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Cuando Calenda el sol, Azione si illumina e si riscalda.
Carlo Calenda, annunciato alle 17.30, arriva però a Villa Ca’ Rezzonico con quaranta minuti di ritardo, quando el sol sta ormai scomparendo dietro le chiome degli alberi del parco della villa settecentesca.
Il leader di Azione è qui in città per presentare il suo ultimo libro “Il Patto”, che parla del “trentennio perduto” dopo la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica. Ma siamo anche in pre-campagna elettorale, per le europee e per le amministrative, ed è proprio sul fronte delle elezioni comunali che l’incontro dà l’occasione per comunicare una novità, peraltro ampiamente annunciata.
La stretta di mano tra Carlo Calenda e Roberto Marin, affiancati da Simone Cavallin e Matteo Bizzotto Montieni di Azione Bassano (foto di Lucrezia Pegoraro)
Tra il pubblico che interviene alla presentazione del libro, con tanto di fila a semicerchio riservata, c’è infatti il candidato sindaco di Impegno per Bassano Roberto Marin con tutto il direttivo della sua civica.
E il perché è presto detto: Azione Bassano, con la benedizione del fondatore e segretario del partito, correrà in coalizione a sostegno di Marin.
Non ci sono solo i mariniani a presenziare all’evento ma una varia umanità politico-amministrativa.
Il primo ad apparire agli occhi dei cronisti, neanche a farlo apposta, è l’ormai uomo-ovunque Gianni Castellan, già candidato sindaco “pro tempore” di Italia Viva e ora neo adepto della coalizione di centrolega pro Nicola Finco.
“Ma hai cambiato di nuovo coalizione?”, lo provoco scherzosamente, visto che qua siamo a casa di Azione.
“Sono qui perché mi hanno invitato”, risponde Castellan che oramai è costretto ogni volta a giustificare ai giornalisti - come alla conferenza stampa dello scorso 9 marzo per la presentazione della neonata coalizione allora formata da Lega, Forza Italia e DC - il perché della sua presenza.
Sul red carpet della politica in quel di Villa Ca’ Rezzonico sfilano inoltre il vicesindaco di Bassano Andrea Zonta, l’assessore alla Cultura Giovannella Cabion, il consigliere comunale Angelo Vernillo, l’ex sindaco Stefano Cimatti e Luigi D’Agrò, il capitano Achab della nuova balenina bianca che risponde al nome di Democrazia Cristiana-Popolari per Bassano.
Prima dell’incontro di presentazione del libro, introdotto dalla sempre spumeggiante Marica Dalla Valle, segretario provinciale di Azione, in una sala laterale della villa c’è anche il tempo (poco) per una conferenzina stampa-sprint con Carlo Calenda di circa tre minuti.
Se ci pensiamo bene, è il tempo di un round di pugilato: visto il clima politico di questi giorni a Bassano, la cosa calza a pennello.
Che il candidato sindaco di Impegno per Bassano Roberto Marin abbia ricevuto il sostegno ufficiale di Azione, lo si capisce subito: al breve incontro di Calenda con i cronisti, dal quale - fatta eccezione per i maggiorenti di Azione Vicenza e Azione Bassano - tutto il resto del pubblico è escluso, c’è anche lui.
“Questo accordo è il contributo a far sì che Bassano sia governata bene - esordisce Calenda riferendosi all’appoggio del suo partito a Marin -. Nelle comunali per fortuna si sospendono gli scontri ideologici e si parla di come mettere a posto le strade, del Tribunale, si parla di cose concrete. Questa è la dimensione della politica che ci piace.”
Stuzzicato sulla spaccatura in diversi Comuni tra la Lega e Fratelli d’Italia, il leader di Azione dà la sua chiave di lettura.
“È una lotta interna che c’è anche sul piano nazionale - afferma -. Il problema è che porterà a quello che abbiamo sempre visto. Cioè a un certo punto si indeboliranno i governi, locali e nazionali, e quello che succederà è che l’Italia finirà per non essere governata e questo è quello che accade ogni volta.”
“C’è molto poca capacità - aggiunge Calenda - di avere il desiderio di fare accadere le cose molto più del fatto di scontrarsi all’interno delle coalizioni e fuori dalle coalizioni. Ma non sulle cose da fare, perché è pure naturale scontrarsi sulle cose da fare, ma sono totalmente logiche di potere interne a una coalizione.”
Riguardo invece alla politica comunale e amministrativa, calata sul territorio, quali sono i capisaldi di Azione?
“A prescindere dal decoro urbano - risponde il segretario del partito -, perché Bassano, se ricordo bene, a meno che non sia peggiorata molto, era una città invidiabile dal punto di vista del decoro urbano, c’è la questione del Tribunale e ci sono le questioni delle infrastrutture che per noi sono centrali. Soprattutto la capacità di sconfiggere i fronti del “no” che sono spesso molto ampi e che sono sempre un po’ “benaltristi”, cioè sostenitori del “c’è un altro modo di fare le cose”.”
“Dopodiché - conclude Calenda - io penso che nella dimensione comunale, come ho detto prima, tolta la parte del decoro urbano che è fondamentale, ci vogliono anche progetti di sviluppo culturale. Voi qui fate iniziative culturali ma dovete farne molte di più. Io adesso sono amico delle sorelle Manfrotto, sono venuto qui spesso e volentieri. C’è un interesse per sviluppare un filone di lavoro culturale e io spero che il candidato sindaco lo faccia bene.”
Gong! Finisce il round di tre minuti.
C’è ancora il tempo residuo per una stretta di mano a favore di fotocamere e telecamere tra Carlo Calenda e Roberto Marin, affiancati dai Castore e Polluce di Azione Bassano, vale a dire il coordinatore Simone Cavallin e il portavoce Matteo Bizzotto Montieni.
Poi la guest star della situazione fa il suo ingresso nel salone principale di Villa Ca’ Rezzonico, salutato dagli applausi del pubblico, per dare inizio alla presentazione del suo libro, mentre el sol su Bassano del Grappa è definitivamente tramontato.
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