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Questa volta non ho fatto neppure la fatica di trovare il titolo, sempre atteso dai fedeli lettori. Perchè “In_Astr_atto” è il titolo del comunicato stampa con il quale il consiglio direttivo della sezione di Bassano del Grappa dell'associazione Italia Nostra interviene in merito al cedimento e parziale crollo della copertura del Teatro Astra.
Una nota accompagnata da una foto simbolica, scattata da Sara Vidale, che ritrae una ballerina sconsolatamente seduta a testa bassa sui gradini dell'ingresso del Teatro chiuso ormai da ben 12 anni e oggi anche disAstrato.
Foto di Sara Vidale (particolare)
COMUNICATO
IN_ASTR_ATTO: Il teatro crolla per incuria
Sono le 17,39 del 15 Giugno 2021. Un boato scuote la cittadina veneta di Bassano del Grappa: la copertura del Teatro Astra crolla. Chi accorre sul luogo (vigili del fuoco e rappresentanti della proprietà) vede soltanto un grande squarcio sul tetto e tantissime macerie sulle poltrone rosse … pezzi di impalcatura ancora in piedi (!?).
La grave situazione in cui versa il nostro patrimonio culturale, purtroppo, non è una novità. Tutti i monumenti in Italia sono a rischio. Mancanza di manutenzione, ma soprattutto finanziamenti dirottati puntualmente su progetti inutili, su mostre faraoniche all’estero o finalizzati solo a spot mediatici.
Come per le frane e le alluvioni che hanno devastato ampie zone del nostro territorio (dal Veneto alla Calabria), questo disastro annunciato (infiltrazioni sul tetto del teatro riscontrate già nel 2015 e 2016) non era imprevedibile ma è frutto dell’incuria dell’uomo!
Come per difendere il nostro territorio e patrimonio non servono le “grandi opere”, ma della quotidiana, incessante opera di manutenzione, ripristino e contenimento del rischio crolli. Conservare, controllare, conoscere sono azioni inderogabili per una reale “restituzione” di un bene comune (monumentale) alla comunità che lo accoglie (eredità culturale).
Il patrimonio culturale costituisce un insieme di risorse ereditate dal passato, una comunità patrimoniale è costituita da persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici del patrimonio culturale che essi desiderano sostenere e trasmettere alle generazioni future.
Come non ricordare che l’allora presidente della sezione di Italia Nostra promosse nell’inverno 2008 (ma già prima nel 2006 c’erano state le prime iniziative) il “Comitato” (Eugenio Rinaldi, Nino Balestra, Paolo Sartori) per una restituzione alla città del suo TEATRO storico, e che l’allora Amministrazione ne stabiliva la priorità per la città? E la popolare ed entusiastica raccolta firme? Le cronache del tempo riportavano: “Il lavoro che abbiamo svolto ci fa ben sperare sull’esito dell’operazione. Abbiamo cercato di coinvolgere più associazioni possibile, con risultati che ci soddisfano ed entro la fine del mese saremo in grado di presentare il progetto di acquisizione del teatro avviando una sottoscrizione aperta a tutta la cittadinanza”. “Appena acquistato lo stabile - continuava il presidente di Italia Nostra - lo passeremo al Comune, ma a fronte di una convenzione in base alla quale l’ente pubblico si impegna a sostenere gli oneri di restauro”.
E oggi che si fa? Certo, l’emergenza è reale, ma non può essere usata come lasciapassare per giustificare a priori qualunque manomissione, la strada non può essere questa.
Va da se che non si può solamente “rattoppare” la copertura del Teatro Astra, va intrapreso un serio e controllato percorso di Restauro, di Risanamento Conservativo, di Progetto architettonico integrato unitario e di Adeguamento funzionale e di sicurezza per dare finalmente una risposta compiuta e certa alla volontà di una intera comunità che da quasi 15 anni non trova riscontro e soddisfazione.
E per finire ricordiamo che Bassano ha una lunga tradizione teatrale, le cronache del tempo ne contavano ben sette. Le prime rappresentazioni che la storia della città ricordi, si tennero nel 1684 a Palazzo Pretorio fino al 1730 quando venne costruito il Teatro Brocchi detto poi Teatro Vecchio (di quell’edificio rimane ora il nome della stradina che unisce Via Beata Giovanna con il Centro Giovanile). Nel 1800 sorse il Teatro Nuovo, poi Teatro Sociale (il futuro Teatro Astra) e lo si inaugurò nel 1807 con un concerto dell’Accademia Filarmonica per l’onomastico di Napoleone e la visita in città di Giuseppe Casati, prefetto del Tagliamento. La storia di questo edificio narra di spettacoli di grande rilievo e la sua fama fece arrivare in città spettatori da ogni parte del Veneto.
Qualcuno ha scritto “È una sfida possibile: perché la storia, questa lunga e bellissima storia, non si è ancora conclusa”. Storia di un teatro, un teatro nella storia!
LA BELLEZZA NON DEVE SOCCOMBERE.
Italia Nostra
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