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Questione Baxi/Pengo/San Lazzaro: neppure il caldo torrido di oggi ferma la discussione sul caso urbanistico che già per conto suo fa alzare il termometro dell’attualità cittadina.
Sulla vicenda interviene nuovamente, con il solito lungo e articolato comunicato stampa, il “collettivo” senza firme esplicite di A.RI.A bassanese, Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale.
Ancora una volta viene presa di mira l’amministrazione comunale per come sta gestendo, dal punto di vista dell’associazione, l’intera faccenda.
San Lazzaro (archivio Bassanonet)
Eccovi dunque il nuovo giro d’A.RI.A, come dal testo che segue.
COMUNICATO STAMPA
Cittadini di serie A e cittadini di serie B (prima parte)
Abbiamo saputo che questa sera il Comune incontrerà le rappresentanze sindacali di Baxi.
Lo farà in una riunione, forse a porte chiuse, così come le numerose avvenute fra Comune e aziende, fra capigruppo di partito, e chissà fra chi altro. Non certo in nome della trasparenza, ma sicuramente in nome dell’apparenza: così che le cose vengano presentate alla Città quando sono già state sostanzialmente decise ‘da qualcuno’, così ‘da apparire compatti’ nelle decisioni dentro alla Sala del Consiglio, che dovrebbe invece essere il luogo anche simbolico votato al dialogo e al confronto, un luogo vivace dove la Città possa seguire la discussione, soprattutto quella in divenire, oltreché controllare l’operato dei propri amministratori.
Forse a Bassano c’è qualche nostalgico delle società segrete o di altre compagini del passato a cui piace incontrarsi di nascosto dalla Cittadinanza. Per fortuna che le notizie comunque in qualche modo trapelano.
Poco importa, pare, se i rappresentanti dei lavoratori di Baxi hanno chiesto di incontrare il Consiglio comunale prima che i giochi fossero già decisi, in fase interlocutoria.
Perché il Comune non ha coinvolto le rappresentanze degli operai per prime, visto che è la salvaguardia del loro posto di lavoro quella che verrebbe coinvolta per giustificare una forzatura rispetto alle pianificazioni comunali e anche tecniche (P.A.T. e P.I. comunali e parere della Conferenza dei Servizi preliminare prot. 68390/2022 del 4/10/2022)?
I ‘comuni Cittadini’, singoli individui o riuniti in associazione, e i residenti nelle aree contermini agli interventi di cui si discute sembrano invece non essere ritenuti affatto parti in causa della questione: la loro voce ufficialmente non viene considerata per niente: perché nonostante fin dal giugno 2022 stiano chiedendo un tavolo pubblico di confronto, nessuno in Comune ha fatto fronte alle loro richieste; nonostante una petizione, nessuna pronuncia dal Consiglio comunale nell’ottica di tutela dei terreni agricoli richiesta a giugno 2022; ai Cittadini confinanti e alle associazioni non è stato concesso di partecipare ai procedimenti amministrativi delle istanze presentate, come nei loro diritti e alcuni documenti richiesti non sono mai stati trasmessi; nessuna risposta pubblica alle lettere inviate dai quartieri bassanesi (tre in tutto finora sulla necessità di preservare i campi di San Lazzaro, sottoscritte da compagini diverse).
Precisiamo che le assemblee di quartiere già in calendario lo scorso anno e non previste appositamente per questo argomento non si possono considerare ‘tavoli pubblici di confronto’ perché i rappresentanti presenti parlavano in termini generici delle richieste presentate dalle imprese a delle persone non informate della questione e tantomeno dei dettagli. Anche se i sindacati hanno espresso chiaramente che ritenevano necessario un tavolo condiviso con tutte le parti interessate, a Bassano, sembra che i confronti pubblici non piacciano, soprattutto ad una parte degli Amministratori, ....forse perché i confronti faccia a faccia ‘sono difficili’.
Lo capiamo anche dai modi che utilizza qualcuno di loro, che alza fisicamente la voce e ne modifica i toni aggredendo chi solo prova ad alzarne una di contraria, chi instilla dubbi sui modi, sui tempi del fare, sulle opportunità - e succede spesso, purtroppo, anche in occasioni pubbliche - non appena qualcuno tenta di dire qualcosa di divergente.
Noi di A.RI.A bassanese, così come i Cittadini che ci tengono a vivere in un sistema democratico, riteniamo che ‘il fare’ fine a se stesso, senza che prima vengano spese sufficienti parole e riflessioni (non chiacchiere, sia chiaro) per valutare e poi decidere se questo 'fare' sia opportuno, può causare gravi danni.
Che il mero comunicare di un grande stravolgimento della Città pochi giorni prima, o poche settimane prima, o pochi mesi in caso di interventi colossali, possa non essere sufficiente per poi esser in grado di dire ‘è stato condiviso’.
Con-dividere significa spartire, assumersi l’onere assieme, essere sostanzialmente d’accordo. E che i bilanci sulle decisioni prese vadano prodotti alla fine dei lavori, non dopo pochi giorni dall’inizio.
Abbiamo visto rappresentanti parlare al fianco delle imprese, abbiamo letto di numerosi incontri con le ditte, abbiamo ascoltato le dichiarazioni. È certo che un’amministrazione comunale dovrebbe essere superpartes, imparziale.
Chiediamo pertanto ancora una volta alla Sindaca se si è accertata che tutti i suoi Assessori e i Consiglieri che la affiancano in questa importante decisione per la Città siano estranei ai progetti per le nuove edificazioni presentati ora e nell’ultimo anno.
Può la Pavan garantire l'imparzialità dei suoi Consiglieri? Lo chiediamo anche perché il via al capannone su strada Rambolina potrebbe aprire sostanzialmente la porta anche a tutti gli altri di via Rivabianca.
Ci chiediamo se il Comune abbia verificato nei fatti anche possibili altre strade percorribili, se abbia analizzato azioni di ricognizione fatte delle imprese e analisi dei costi comparati per soluzioni di diverso tipo (che ipotizzino al limite anche l'onere di uno stivaggio merci delocalizzato su più sedi per l’azienda logistica) e, perché non l’abbia in questo caso reso pubblico, o si sia limitato solo a leggere le brevissime relazioni che accompagnano le proposte presentate?
Viene chiesto alla Città di sacrificare un terreno agricolo dove, attualmente, non si può costruire, per una serie di caratteristiche ambientali, morfologiche e urbanistiche dell’area e obiezioni tecniche già registrate, a fronte di un certo esborso economico (quattro milioni di euro?) il cui ammontare verrebbe presto consumato, forse in solo una o due gestioni amministrative. Una manciata di milioni di euro (quattro?) per comprare una variante urbanistica. Invece i posti di lavoro pare non vengano affatto protetti, dato che l’investimento prospettato sarà fatto ‘salvo le dinamiche di mercato’, in base a quanto presentato finora.
E infine, a fronte di alcune dichiarazioni della Sindaca di sabato 8 luglio scorso, ci piacerebbe sapere se i 4.500 (quattromilacinquecento) alberi inseriti nella proposta, peraltro non sufficienti alla compensazione - e non 44.000 come da lei annunciato in tv, a quanto ci risulta - verrebbero, nel caso più infausto in cui si decidesse di sacrificare la Terra di San Lazzaro, piantumati nel ‘Quartiere infelice’ oppure se saranno destinati ad altre aree cittadine più sorridenti.
Bassano del Grappa, 10 luglio 2023
Associazione bassanese per il RIspetto Ambientale
A.RI.A bassanese
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