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I Pfas di casa nostra
Segnalazione dell’Associazione Acqua Bene Comune Vicenza: rilevata da Arpav la presenza di sostanze Pfas in territorio di Bassano in zona San Michele. Promossa dagli enti competenti un’indagine ambientale per individuare la fonte emissiva
Pubblicato il 20 mar 2024
Visto 16.688 volte
Si chiamano Pfas: acronimo inglese di “sostanze perfluoroalchiliche”.
Si tratta di composti chimici ampiamente usati in campo industriale nella produzione di numerosi prodotti commerciali, grazie alla loro capacità di renderli impermeabili all’acqua e ai grassi.
Da alcuni anni i Pfas, ovviamente nocivi per la salute umana, sono purtroppo conosciuti per la contaminazione ambientale che hanno prodotto proprio a causa della loro stabilità termica e chimica che li rende resistenti ai processi di degradazione esistenti in natura (fonte informazioni: Legambiente Veneto).
L’ex discarica Pascolara a Bassano, soggetta a ripristino post-mortem a cura di Etra (fonte immagine: etraspa.it/area stampa)
Lo sa bene, suo malgrado, la popolazione dell’Ovest Vicentino e in particolare dei Comuni dell’Area Rossa (Lonigo in primis) e dell’Area Arancione, le due zone maggiormente interessate a partire dal 2013 da una massiccia contaminazione da Pfas, attribuita all’industria chimica fallita Miteni di Trissino, oggi a processo per disastro ambientale.
Contaminazione che ha interessato le acque sotterranee del territorio coinvolto e che, nel cuore della diffusione dell’inquinamento e cioè nell’Area Rossa, ha raggiunto anche gli acquedotti dell’acqua potabile, prima dell’applicazione dei filtri per l’acqua in distribuzione nelle case.
Andate su Google, digitate “Pfas Area Rossa” oppure “Pfas Ovest Vicentino” e troverete la caterva di articoli di cronaca che, tra interventi di disinquinamento, screening sanitari della popolazione e strascichi giudiziari, ha sconvolto negli anni la vita quotidiana di questa parte della nostra Provincia e del Veneto.
Fino adesso Bassanonet non ha mai scritto di contaminazione da Pfas.
Era infatti un argomento di enorme impatto ambientale, sanitario e sociale ma situato al di fuori, per così dire, della nostra giurisdizione giornalistica.
Oggi invece ce ne occupiamo e per la prima volta: perché parliamo dei Pfas di casa nostra.
In data odierna abbiamo ricevuto in redazione un comunicato stampa dell’Associazione Acqua Bene Comune Vicenza, trasmesso dalla referente locale Mariagrazia Parolin.
La nota riferisce di un accesso agli atti di Arpav a seguito di un report pubblicato dalla stessa Arpav nel proprio sito, relativo alla “rilevazione non occasionale di sostanze Pfas in alcune zone del Comune di Bassano”.
Si parla in particolare di due rilevazioni in zona San Michele, la prima nel percolato della ex discarica Pascolara e la seconda in un punto di monitoraggio esterno alla ex discarica stessa ma che “con opportune indagini si è visto non essere connesso con la Pascolara”.
L’Associazione riferisce che la presenza dei Pfas non riguarderebbe comunque “acque sotterranee, capaci di compromettere direttamente la fornitura di acqua potabile” e che gli enti competenti “hanno promosso una indagine ambientale per individuare la fonte emissiva” in modo da poterla neutralizzare.
Ma mette in guardia sulla necessità di preservare l’ambito Brenta, “uno dei pochi territori vicentini esenti da questa contaminazione”, come dal testo che segue.
COMUNICATO
L'Associazione Acqua Bene Comune Vicenza, consultando i report che Arpav pubblica nel proprio sito, ha saputo della rilevazione non occasionale di sostanze Pfas in alcune zone del Comune di Bassano.
Abbiamo cercato di approfondire con un accesso agli atti ad Arpav e interessando enti pubblici competenti, il Comune di Bassano e il Consiglio di Bacino.
Ad esito di una serie di accertamenti è risultato che dei due ritrovamenti che a noi sembravano più preoccupanti, uno riguarda il percolato della discarica Pascolara, chiusa dal 2003, che Etra gestisce nella fase postoperativa. Il percolato viene raccolto e inviato a trattamento, quindi non rappresenta un rischio immediato.
Ma un altro proviene da un punto di monitoraggio esterno alla discarica, che è presente nella stessa zona, colline di San Michele, e che con opportune indagini si è visto non essere connesso con la Pascolara.
Non si tratterebbe comunque di acque sotterranee, capaci di compromettere direttamente la fornitura di acqua potabile.
Gli enti che sono stati coinvolti nell'esaminare la situazione, oltre ad Etra e ad Arpav, la Provincia e il Comune di Bassano, hanno promosso una indagine ambientale per individuare la fonte emissiva (uno sversamento abusivo?) così da poterla neutralizzare.
Rimaniamo fiduciosi in questo senso.
L’ambito Brenta rappresenta uno dei pochi territori vicentini esenti da questa contaminazione ed è necessaria una particolare attenzione a preservarlo.
Come si sa, i Pfas di cui parliamo sono sostanze persistenti, che si accumulano quindi in ambiente, nella catena alimentare e nel nostro sangue, interferenti endocrini e cancerogeni.
Una loro forte presenza nei luoghi che frequentiamo e la possibilità che da anni arrivino al Brenta in una zona in cui il fiume disperde nella sottostante falda acquifera rappresentano una minaccia che non dobbiamo sottovalutare.
Associazione Acqua Bene Comune Vicenza
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