Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 02-07-2010 22:53
in Attualità | Visto 2.336 volte

Spegni la tv

L'Autorità per le comunicazioni assegna tutte le 27 frequenze del digitale terrestre nel Veneto alle emittenti nazionali. Tv locali a rischio chiusura. Alleanza tra editori per ricorrere al Tar

Spegni la tv

Spegni la tv, per favore. Lo stabilisce l'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) che a pochi mesi dal passaggio nel Veneto al digitale terrestre, previsto per il prossimo autunno, ha pubblicato ieri il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (Pnaf) che esclude di fatto tutte le 27 televisioni locali del Veneto.
Il Piano assegna infatti alla nostra regione solo 27 frequenze per il digitale terrestre, a differenza della maggior parte delle regioni in cui le frequenze assegnate sono 55. Le altre 28 frequenze negate al Veneto (come al Friuli Venezia Giulia e all'Emilia Romagna) saranno invece ad appannaggio di Slovenia e Croazia, secondo quanto previsto da accordi internazionali ratificati nella Convenzione di Ginevra del 2006.
E proprio qui sta il fatto: perché il Pnaf ha clamorosamente assegnato le 27 frequenze del Veneto esclusivamente alle emittenti nazionali, Rai e Mediaset in primis.
Immediata la levata di scudi delle piccole televisioni del Veneto, che dopo i milioni di euro investiti per l'epocale passaggio al digitale terrestre si trovano improvvisamente di fronte alla prospettiva di chiudere i battenti o alla grama alternativa di dover trasmettere in futuro su frequenze secondarie, con limitato raggio di copertura, o su frequenze eventualmente concesse da Slovenia o Croazia con enormi problemi tecnici e legali e un ulteriore salasso di soldi.
Secondo gli editori dell'emittenza privata veneta l'intervento dell'Agcom è palesemente in contrasto con la legge 249 del 31 luglio 1997, e con le successive delibere firmate dalla stessa Autorità, che assegnano un terzo delle frequenze pianificabili nella nostra regione, e cioè 9 frequenze, alle emittenti televisive locali. “E' quanto stabilito da una legge dello Stato - ha affermato ieri, in un editoriale a inizio di telegiornale, il direttore di Antenna 3 Nordest Domenico Basso - e non da una barzelletta scritta su una carta da formaggio.”
Di fronte al comune destino, gli editori dell'emittenza televisiva veneta hanno sotterrato l'ascia di guerra costituendo delle forme di alleanza per impugnare il Piano frequenze presso gli organi competenti.
Gli uffici legali delle piccole tv stanno lavorando a pieno ritmo: è allo studio un immediato ricorso al Tar del Lazio allo scopo di annullare il provvedimento. Dovesse essere respinto, si passerebbe quindi al Consiglio di Stato. Una procedura che richiede tempi lunghi e che rende possibile lo slittamento, a data da destinarsi, dello “switch off” della televisione analogica nel Veneto per il passaggio al sistema digitale.
Il governatore del Veneto Luca Zaia ha assicurato il suo totale appoggio alla battaglia delle emittenti di casa nostra. “Ci costituiremo parte lesa se saltasse fuori che il Veneto è stato penalizzato - ha detto Zaia -. Le regioni devono contare su emittenti al servizio del territorio.”
Si prospetta un'estate bollente, a colpi di carte bollate, per evitare che il telecomando si trovi definitivamente con le pile scariche.

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