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Ceramica 2.0

I Comuni di Bassano, Nove ed Este siglano un protocollo di iniziative condivise per la valorizzazione della ceramica. Focus sulla produzione artistica di giovani talenti e sulla produzione artigianale di qualità dei rispettivi territori

Pubblicato il 20 dic 2013
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Toh, chi l'avrebbe mai detto: a Bassano si torna a parlare di ceramica.
Un fiore all'occhiello della tradizione artistica, artigianale e manifatturiera del nostro territorio che al patrimonio storico, culturale e produttivo della ceramica italiana ed europea ha dato alcuni tra i più grandi maestri del presente e del passato, degni interpreti, continuatori e innovatori dell'arte di creare con la terra tramandata in riva al Brenta per generazioni.
La crisi di mercato precedente alla stessa crisi economica, rispetto ai fasti che furono fino almeno agli anni '80, ha ridotto il settore in cocci: salvo, ovviamente, importanti eccezioni. Ma la ceramica di Bassano e di Nove resta un'eccellenza con la E maiuscola che tuttavia, accanto a una tradizione storica da ricordare e da conservare, necessita di nuova linfa, di nuove idee e di nuovi interpreti per tentare di rinascere dalle sue gloriose ceneri.

Il sindaco di Bassano Stefano Cimatti, il sindaco di Este Giancarlo Piva e il sindaco di Nove Manuele Bozzetto dopo la firma del protocollo d'intesa

Non sappiamo ancora se l'accordo di collaborazione siglato oggi al Museo della Ceramica di Palazzo Sturm in città tra il Comune di Este, il Comune di Nove e il Comune di Bassano del Grappa - tre nobili rappresentanti dell'AICC, Associazione Italiana Città della Ceramica - sarà in grado di dare un'effettiva e benefica scossa a un comparto schiacciato, nel recente passato, dalla globalizzazione.
Ma è un bel segnale di sinergia territoriale che apre un nuovo fronte di dialogo tra Bassano e gli “altri”: dopo le già avviate iniziative di collaborazione con Marostica (Percorso naturalistico AQuAs1, Progetto di marketing territoriale, promozione congiunta mostra dei dinosauri), il riavvicinamento a Possagno tramite il Museo Gipsoteca Canoviana e il recente accordo tra Bassano e Castelfranco Veneto per la reciproca valorizzazione dei rispettivi musei.
Il protocollo d'intesa di oggi - di durata triennale e firmato dai sindaci Stefano Cimatti per Bassano, Manuele Bozzetto per Nove e Giancarlo Piva per Este - stabilisce la road map per promuovere e realizzare iniziative condivise per la valorizzazione della ceramica in tutte le sue forme.
Si prevede l'organizzazione di attività didattiche e la produzione di pubblicazioni scientifiche e divulgative in particolare dell'ambito del design e della ricerca tecnologica della ceramica, accanto all'organizzazione di seminari, convegni e corsi di aggiornamento sul tema. Saranno inoltre promosse “mostre ed esposizioni che valorizzino in particolare l'attività di design e produzione artistica di giovani talenti e la produzione artigianale di qualità dei rispettivi territori, coinvolgendo le ditte locali e le associazioni di categoria direttamente interessate”.
L'accordo prevede anche “la concessione del patrocinio e eventualmente di contributi economici a soggetti pubblici e privati per la realizzazione di un calendario di eventi e manifestazioni nei rispettivi Comuni, volti ad incrementare la presenza e la fruizione turistica”. E non mancherà “la valorizzazione, a partire dalle collezioni esistenti nei rispettivi musei, del proprio patrimonio ceramico materiale ed immateriale e della documentazione storico-scientifica”.
Il quartier generale delle varie iniziative sarà suddiviso in varie sedi: il Museo Civico della Ceramica, la Sala Villanova-Zanolli e la Sala De Fabris a Nove; il Museo Nazionale Atestino e l'Accademia dell'Artigianato ad Este; il Museo della Ceramica “Roi”, la Sala degli Specchi di Palazzo Sturm “ed eventualmente altre strutture espositive di proprietà civica” a Bassano.
Ma visto che oggi anche le risorse economiche dei Comuni sono ridotte in cocci, come affrontare i costi delle diverse attività stabilite dal protocollo?
Ne dà indicazione lo stesso documento: i tre Comuni “si impegnano a predisporre un progetto esecutivo” delle azioni previste “definendone anche le modalità amministrative e finanziarie”.
E sempre riguardo al money, si prevede “la richiesta di contributi ordinari e straordinari o a progetto messi a disposizione dalla Regione Veneto, dallo Stato, dalla Comunità Europea o da altri enti pubblici o privati.”
Speriamo bene, visti i tempi che corrono. Comunque sia, è una buona notizia.
Il nostro auspicio è che nel progetto generale vengano coinvolte anche le scuole. Il Liceo Artistico “De Fabris” di Nove, già Istituto Statale d'Arte - una scuola dove hanno insegnato tra gli altri, e scusate se è poco, Pompeo Pianezzola, Alessio Tasca e Cesare Sartori - merita di lanciare i suoi ragazzi della ceramica 2.0.

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Il 12 marzo

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