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“Con questa candidatura lo schema del centrosinistra così come si era presentato negli ultimi 10 anni a Bassano finisce.”
Così mi ha scritto sabato scorso su Whatsapp il consigliere comunale del Gruppo Misto ed ex vicesindaco Roberto Campagnolo, dopo aver letto il mio articolo “Bassano für alle” sull’annuncio della candidatura a sindaco di Paolo Retinò alle prossime elezioni comunali 2024 per la lista civica Bassano per tutti.
Perché, fondamentalmente, per il centrosinistra la notizia della fuga in avanti della civica di Erica Fontana & C. è stata una sorpresa, per quanto la voce di una candidatura a sindaco in autonomia rispetto all’attuale coalizione girasse già da alcuni mesi ma non veniva accreditata di fattibilità.
Foto Alessandro Tich
Di fatto, avendo io pubblicato per primo il resoconto della conferenza stampa di Bassano per tutti, il resto del centrosinistra bassanese ha appreso della novità da Bassanonet e comunque, successivamente, dalla Tv e dai quotidiani locali.
“Dispiace soprattutto apprenderlo dagli organi di stampa”, dichiara oggi sul Corriere del Veneto il segretario del Partito Democratico cittadino e da poco anche consigliere comunale Luigi Tasca, che conferma di essere stato ignaro dei movimenti in chiave elettorale della civica che oggi siede sugli stessi banchi di minoranza.
Ma riavvolgiamo un attimo il nastro e ritorniamo brevemente alla conferenza stampa di Bassano per tutti di sabato scorso.
Il dato politico principale emerso da quell’incontro con i media locali è che Bassano per tutti non lancia una proposta elettorale “in solitaria” ma si presenta come capocordata di una più ampia area di riferimento e di valori condivisi.
La prima cosa che è saltata all’occhio è stata la partecipazione alla conferenza stampa dei due referenti locali di Europa Verde Daniele Cuccarollo e Gaia Bollini.
Quell’Europa Verde che, come ha chiarito il candidato sindaco Retinò rispondendo a mia domanda, “è un soggetto politico che con noi sta facendo un’interlocuzione ad uno stadio molto avanzato”. Così avanzato che i due esponenti di EV ci hanno già messo pubblicamente la faccia.
“La nostra è una proposta di coalizione che lanciamo oggi - ha affermato Retinò -. Abbiamo un chiaro percorso in testa, con contatti e interlocuzioni già in fase avanzata con gruppi partitici e civici che fanno parte della nostra area omogenea.”
Cose mai viste e mai sentite, per l’appunto, dagli ultimi dieci anni a questa parte.
Fino adesso Bassano per tutti era sempre andata a traino del pensiero unico dai tanti volti del centrosinistra, mettendosi a supporto dei candidati sindaci espressi dalla coalizione.
La sua comparsa nella scena politica cittadina risale al 2014, come evoluzione della civica “Un’altra Bassano” di Paola Facchinello. Il candidato sindaco, poi vincitore, era Riccardo Poletto che di “Un’altra Bassano”, nell’era del sindaco Cimatti, era stato consigliere comunale assieme alla stessa Facchinello. L’appoggio di Bassano per tutti a quella candidatura a sindaco era stata pertanto, per così dire, naturale.
Meno scontato il coinvolgimento della civica che aveva all’epoca come figura di riferimento il già assessore comunale Oscar Mazzocchin nella coalizione che nel 2019 aveva candidato a sindaco il moderato di centrosinistra Angelo Vernillo, ma alla fine la squadra aveva trovato la quadra.
Ora non più: Bassano per tutti ha aperto politicamente la partita Iva e si è messa in proprio.
L’intento della civica del candidato sindaco Retinò appare molto chiaro: raccogliere attorno alla sua proposta elettorale le componenti che potremmo definire “ambientaliste” nonché “socialiste” - nel senso etimologico della priorità data ai temi e alle questioni sociali - dell’area di centrosinistra.
Va detto che l’ambiente, la tutela del territorio e la lotta contro il consumo di suolo, checché se ne dica e se ne possa dire, sono stati sempre dei temi-Cenerentola nelle campagne elettorali bassanesi, poco considerati e poco decisivi.
Ma non lo saranno più, dopo la vicenda che ha cambiato radicalmente i termini della questione in città: il caso San Lazzaro, nelle sue due declinazioni confinanti dell’area ex Campagnolo Commercio e soprattutto dell’area Pengo, quest’ultima a sua volta collegata con la telenovela, non solo politica, della Baxi.
“Il nostro primo valore è la tutela e cura del territorio - ha dichiarato ancora Retinò in conferenza stampa -. Lo abbiamo dimostrato con la nostra posizione su San Lazzaro, un tema sul quale non abbiamo mai tentennato. I fatti ci hanno dato ragione e hanno portato alla spaccatura della maggioranza che ha fermato lo scempio edilizio dell’Area Pengo.”
La civica di Retinò, Erica Fontana & Friends è stata ovviamente solo una delle parti (politico-amministrative e della cosiddetta società civile) dichiaratesi contrarie ai progetti su San Lazzaro. Ma così affermando, rivendica abilmente la paternità politica del movimento “garantista” della campagna agricola a sud di Bassano, da spendere con gli interessi in un'altra campagna: quella elettorale.
E ora capisco anche il senso - che prima non avevo proprio colto, ritenendo la cosa non meritoria di pubblicazione - di un comunicato stampa che Paolo Retinò, ancora nella sola veste di coordinatore e portavoce di Bassano per tutti, aveva trasmesso lo scorso 10 ottobre in redazione.
Si è trattato di un breve comunicato, come si specificava nella mail, “di ringraziamento della lista civica Bassano per tutti all’associazione A.RI.A per gli sforzi compiuti a tutela del territorio bassanese”.
“Vogliamo ringraziare pubblicamente A.RI.A per il costante impegno nella vicenda Baxi-Pengo, per l’attenzione ai cittadini, alle cittadine e all’ambiente; per aver dato voce a chi dovrebbe essere ascoltato e ascoltata, ma che raramente gode di tal “privilegio” - affermava la nota stampa -. Grazie per essere arrivata là dove è la politica che avrebbe dovuto arrivare. Grazie per quei risultati che hanno aggregato una comunità, quella di San Lazzaro, e mosso a suo sostegno e tutela una città. Le cittadine e i cittadini di Bassano per tutti.”
Come ho già scritto, quel comunicato io non l’ho pubblicato.
Non per cattiveria, come si suol dire, ma perché non avevo ravvisato l’attualità di un messaggio di ringraziamento trasmesso ampiamente fuori tempo massimo, quasi tre mesi dopo il voto del consiglio comunale che ha stoppato il progetto del centro logistico Pengo nell’area di via Rambolina a San Lazzaro, con conseguente allargamento di Baxi nel confinante stabilimento di Pengo in via Trozzetti.
Adesso invece, a seguito di quanto annunciato e dichiarato in conferenza stampa da Bassano per tutti sabato scorso, tutto appare in una nuova luce.
E cioè quella della civica ambientalista che vuole dipingersi come la formazione paladina di quel contenimento del consumo di suolo che, come è scritto in quel comunicato, “ha mosso a sostegno e tutela di San Lazzaro una città”.
Come dire: la tutela dell’ambiente siamo noi e la città non può che riconoscerlo.
Non c’è che dire: la sortita elettorale di Bassano per tutti spariglia le carte nel centrosinistra bassanese.
Le spariglia innanzitutto al PD, che deve adesso fare i conti con il rischio di perdere una parte del suo elettorato, ammaliato dal canto delle sirene dei nuovi difensori del territorio e anche delle fasce socialmente più deboli della cittadinanza.
Le mosse in prospettiva elettorale di Retinò & C. si sovrappongono inoltre alle manovre già iniziate dal Gruppo Misto (si rilegga a tal riguardo il mio articolo “C’è posta per tre”) che ha lanciato un’email di ascolto dei cittadini proprio in vista del voto comunale 2024 per “provare a dare un’alternativa che superi lo schema dell’accordo tra partiti” e per ricevere proposte e suggerimenti sull’amministrazione della città da portare in dote nelle trattative elettorali che verranno.
Al momento attuale, per il voto comunale bassanese della prossima primavera si profila così lo scenario di un centrosinistra che correrà disunito contro un centrodestra unito.
Oppure unito solo parzialmente qualora la civica Impegno per Bassano, già in rotta di collisione con la maggioranza Pavan di cui teoricamente fa ancora parte, decidesse di correre per conto suo, magari anche all’interno di una nuova coalizione trasversale che comprenda le espressioni moderate delle attuali minoranze.
Le anime del centrosinistra viaggeranno così separatamente e potrebbero riunirsi, ricuperando i comuni intenti attualmente divisi, solo nel caso di un eventuale ballottaggio al secondo turno che le riguardi.
È singolare come un insegnante di Tedesco, qual è Paolo Retinò, abbia decretato la fine della Große Koalition che fino ad oggi aveva tenuto unite le sponde politiche della Sinistra Brenta.
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