Pubblicato il 02-07-2011 11:54
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Proroga del Piano Casa: le reazioni bassanesi

L’assessore all’Urbanistica Filippin: “Spirito della legge positivo. Ma vogliamo mantenere il controllo del nostro territorio”. Favorevole il commento di Mauro Zen, consigliere di minoranza

Proroga del Piano Casa: le reazioni bassanesi

Rosanna Filippin, assessore all'Urbanistica della città del Grappa e segretario regionale del PD

Basta vincoli restrittivi per l’ampliamento della prima casa. Si alla tutela del Centro Storico. È questo il contenuto delle indiscrezioni sulla proroga della Legge Regionale 14/2009 (in scadenza a luglio 2011) meglio conosciuta come Piano Casa, in discussione in queste ore a Palazzo Ferro Fini, sede del consiglio regionale. Il motivo della proroga? Il successo di una legge che mantiene la valenza di propulsore allo sviluppo economico dando ossigeno all’edilizia e a tutto il suo indotto. Ma anche un prezioso contributo all’aumento delle prestazioni energetiche degli edifici, sia in termini di isolamento che di installazione di impianti di energia rinnovabile. È bene ricordare che anche grazie a questa legge, oltre che per i consistenti incentivi statali al settore fotovoltaico, l’Italia ha scalato posizioni su posizioni fino a diventare il secondo produttore europeo di energia elettrica con tale tecnologia secondo solo alla Germania, riducendo di fatto un gap che pareva incolmabile solo pochi anni fa. Altrettanto importante, inoltre, ricordare che da un punto di vista urbanistico il Piano Casa si coniuga con il concetto di densificazione e non di ulteriore compromissione di nuove porzioni di territorio.

Novità della proroga. In sede di Consiglio Regionale non sono, però, mancate le discussioni. “La prima versione della proroga – spiega il segretario regionale del PD, Rosanna Filippin – al contrario della prima versione, che scadrà fra pochi giorni, tagliava fuori i comuni da qualsiasi possibilità di mettere veti e restrizioni alla possibilità di ampliamento. Questa linea sarebbe stata inaccettabile perché un conto è essere d’accordo con i principi di una norma di questo tipo, un altro è che dall’esterno venga deciso cosa farne del nostro territorio, senza neppure conoscere le specifiche situazioni. Martedì riprenderà la discussione ma, usando il condizionale, l’intesa che si sta raggiungendo, per quanto ci riguarda, dovrebbe consentire di stabilire dove sarà inapplicabile il Piano Casa all’interno del Centro Storico, luogo di grande pregio della nostra Bassano e che merita tutta l’attenzione possibile. In secondo luogo si sta trattando se concedere ai Comuni di poter mettere delle condizioni sulle seconde case anche al di fuori dei centri storici, per evitare o ridurre al massimo qualsiasi forma di speculazione edilizia. Ora non resta che aspettare martedì – conclude l’Assessore Filippin – ma ci auguriamo che queste indiscrezioni vengano confermate perchè noi abbiamo il dovere di valutare cos’è più opportuno per la tutela del nostro territorio”.
Concludendo: la bozza di proroga prevede che i comuni possano deliberare, e quindi mettere dei paletti, solo per quanto concerne il Centro Storico mentre nessuna limitazione potrà gravare sulle prime case, in qualsiasi zone del territorio esse si trovano, pur nel rispetto degli altri parametri previsti dal piano (distanze, fasce di inedificabilità assoluta, …) e dei pareri degli enti competenti alla salvaguardia del territorio se l’edificio oggetto d’intervento ricade in zona vincolata.
Sulla stessa lunghezza d’onda della Filippin, ma con qualche distinguo, Mauro Zen, consigliere comunale Pdl: “Sfatiamo subito una leggenda. Il Piano Casa, pur con uno spirito di rilancio economico e non urbanistico, non è una norma “distruggi territorio”. Il ragionamento è semplice e lo pongo sottoforma di domanda: è più alto l’impatto territoriale di una nuova edificazione o di un ampliamento? Se mediante un ampliamento i cittadini riescono a soddisfare le proprie esigenze, riqualificare edifici obsoleti, secondo le moderne tecnologie più rispettose dell’ambiente e meno enirgivore, probabilmente alcune nuove edificazioni potrebbero non essere necessarie”. Continua il consigliere di minoranza: “Noi siamo sempre stati dell’idea che questa Amministrazione avesse sbagliato a mettere gli attuali paletti. Qui si tratta solo di consentire a tutti i cittadini di poter adempiere alle proprie esigenze. Se siamo d’accordo con l’applicazione del Piano casa al Centro Storico? Beh, direi che non sarebbe comunque semplice che nel Centro Storico si riesca ad individuare gli spazi per ampliamenti. In ogni caso non credo sia opportuna l’estensione di tale norma in un contesto del genere”.

Altre novità in cantiere. Il nuovo Piano Casa dovrebbe affidare ai Comuni la competenza per autorizzare impianti fotovoltaici fino a 1 megawatt (solo su edifici, escludendo quindi i terreni agricoli), per accelerare questo tipo di richieste, e verrà azzerato il Contributo di Costruzione per chi demolirà e ricostruirà la propria prima casa con adeguamento impiantistico e inserimento di impianto di approvvigionamento energetico.

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