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La domanda sorge spontanea: richiama di più l’annuncio della partecipazione del governatore Luca Zaia oppure un toco de formajo?
Fatto sta che all’angolo tra via della Pace e via del Cristo a Bassano, laterale della mitologica rotatoria a fagiolo di viale De Gasperi, per l’inaugurazione del nuovo punto vendita del Caseificio San Rocco si dà appuntamento un nutrito assembramento di partecipanti, in buona parte composto dal mondo della politica bassanese e non solo.
L’unico che manca in tutto questo tourbillon di volti noti della pubblica amministrazione è proprio il sindaco di Bassano Nicola Finco. Ma è assente giustificato: come spiega l’assessore Andrea Zonta che lo sostituisce con fascia tricolore, il sindaco è andato oggi in Vaticano per la cerimonia di investitura dei nuovi cardinali, tra cui il neo cardinale bassanese Fabio Baggio.
Foto Alessandro Tich
Qui in via del Cristo (che è comunque in tema) non siamo a San Pietro, anche perché è la giornata del San Rocco, ma il comitato di accoglienza è comunque quello delle grandi occasioni. Polizia di Stato con tanto di dirigente, Carabinieri, Polizia Locale dell’Unione Montana con tanto di comandante: sembra quasi di essere al G7 dell’Asiago Dop.
Ed è in questo angolo dell’immediata periferia rispetto al centro storico che convergono i pezzi da 90, da 60 e da 30 delle cronache politiche del territorio.
Non mancano al partecipato evento, tra gli altri, il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, la senatrice Mara Bizzotto, la deputata del gruppo AVR (“A Volte Ritornano”) Rosanna Filippin, l’assessore regionale Manuela Lanzarin, la consigliera regionale Chiara Luisetto.
Ci sono poi vari sindaci: Luigi Pellanda (Tezze sul Brenta, dove ha sede il Caseificio San Rocco), Elena Mezzalira (Rosà), Germano Racchella (Cartigliano), Ellena Bontorin (Mussolente), Matteo Mozzo (Marostica), Enrico Costa (Colceresa).
E ancora vicesindaci, assessori e consiglieri comunali in ordine sparso.
C’è persino una delegazione del Consorzio di Bonifica Brenta, in “campagna elettorale”: il presidente uscente Enzo Sonza, il candidato presidente Paolo Bordignon, il consigliere uscente e ricandidato Paolo Brotto che è anche il presidente del Consorzio di Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano Dop.
Ma c’è un perché e un per come: il presidente del Caseificio San Rocco Sebastiano Bolzon è infatti anche il vicepresidente uscente del Consorzio di Bonifica.
Tutto torna, tutto combacia.
E poi ovviamente c’è lui, la guest star della situazione: Luca Zaia, governatore della Regione e influencer veneto, che in occasioni come questa, dove se magna e se ride ma sempre all’insegna dei valori della tradizione e del “saper fare” dei veneti, dà solitamente il meglio di sé.
Il palco per i discorsi inaugurali sono i tre scalini d’ingresso del punto vendita che da oggi espone ufficialmente le insegne del Caseificio San Rocco.
Ma è un locale commerciale che ha un glorioso passato: qui aveva sede la Bottega del Gusto della famiglia Fietta, che lo ha condotto per ben settant’anni.
Ci sono anche loro, i due fratelli Bassiano e Daniele Fietta, ultimi gestori dello storico negozio, ad assistere alla riapertura di quella che da oggi è una vetrina sfitta in meno nella nostra città.
Ad aprire le danze, illustrando brevemente la storia del Caseificio San Rocco, è Luca Maria Chenet, consulente marketing del caseificio sociale, che in questa occasione riveste anche il ruolo di bravo presentatore.
Intervengono poi il presidente del Caseificio Sebastiano Bolzon (“questa apertura è in controtendenza, il mercato moderno non può e non deve essere in mano alla grande distribuzione”) e l’assessore Andrea Zonta.
Zaia ancora non c’è ma è annunciato in arrivo.
I minuti che mancano vengono coperti dalla voce tonante e dal linguaggio brillante dell’incredibile Antonio Miazzo: 81 anni, agricoltore, assessore all’Agricoltura del Comune di Grantorto (“e ancora il più votato in paese”, mi confiderà più tardi) e un’ars oratoria incontenibile.
Finalmente arriva il governatore più amato d’Italia che, nel suo intervento, sottolinea l’importanza della “tipicità e salubrità” dei prodotti dell’agricoltura veneta.
Quindi, ricordando gli attuali “tempi di guerra”, Zaia regala “un portafortuna” al Caseificio: è la bandiera del Veneto, “l’unica bandiera su cui è scritta la parola pace”.
Prima del Padre Nostro e della benedizione all’esercizio commerciale, l’arciprete abate Don Andrea Guglielmi, sacerdote sempre sul pezzo, ricorda alcuni importanti passaggi della Bibbia che parlano del latte.
Segue quindi e ovviamente il momento ufficiale del taglio del nastro, ma qui non ne vedrete la foto.
Luca Zaia, come è solito fare, dà disposizioni a stampa e fotografi (“Venite voi quassù e noi andiamo giù, così fate foto e riprese con tutta la gente dietro”) però gli viene anche l’idea di chiamare vicino a sé tutti i bambini presenti, che si mettono a reggere il nastro tricolore da sforbiciare. Scatto la foto comunque ma ci sono sette minorenni in primo piano nell’inquadratura: non se poe.
Il vero Zaia-show, però, deve ancora arrivare.
Accade di seguito, dopo un momento di solidarietà con la consegna da parte del Caseificio San Rocco di un assegno di 500 euro all’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, che ha pure sede a Tezze sul Brenta.
Viene tirata fuori una forma di Asiago Pressato Dop, gelosamente conservata per otto anni, e pertanto trasformatasi praticamente in un Asiago stravecchio.
Sopra c’è la firma (“la firma sulla forma”, osserva spiritosamente Chenet) di Luca Zaia e la data in cui l’ha firmata: 22 ottobre 2016.
“È un anno esatto prima del referendum sull’autonomia”, sottolinea el governator.
A lui spetta il compito di tagliare la forma autografata che poi farà parte del menù del buffet, ma prima la prende tra le mani e la alza trionfante come la Champions, suscitando l’entusiasmo della curva Nord.
Dopo avere effettuato con abilità il primo taglio della forma de formajo in modalità “Io ti spiezzo in due”, Zaia viene invitato a ripetere il rituale di otto anni fa.
Questa volta le forme “celebrative” da firmare di Asiago Pressato Dop bello fresco di produzione sono due, per due autografi e per la doppia indicazione della stessa data che il presidente scrive sopra con la apposita matita colorata.
Poi aggiunge la scritta “W San Rocco!!”. È l’apoteosi.
Si passa quindi al gran finale con l’immancabile buffet inaugurale, allestito all’esterno del negozio e magistralmente (è la verità) predisposto da Stefano Nardello e dal suo staff del ristorante Ca’ Nardello.
I numerosi partecipanti si stringono a coorte e a contatto di gomiti attorno alle varie prelibatezze e ai calici di vino offerti per la circostanza.
Quando poi arriva il risotto, abbondante e fumante, scatta un assalto alla diligenza in modalità “Quel treno per Yuma”.
Fuori in strada, un signore di una certa età che non fa parte del popolo inaugurale, passando davanti a me incontra un suo coetaneo e gli dice:
“Xe tuti portoghesi sti qua, i vien magnare e bere e dopo no i vien più.”
Ecco, questa è pura sintesi.
In realtà non è così perché tra i convenuti al party di apertura del Caseificio San Rocco in via del Cristo ci sono anche alcuni residenti del rione, che conosco perché qui ci ho abitato anch’io per più di una decina d’anni, che erano già clienti della vecchia bottega di Fietta e che certamente ritorneranno a fare la spesa nel negozio rinnovato.
Ma per tutto il resto, l’evento di inaugurazione (soprattutto grazie alla presenza di Zaia l’influencer veneto) è stato principalmente l’occasione per l’ennesima passerella collettiva della politica locale.
Ma bando alle ciàcoe: è il giorno dei formaggi e della festa, e anche del festival delle immancabili foto e selfie sorridenti, in primis assieme al governatore, per immortalare l’attimo e consegnarlo ai social.
Tutti in posa e… Cheese!
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