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Centro Stufi
Dopo l’incidente di martedì scorso Fiab Bassano lancia l’allarme sul caos e la pericolosità del traffico negli orari di punta in Centro Studi: “Adesso basta.” Lanciate alcune proposte per la soluzione del problema
Pubblicato il 02 apr 2022
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Centro Stufi. Stufi del traffico che ogni giorno, negli orari di entrata e di uscita degli studenti, intasa le strade del Centro Studi di Bassano del Grappa, creando caos e rischi per l’incolumità personale. Martedì scorso uno studente bassanese è stato investito da un autobus di linea in via Tommaso d’Aquino, in un incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze estreme. “Adesso basta”, ammonisce il presidente di Fiab Bassano (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) Renzo Masolo che convoca la stampa per lanciare l’allarme su una situazione di scarsa sicurezza stradale ormai oggettivamente insostenibile.
Luogo prescelto per l’incontro con i media: l’incrocio tra via S. Croce e via Bach.
Orario prescelto: le 12:30, l’ora X dell’uscita dei ragazzi dagli istituti scolastici, quando gli spazi stradali del quartiere studentesco si riempiono di auto, che finiscono a parcheggiare sui marciapiedi e in doppia fila, e di autobus. Il casino in diretta. C’è anche il genio della lampada di turno (un ragazzo) che svolta con l’auto a sinistra da via S. Croce a via Bach senza frenare e strombazzando con il clacson. Per la serie: neanche a farlo apposta.
Foto Alessandro Tich
Masolo parla con l’ausilio di un microfono e di un altoparlante posizionato sulla sua bicicletta: a viva voce, col continuo rumore dei motori sullo sfondo, sarebbe difficile sentirlo.
“È un fatto che non doveva avvenire - esordisce il presidente Fiab Bassano riferendosi all’incidente di martedì scorso -. Siamo però solidali con l’autista del pullman, perché guidare in queste condizioni è veramente proibitivo.”
“In quest’area, negli orari di entrata e di uscita degli studenti - afferma Masolo -, ci sono quattro ingredienti di un cocktail micidiale: la velocità, la fretta, la distrazione e l’alto numero di veicoli. Ogni giorno succede un miracolo se non succede niente e martedì per fortuna è andata anche fin troppo bene.” “Adesso basta - ribadisce -, indipendentemente dalle amministrazioni in carica perché le amministrazioni passano e i pericoli restano.”
L’area della conferenza stampa è delimitata da una fila di biciclette sulle quali sono stati affissi dei volantini con i dati nazionali e locali relativi agli incidenti stradali.
“I dati locali sono emersi nel convegno promosso da Fiab lo scorso 10 dicembre al San Bassiano - spiega il presidente -. Sono dati del 2019: a Bassano abbiamo avuto 85 pedoni investiti e 11 morti in incidenti stradali, di cui 6 sul posto. Per incidenti stradali ci sono stati 2291 accessi al Pronto Soccorso e 581 interventi in ambulanza.”
Dati che aumentano in maniera sproporzionata sul piano nazionale: in Italia nel 2019 sono stati registrati 3173 decessi per incidenti stradali e 224.384 feriti. Dato significativo: la maggior parte dei sinistri (73,8%) si verifica sulle strade urbane.
Che fare dunque? “Per prima cosa - propone Masolo - le amministrazioni locali possono prendere provvedimenti in base alle modifiche del 2020 del Codice della Strada. Il Comune di Bassano ha già fatto qualcosa con le nuove corsie ciclabili. La Fiab ovviamente le sostiene ma il problema è che gli interventi, prima di farli, devono essere spiegati e comunicati alla città.” “Bisogna poi fare uno stato dell’arte e uno studio del traffico aggiornato - prosegue -. Gli ultimi dati sul traffico a Bassano risalgono ai primi anni Duemila. Servono dati aggiornati per fare scelte consapevoli.” “Infine - sottolinea - bisogna avere il coraggio di rallentare la velocità delle auto e fare una città a km 30. Impariamo da Bruxelles, dove per sei mesi hanno sperimentato il limite di velocità per le auto a 30 all’ora ottenendo ottimi risultati.”
Intanto, per sensibilizzare gli amministratori in primis e quindi la cittadinanza sull’urgenza di risolvere il nodo-traffico in Centro Studi, Fiab Bassano lancia una proposta in tre fasi.
Innanzitutto sarà promossa una pedalata in Centro Studi, nella giornata di un sabato in orario di punta, “rivolta a tutti i portatori di interesse”: amministratori pubblici, rappresentanti delle scuole, dei genitori e degli studenti, residenti nel quartiere, presidenti del quartiere S. Croce e dei quartieri contermini, referenti della Provincia.
“Faremo un giro - rimarca il presidente - perché le cose bisogna capirle in bicicletta.”
Secondariamente sarà chiesto all’istituzione comunale “di convocare le stesse persone ad un tavolo tecnico di confronto con Fiab sulle proposte per risolvere le criticità”.
Infine Fiab alzerà l’asticella: “Dobbiamo far capire ai decisori che la soluzione è quella di creare una zona scolastica senza veicoli per far uscire le auto e i mezzi pubblici negli orari di entrata e di uscita degli studenti.” L’idea di fondo della Federazione è quella di mantenere il Terminal Bus a sud del centro studi e di crearne un’altro a nord, nella vicina area del Parcheggio Gerosa. Si chiederà di fare un progetto di fattibilità su questa ipotesi che eliminerebbe una volta per tutte il passaggio dei bus tra gli istituti scolastici e che chiede di “ripensare anche l’organizzazione dei parcheggi per le auto”.
Masolo ricorda anche che tra le recenti modifiche al Codice della Strada è prevista l’istituzione delle cosiddette E-bis: le strade urbane ciclabili, dove possono transitare anche le auto ma con velocità non superiore ai 30 km orari e dove la priorità è data ai velocipedi. “Una strada urbana ciclabile - propone mister Fiab - potrebbe essere realizzata dall’Ospedale, passando per il cimitero di S. Croce, fino a piazzale Cadorna.”
Fine della conferenza stampa, mentre i pullman procedono uno dietro l’altro e utilitarie e Suv continuano lo slalom gigante per trovare un buco dove parcheggiare.
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