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Ventimila leghe sotto il Brenta
Bassano vuota nel suo giorno più importante: ma dov’erano i 20.000 alpini annunciati per l’inaugurazione del Ponte?
Pubblicato il 05 ott 2021
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Diciamolo subito: quando il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, è questione di punti di vista. Ma quando il bicchiere è vuoto, è vuoto e basta.
Come ho scritto nel mio cliccatissimo articolo dell’altro ieri sull’inaugurazione del Ponte, domenica mattina alle 8 - quando al varco d’ingresso di via Museo è accaduto l’episodio della “signora col cane” - il centro di Bassano era ancora deserto. Ma erano le 8 di mattina, e peraltro di domenica, non certo quindi una giornata e una fascia oraria ideali per vedere ancora la gente fare le vasche in piazza. Ma era la domenica di inaugurazione del Ponte, perbacco, in quello che era stato annunciato come un weekend di pacifica invasione della città, con tutte le misure di contenimento della folla del caso.
Qualche ora dopo e cioè verso le 14.30, dopo aver seguito la cerimonia e successivamente scritto il mio articolo, sono andato a riprendere la mia auto che avevo parcheggiato senza problemi al Prato 1 in Prato Santa Caterina, ovvero uno dei due park (assieme al Prato 2) che era prioritariamente riservato ai residenti del centro storico.
Domenica 3 ottobre 2021: piazza Libertà alle ore 15:22, ripresa dalla webcam del Comune
E ho trovato il parcheggio esattamente come lo avevo trovato al mio arrivo alle 7 e mezza della mattina: e cioè semivuoto. La cosa assurda è che, diversamente dal primo mattino, nel primo pomeriggio alla rotonda del Generale Giardino era stata posizionata una transenna, presidiata da una pattuglia della Polizia locale, che impediva di scendere con l’auto verso il Prato 1 medesimo. Chiedo agli appassionati di enigmistica di capirne la ragione.
Camminando inoltre dalla mia redazione in via Roma fino giù alla “busa”, ho incrociato pochissime persone nel mio percorso. Era una Bassano vacua, come non si vede di solito in qualsiasi domenica del resto dell’anno. La cosa incuteva una profonda malinconia, perché doveva essere la giornata del festoso attraversamento del Ponte appena restaurato di una moltitudine di visitatori, assai di più di quanto accade regolarmente a Pasquetta e in tutte le altre feste comandate. Per questo, e per evitarne il sovraffollamento, era stato persino disposto il senso unico est-ovest di transito sul monumento.
Bassano non è stata vuota, per la verità, per tutta la giornata. In concomitanza con il taglio del nastro del Ponte e tutto ciò che ne è seguito, e cioè nell’“ora X” dalle 11 a mezzogiorno circa, c’è stata una buona concentrazione di persone lungo il percorso della sfilata degli alpini dal Ponte stesso fino a piazza Libertà. Ma niente di eccezionale, rispetto ad alcuni fine settimana in cui fai fatica a camminare per il centro. Anche perché, con tutte le transenne e i varchi collocati nei punti strategici della città, camminare per il centro era un’impresa ardua.
C’è stata un po’ di folla degna di tale nome (non scrivo assembramento, per non creare problemi) quando in piazza alla fine della fiera sono confluiti i rappresentanti delle 80 sezioni alpine - circa 900 penne nere in tutto, con la sezione di casa A.N.A. Montegrappa a rimpolpare il numero - provenienti dalla sfilata sul Ponte e quando al termine dello sfilamento si è esibita per qualche minuto la fanfara alpina. Ma dopo gli ultimi suoni delle trombe e gli ultimi rulli dei tamburi il pubblico si è sciolto e arrivederci alla prossima. Inaugurazione mordi e fuggi.
Ritornando in redazione dalla celebrazione sul Ponte, sono transitato per piazzotto Montevecchio. Chiuso ermeticamente dalle transenne presidiate che impedivano il passaggio da e in piazza Libertà, a meno che non si fosse provvisti di pass stampa o di qualche altro lasciapassare del genere. Per fortuna che in quel momento, davanti al negozio di Beltrame, c’erano i due ormai noti poliziotti a cavallo, che in qualche modo animavano il paesaggio per chi, dall’altra parte delle transenne, non poteva fare altro che fotografarli col telefonino. La contitolare del Pick Bar, dove mi sono concesso una breve pausa-caffè, mi ha detto che era stata informata dal Comune della chiusura del piazzotto solamente qualche ora prima. Tempismo fantastico.
Sto comunque parlando dell’“ora di punta” della domenica inaugurale, dopo la quale il centro si è progressivamente e inesorabilmente svuotato. Ma le barriere e i varchi sono rimasti fino alla fine, invece di modulare una gestione più sensata e più elastica della situazione. Impossibile togliere i varchi, perché utili soltanto a far arrabbiare la gente, in una città che non ne aveva più bisogno. Per tutta la giornata di domenica, come peraltro anche sabato a partire dalle 14, è stata infatti in vigore un’ordinanza delle autorità di Pubblica Sicurezza e non ci si poteva fare nulla.
E allora la domanda sorge spontanea: dov’erano i 20.000 alpini annunciati da tutta Italia per l’inaugurazione del Ponte, che hanno giustificato uno spiegamento di blocchi e di filtri di tali dimensioni, sulla base di una capienza massima in centro storico stabilita in 25.000 persone?
Sono rimasti lontani da qui, ventimila leghe sotto il Brenta, e non si sa il perché.
Qualcuno dovrà pur dircelo. Ma alpini a parte, dov’era la gente in generale?
Certamente un centro storico blindato, con una inaugurazione impossibile da vedere se non sulle tv locali, con una viabilità modificata ma annunciata in modo fuorviante dal Comune, con la prospettiva poi disattesa di un centro storico impraticabile perché già strapieno di penne nere e con filtri e blocchi che possono dire tutto ai visitatori della città fuorché “benvenuti”, non hanno certamente costituito una combinazione favorevole per invogliare le persone a venire a Bassano del Grappa come nelle altre domeniche normali.
La storica domenica 3 ottobre 2021 è stata una spettacolare parata di stelle selezionate dal cerimoniale e protette dalla Pubblica Sicurezza, ma per tutto il resto è stata un flop.
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