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Vade retro, internet

Inaugurata la 43° edizione di “Umoristi a Marostica”, dedicata al tema “Internet”. In concorso 400 autori da 57 Paesi. Sotto l'occhio satirico dei vignettisti, l'affascinante ma anche controverso pianeta del web

Pubblicato il 19 apr 2011
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Di internet, soprattutto per il loro lavoro, non possono proprio fare a meno. Molti di loro, dal disegno a mano libera, sono passati alla grafica al computer. Ed è soprattutto grazie alla Rete che gli artisti di Paesi emarginati rispetto ai normali circuiti internazionali - come l'Iran, realtà di primo piano nel settore dell'illustrazione - riescono a comunicare con il resto del mondo.
Eppure, per gli oltre 400 autori di ben 57 Paesi che hanno partecipato a “Umoristi a Marostica”, il mondo del web racchiude più insidie che aspetti positivi.
E' il responso della 43° edizione della Rassegna Internazionale di Grafica Umoristica: l'immancabile e riconosciuto concorso organizzato dal Gruppo Grafico Marosticense, di cui Bassanonet.it è media partner e dedicato quest'anno al tema “Internet”.

Rumen Dragostinov (Bulgaria), Premio Internazionale Umoristi a Marostica a pari merito

Sabato 16 aprile, al Castello Inferiore di Marostica, la manifestazione ha alzato il sipario con la tradizionale cerimonia di premiazione e con l'inaugurazione della mostra delle opere vincitrici e selezionate, che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 maggio.
Alla presenza del sindaco Gianni Scettro, dell'assessore alla cultura Maria Teresa Costa, del presidente del comitato organizzatore Cinzia Battistello e dei componenti della giuria, sono state consegnate le ambite “Scacchiere” e gli altri riconoscimenti agli umoristi vincitori: il britannico di origine iraniana Homayoun Mahmoudi, “Grand Prix Internazionale Scacchiera” 2011 e gli italiani Ernesto Cattoni e Marco Spadari, destinatari - rispettivamente - dei premi speciali “Marco Sartore” e “Sandro Carlesso”. Decretato anche il “Premio Internazionale Umoristi a Marostica”, assegnato pari merito a dodici autori di nove Paesi.
Presente in sala anche Octavian Bour, maestro dell'umorismo grafico rumeno: l'anno scorso - nell'edizione di cui fu il vincitore - non poté ritirare la “Scacchiera” perché il suo volo fu bloccato dalla “cenere” del Vulcano (ve la ricordate?). Premio che Bour è venuto a ritirare quest'anno, affrontando - per la sola andata - 1300 chilometri di macchina.
Tutti a Marostica per “sviscerare”, a colpi di satira e ironia, l'affascinante ma anche controverso pianeta del web: la vera rivoluzione del terzo millennio che tuttavia, come emerge dai diversi “cartoon”, va usata con intelligenza e oculatezza.
Eloquente, in questo senso, è l'opera vincitrice del britannico Mahmoudi - realizzata su cartone a superficie “vetrata” e prescelta dalla giuria all'unanimità - dove una tanaglia da dentista ha appena estratto dalla tastiera di un computer, quasi fosse un dente molesto, il tasto della “@”.
Nell'opera di Ernesto Cattoni, uno dei maestri del disegno umoristico, il rapporto tra internet e la nostra vita viene portato agli estremi: con una fila di neonati in un reparto di ostetricia sulle cui culle, al posto dei loro nomi, sono indicati i rispettivi indirizzi e-mail.
Mentre Marco Spadari reinterpreta la fiaba di Cappuccetto Rosso: con il lupo che, dalla finestra, osserva in lacrime la bambina che non uscirà di casa per andare dalla nonna, perché sta chattando con lei al computer. Cosa che a Cappuccetto Rosso eviterà lo sgradito incontro con l'animale, ma che denuncia - dall'altro canto - la sempre maggiore invasione della Rete nel sostituirsi, attraverso i social network, ai contatti umani diretti.
La sintesi più sferzante è però contenuta nella vignetta dell'ucraino Michael Mayevsky, scelta per la copertina del catalogo della rassegna, oggetto “cult” per collezionisti e appassionati: un foglio bianco attraversato orizzontalmente da un filo spinato che nella parte centrale, al posto dei nodi, evidenzia le tre “www” degli indirizzi del World Wide Web.
Internet a parte, “Umoristi a Marostica” 2011 si segnala anche per il salone d'autore dedicato a Massimo Bucchi: grafico e illustratore, celebrato vignettista di “Repubblica” e presidente della giuria di quest'anno.
Strepitosa la sua vignetta esposta nella “personale” e riprodotta sul manifesto della rassegna. Un padre che abbraccia il figlio sulla sommità di una collina e gli dice:
“Figlio mio un giorno tutto questo saranno cazzi tuoi”.

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