellaggio ideale” tra Lampedusa e il Comune di Bassano, concretizzato su iniziativa dell'associazione Dialoghi Asolani.
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