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2023: Fuga dalla Lega
Anche il consigliere comunale Paolo Bertuzzo, con la tessera di FdI in tasca, abbandona il gruppo consiliare Lega e aderisce al gruppo #PavanSindaco. Ora la civica del sindaco diventa il gruppo di maggioranza relativa
Pubblicato il 02 ott 2023
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In principio era Mauro Zen, entrato in Fratelli d’Italia in contemporanea con l’assessore e vicesindaco Andrea Zonta e dimessosi dal gruppo consiliare della Lega per aderire al gruppo #PavanSindaco.
Qui sedeva già tra i banchi consiliari un portacolori del partito della Meloni e cioè Gianluca Pietrosante. Non avendo fatto eleggere FdI alcun consigliere alle elezioni comunali del 2019, la civica del sindaco è diventata così una sorta di casa di accoglienza per i neo aderenti al partito della fiamma tricolore.
Era lo scorso 30 marzo e le due Zeta, Zen e Zonta, avevano comunicato il loro cambio di bandiera politica con tanto di conferenza stampa, presente anche il presidente e portavoce del Circolo di Bassano del Grappa di FdI Nicola Giangregorio.
Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet
Poi è stato il turno di Stefano Facchin, dimessosi lo scorso 25 luglio dall’incarico di presidente del consiglio comunale e contestualmente anche dal gruppo consiliare della Lega, per aderire al Gruppo Misto di cui ora fa parte assieme ai due consiglieri di minoranza Roberto Campagnolo e Giovanni Cunico.
La clamorosa decisione di Facchin era stata presa in dissenso con la maggioranza sulla conduzione della questione Baxi-Pengo, nell’imminenza del famoso consiglio comunale del 27 luglio che col pareggio di 12 a 12 (tra i voti contrari, anche il suo) ha bocciato - o, come preferisce sottilizzare qualcuno, non ha approvato - lo schema di accordo tra l’amministrazione comunale e le due aziende.
Adesso arriva la notizia - anticipata sabato scorso a chi vi scrive e confermata oggi - del terzo transfuga dal gruppo consiliare della Lega.
Si tratta del consigliere Paolo Bertuzzo, che con la tessera di Fratelli d’Italia fresca fresca in tasca si è dimesso dalla compagine leghista richiedendo di aderire, come Mauro Zen, al gruppo #PavanSindaco. Richiesta di adesione accettata dal gruppo consiliare dei #Pavaniani all’unanimità.
Le motivazioni della decisione di Bertuzzo non sono ancora ufficialmente note: saranno probabilmente spiegate in una conferenza stampa che dovrebbe essere convocata in settimana.
In attesa di conoscerle, in questa sede mi preme innanzitutto sottolineare l’aspetto numerico, che è anche un aspetto politico, della questione.
Con l’adesione di Bertuzzo i consiglieri della civica del sindaco diventano sei: oltre a lui, la capogruppo Ilaria Brunelli, Antonio Guglielmini, Gianluca Pietrosante, Riccardo Torre e Mauro Zen.
A seguito delle tre defezioni citate sopra, i consiglieri del gruppo Lega - che è sempre stato il più rappresentativo ed influente della maggioranza Pavan, in proporzione all’esito del voto del 2019 - sono rimasti invece in cinque: il capogruppo Roberto Gerin, Valentino Antonio Piccolotto, Giada Pontarollo, Nicola Schirato e Giulia Tulini.
#PavanSindaco diventa così il gruppo consiliare di maggioranza relativa, anche se la Lega può contare sul sesto voto, quello del sindaco Elena Pavan. Vale a dire - lo ricordo - l’unico esponente della giunta comunale che in consiglio comunale può votare.
Il dato di fatto politico, incontestabile, è questo: quella di Bassano del Grappa non è più, come ho scritto per quattro anni, un’amministrazione comunale “a trazione leghista”.
La Lega è ancora ben rappresentata in giunta e vi fa parte anche il segretario politico cittadino del partito che è l’assessore Andrea Viero.
Ma in consiglio comunale la nave leghista comincia ad avere troppe e preoccupanti falle sulla carena.
Non si tratta di un problema di equilibrio generale in seno alla maggioranza.
Diversamente da Impegno per Bassano, ormai un “corpus separatum” della coalizione di centrodestra, e anche da Forza Italia-Cittadini in Bassano in occasione del voto Baxi-Pengo, fino ad oggi #PavanSindaco non ha mai sofferto di mal di pancia e a meno di clamorosi voltafaccia il sostegno della civica al sindaco (che porta il suo nome) e alla giunta non verrà di certo a mancare in questo ultimo miglio di legislatura comunale.
Il nodo della questione è un altro ed è costituito dai reciproci rapporti di forza che si stanno ormai delineando in vista del voto amministrativo del giugno prossimo.
Il 2023 è l’anno della fuga dalla Lega, che non sembra essere più quel partito egemone che trascinato dal trionfo delle elezioni politiche dell’anno precedente, al top dell’era salviniana, pre-Covid e pre-Papeete, ha trionfato nel 2019 anche a Bassano.
Quell’epoca appartiene davvero al passato, a un’Italia diversa, e mi riprometto di analizzare con più calma in un secondo momento il fenomeno dei consiglieri leghisti che decidono di abbandonare la nave a navigazione ancora in corso, ammaliati dal canto delle sirene della campagna acquisti di Fratelli d’Italia, sicuramente anche per calcolo elettorale in prospettiva.
Comunque sia, quella di Bassano del Grappa è veramente una maggioranza del #SiCambia. Carega.
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