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Questione di chimica
I Pfas a San Michele spaccano in due il Palazzo. Lunedì 2 settembre le minoranze organizzano una serata informativa per la popolazione ma il sindaco Finco, invitato, non ci sarà. “Speriamo abbassi i toni che noi non abbiamo mai alzato”
Pubblicato il 31 ago 2024
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Non c’è niente da fare, sull’argomento di cui all’oggetto le due parti non si incontrano, non si trovano. Questione di chimica.
Dopo la scoperta della presenza di Pfas nelle acque superficiali della frazione collinare di San Michele, a seguito delle rilevazioni dell’Arpav, le minoranze hanno promosso un percorso di sensibilizzazione della cittadinanza sull’argomento, invitando l’amministrazione comunale a condividerlo e a farlo proprio.
Sul fronte opposto, il sindaco Nicola Finco e la sua amministrazione sono invece andati avanti per la loro strada, istituendo il Tavolo tecnico permanente sulla questione Pfas a San Michele e limitandosi a rassicurare la popolazione che la situazione è monitorata, è sotto controllo e non è a rischio di conseguenze per la salute pubblica poiché la contaminazione non riguarda la falda né tantomeno l’acquedotto. Due approcci diversi e al momento inconciliabili sullo stesso problema.
Paolo Retinò, Giulia Moro e Roberto Campagnolo in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Risultato finale: lunedì prossimo 2 settembre, alle ore 20.30, presso la Sala Alpini e Donatori del centro socio ricreativo di San Michele, si terrà l’incontro pubblico informativo e a ingresso libero organizzato dalle minoranze “Inquinamento da Pfas nelle acque: conoscerlo per proteggersi”.
Ma il sindaco Finco, che è stato invitato a partecipare alla serata, non ci sarà.
Riguardo alle preoccupazioni sollevate dalle opposizioni, ha ribadito nei giorni scorsi in Tv (TVA Bassano Notizie) che “l’acqua dei rubinetti di San Michele è sicura” e ha dichiarato: “In questa vicenda c’è chi fa dell’allarmismo insensato.”
Le minoranze consiliari, in una conferenza stampa convocata nell’ormai mitica sede di Bassano per Tutti - Europa Verde in via Marinali, respingono tuttavia al mittente l’accusa di essere “allarmisti” né tantomeno “estremisti”.
“Fin dall’inizio del nostro mandato - dichiara Roberto Campagnolo - abbiamo sollecitato i dati Arpav che alla fine sono arrivati, confermando i dati che avevamo già intuito. Ci sono punti delle acque superficiali contaminati da Pfas, mentre non c’è nessun problema nelle acque potabili come noi abbiamo sempre evidenziato.”
“Nel nostro percorso abbiamo tentato di coinvolgere il sindaco, ma lui non ci sarà - prosegue -. Lui ha istituito una commissione tecnica e ne prendiamo atto. E allora noi andremo a protocollare in commissione le nostre considerazioni, come elementi di valutazione da parte della stessa.”
Il bello è che proprio in materia di Pfas il Comune di Bassano del Grappa ha un esperto in casa, quello che in linguaggio burocratico verrebbe definito una “risorsa interna”.
E anche in questo caso è questione di chimica, ma nel senso letterale della scienza della composizione delle sostanze.
Si tratta di Giulia Moro, consigliera comunale del gruppo di minoranza “è il Momento”, chimico analitico di professione, il cui curriculum vanta tra le altre cose una laurea magistrale in Chimica e Tecnologie sostenibili conseguita con 110 e lode all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi - quando si dice il caso - riguardante proprio i Pfas.
“Se io fossi stato eletto sindaco e Giulia fosse stata un consigliere di opposizione - rimarca Campagnolo -, l’avrei senz’altro coinvolta in questa tematica.”
Sarà lei uno dei quattro relatori dell’incontro pubblico di lunedì sera a San Michele.
“Sui Pfas si sta facendo una grande confusione, nelle discussioni e anche negli articoli di stampa - afferma Giulia Moro -. Quello che serve è un “alfabeto comune” su questo tema per la cittadinanza e questo è lo scopo della serata informativa. Il nostro non è ambientalismo radicale, la nostra finalità è solo quella di informare.”
“Ci dispiace - aggiunge, riferendosi alla mancata partecipazione del sindaco alla serata - che l’amministrazione non abbia colto questa possibilità. Riguardo invece al Tavolo tecnico, mi piacerebbe prima o poi farne anche parte.”
Oltre a lei, interverranno all’incontro pubblico altri due esperti e un ultimo relatore che rappresenta invece “l’anima” di San Michele.
Sarà innanzitutto della partita Francesco Basso, ex ispettore ambientale Arpav Veneto, oggi collaboratore di Legambiente Alta Padovana e in passato, tra le altre cose, ufficiale di polizia giudiziaria al processo Tricom sull’inquinamento da cromo esavalente a Tezze sul Brenta.
Parlerà poi Vincenzo Cordiano, medico chirurgo specialista in Ematologia e Medicina Interna, presidente regionale per il Veneto dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE). È stato promotore e coautore del primo e unico studio sulla mortalità nei territori veneti contaminati da Pfas, dopo il caso ex Miteni scoppiato nell’Ovest Vicentino nel 2014.
L’intervento conclusivo sarà affidato a Roberto Perin, residente in loco, che ama definirsi “indigeno di San Michele” ed è un appassionato depositario della memoria storica della frazione. Da lui saranno rese informazioni inedite e documentate soprattutto sullo scempio compito nei decenni scorsi sulle colline della zona, attività umane di ieri che sono in parte anche all’origine dei problemi di oggi.
Nell’occasione sarà anche riesumato alla pubblica attenzione il libro “Per difendere le colline”, pubblicato nel 1971 da quella che si chiamava Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.
Campagnolo ne legge un estratto dall’introduzione:
“Denunciando il “fenomeno” della progressiva distruzione delle colline, i documenti vogliono richiamare l’attenzione anche su altri gravi quanto preoccupanti problemi: aria inquinata, acque avvelenate, flora e fauna minacciate di estinzione, paesaggi deturpati. Sono i risultati appariscenti dell’azione “civilizzatrice” dell’uomo contemporaneo sull’ambiente in cui vive ed opera: trionfatore della natura, egli rischia ormai di morire delle sue stesse vittorie.”
“Se qualcuno scrivesse oggi queste cose verrebbe considerato un “estremista” ambientale - commenta il consigliere -. E invece l’autore di quella introduzione era Giuseppe Nardini.”
Anche il sindaco Pietro Fabris aveva scritto un testo introduttivo per quel libro.
La dimostrazione, per le minoranze, che l’attenzione per questi temi non ha colore politico e che un “sindaco di tutti” dovrebbe esserne cosciente:
“Conoscere i problemi ci fa crescere, far finta che non ci siano non ci porta da nessuna parte.”
“La storia delle zone contaminate da Pfas nel mondo dimostra che la politica è arrivata tardi sempre, anche in Veneto - osserva il consigliere Paolo Retinò -. Questo perché la politica crede di poter risolvere da sola tutto. È anche il caso del Tavolo tecnico istituito dall’amministrazione, con cui i consiglieri si potranno relazionare solo tramite richiesta di accesso amministrativo.”
“È una politica che spesso si basa sul conflitto - aggiunge -. Le dichiarazioni del sindaco Finco sono conflittuali a fronte di una proposta formativa, come la serata di San Michele, che non è conflittuale. Mi auguro che si possano abbassare i toni, toni che noi non abbiamo alzato mai.”
“Spero che Finco faccia un passo a lato e venga lunedì sera - conclude Retinò -, perché lui è il sindaco, lo abbiamo invitato ed è comunque il benvenuto.”
Interviene infine dalle retrovie Manuel Remonato, vicepresidente del consiglio comunale:
“In campagna elettorale Finco era intervenuto sui Pfas, dichiarando che la sua agenda urbana avrà tra le sue priorità le nuove emergenze ambientali. Ora dovrebbe dimostrare coerenza. C’è invece una lacuna di dialogo con la cittadinanza e di partecipazione. Non bastano solo le rassicurazioni di un organo tecnico senza conoscere la questione.”
L’articolo si conclude qui.
Chiudo la mia scatola del Piccolo Chimico e vi saluto.
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