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La Triennale di Bassano
Presentato il Piano Triennale dei Lavori Pubblici dell’amministrazione comunale. Niente Polo dell’Innovazione, si farà la nuova piazza al posto del cantiere incompiuto del Polo Santa Chiara. E sul Teatro...
Pubblicato il 16 nov 2021
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Benvenuti, signore e signori, alla Triennale di Bassano: la programmazione per il prossimo triennio (2022-2024) delle opere pubbliche del Comune di Bassano del Grappa.
Presentato oggi in conferenza stampa dal sindaco Elena Pavan, dall’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Zonta e dal vicesindaco e assessore al Bilancio Roberto Marin, il piano è compreso in un malloppone di grandi fogli in excel carichi di numeri: potrebbe essere un ottimo farmaco contro l’insonnia. Ma siccome il mio proposito è quello di interessarvi e non di addormentarvi, cercherò di sintetizzarne al massimo i contenuti e di evidenziare gli interventi più rilevanti. Va comunque sottolineato sin dall’inizio che il Piano Triennale dei Lavori Pubblici riguarda una programmazione di opere per un importo totale di 54.775.000 euro, suddivisi in 7.212.000 euro per il 2022, 19.783.000 euro per il 2023 e 27.780.000 per il 2024. Ma vediamo subito quali sono le principali opere previste (e anche non previste) per l’anno che verrà.
Un rendering del ‘futuro’ Ponte della Vittoria
Partiamo subito con quella che, giornalisticamente, è una delle opere più attese: e cioè il Teatro cittadino. La questione, come noto, verte sul possibile acquisto da parte del Comune dell’immobile del Teatro Astra, da ristrutturare e riadattare poi allo scopo, a fronte della soluzione alternativa della realizzazione di un teatro ex novo.
La voce “Teatro cittadino” è compresa nella programmazione triennale e sempre per l’investimento complessivo di 13 milioni di euro. La cifra è però spalmata nelle due annualità 2023 (5 milioni) e 2024 (8 milioni). Per il 2022 la cifra è “0”, nel senso che per l’anno prossimo non è ancora previsto alcun intervento di ristrutturazione nello storico stabile di viale dei Martiri, qualora si addivenisse ad un accordo di compravendita con la proprietà. Ma in realtà per il 2022 l’amministrazione comunale ha messo in bilancio (non nel Piano dei Lavori Pubblici, ma nel Piano Acquisti) 1 milione di euro.
È la cifra che, come rivela il sindaco Pavan, il Comune di Bassano è attualmente disposto a spendere per l’acquisto dell’Astra. Vale a dire - aggiungo io - una somma corrispondente a meno di un terzo del prezzo originario fissato dalla proprietà Zetafilm Srl per la compravendita dell’immobile, il cui recente crollo parziale del tetto giustificherebbe il deprezzamento.
Entro fine anno dovranno essere eseguiti e conclusi i lavori di ripristino e messa in sicurezza della copertura a carico dei proprietari, condizione sine qua non per la ripresa delle trattative.
“Deve esserci prima il dissequestro penale dell’edificio - rimarca il sindaco -. La cifra di 1 milione di euro per l’acquisto dell’immobile non è definitiva, in quanto l’importo dovrà essere quantificato dall’Agenzia delle Entrate.” “Il 2023 - continua Pavan - sarà l’anno del Teatro. Se l’acquisto dell’Astra non andasse in porto, l’amministrazione si impegna a dare una risposta valutando soluzioni alternative.”
Proseguiamo con un altro dei tormentoni della programmazione pubblica bassanese: il cosiddetto Polo dell’Innovazione e della Sostenibilità, versione riveduta e corretta del vecchio Polo Museale Santa Chiara, intervento che riguarda anche il futuro della Scuola Mazzini e che è stato oggetto dei due noti e profumatamente pagati studi di fattibilità affidati a due società esterne di consulenza.
La notizia del giorno è che nell’ambito nell’intero piano triennale non è prevista la sua realizzazione. Sono stati infatti impegnati “solamente” 2 milioni e mezzo di euro: di cui 200mila per il 2022 e 2.300.000 per il 2023. A che scopo? Lo spiega ancora il sindaco: “L’investimento di 2 milioni e mezzo è per la realizzazione della piazza all’interno dell’area dell’ex Polo Santa Chiara.” Nell’attuale sito del cantiere abbandonato nell’area dell’ex Convento Santa Chiara nonché ex Caserma Cimberle Ferrari, cioè, sarà riqualificato “l’esistente”. Il piano interrato del vecchio progetto del Polo Museale, oggi ridotto allo stadio di “cratere” edile, sarà trasformato in quella “piazza ipogea” con gradinate ad anfiteatro già prevista dal progetto di fattibilità della società di consulenza Grisdainese Srl. “Si farà la piazza, non ancora i fabbricati - ribadisce il sindaco -. Recuperiamo uno spazio che doveva essere restituito alla città.”
E la Scuola Mazzini, punto nodale del futuro e ancora ipotetico Polo Urbano dell’Innovazione? Per il momento sono stati stanziati 500mila euro, a carico del bilancio 2022, per il restauro e la sistemazione dell’edificio. Punto e basta.
Tra le altre novità dei Lavori Pubblici 2022 degne di nota, spicca il primo stralcio della sistemazione del Ponte della Vittoria, alias Ponte Nuovo. L’intervento interesserà l’impalcato della struttura: l’ampiezza della sede stradale rimarrà invariata, mentre il marciapiede per i pedoni sarà limitato al lato nord per consentire, in entrambe le direzioni, la realizzazione di due piste ciclabili
La manutenzione straordinaria del Ponte proseguirà nei due anni successivi, per una spesa totale di 1 milione di euro. 2,8 milioni è invece il costo del ponte ciclopedonale sul Brenta che l’anno prossimo sarà costruito sul punto del fiume all’altezza dell’Istituto Agrario Parolini. Sempre in tema di mobilità dolce, prevista la nuova pista ciclabile di viale Vicenza (importo lavori: 1 milione 200mila euro). Nella stessa zona il crocevia dei Tre Ponti sarà trasformato in rotatoria.
La maggior parte delle voci dell’annualità 2022 riguardano la manutenzione ed efficientamento energetico degli edifici del patrimonio comunale, scolastici e sportivi in primis. Su tutti, per risorse impegnate, emerge il consolidamento statico delle Case Parolini (1 milione e 100mila euro). Lavori in vista anche al Museo Civico, dove saranno rinforzati i solai (400mila) oltre ad altri interventi di adeguamento in preparazione della grande mostra di Canova dell’anno prossimo. Due segnalazioni - colte dagli appunti del vostro umile cronista - riguardano infine il centro storico: nel 2022 dovrebbero vedere la luce la sistemazione di via Porto di Brenta (350mila euro) e la realizzazione (per 600mila) del trasporto meccanico tra Prato Santa Caterina e viale dei Martiri. Il famoso ascensore ai Lavori Pubblici.
Questo - al netto delle tante altre cose che ho tralasciato - è dunque il quanto del Piano Triennale dei Lavori Pubblici del Comune di Bassano. Oltre alle opere che ci sono, vale la pena sottolineare una che non c’è. Dalla programmazione comunale è infatti “scomparso” il park interrato di Prato Santa Caterina, che era stato incluso nel primo Piano Triennale presentato due anni fa e che evidentemente si è rivelato irrealizzabile. Non c’è neanche l’ampliamento del Caffè Italia, ma per il semplice motivo che l’opera è compresa nel piano dei lavori del corrente anno 2021.
Lavori che ovviamente non sono iniziati, ma che - come rimarca il sindaco Pavan - saranno pure eseguiti l’anno prossimo.
E parliamo infine di schei. Dei 54 milioni e 775mila euro dell’importo totale della programmazione del triennio, la maggior parte (23 milioni e 231mila) saranno attinti con indebitamento tramite la contrazione di mutui. Un’altra bella botta di soldi (22 milioni e 790mila euro) proverrà invece da risorse di “altra tipologia”. Un modo burocratico per definire finanziamenti, bandi e contributi vari.
“Il filtro è la progettazione europea - spiega Roberto Marin, l’assessore che regge i cordoni della borsa -. Il 40% delle risorse del PNRR è destinato alla transizione ecologica, un altro 40% all’inclusione e accessibilità. Le tipologie degli interventi del Piano Triennale dei Lavori Pubblici sono tali da avere più possibilità di ottenere contributi esterni non solo dal PNRR ma anche dai bandi europei e regionali.” “L’accesso ai mutui - conclude Marin - sarà compiuto con la prudenza e parsimonia che è stata fatta finora.”
Dalla Triennale di Bassano è tutto, a voi la linea.
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