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Big Band
Quando passa il treno giusto: l'appello alle piccole e medie imprese del Tavolo di Marketing Territoriale per l'adesione al bando della Regione “Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche”
Pubblicato il 05 mag 2021
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Il Marchio d'Area non ha ancora il marchio, nel senso che manca ancora il timbro con ceralacca del riconoscimento istituzionale. Ma intanto ha il suo nuovo gadget personalizzato: la nuova mascherina anti-droplet con il logo “Territori del Brenta”.
“È lavabile trenta volte”, riferisce Roberto Astuni, uno dei padri fondatori del progetto di marketing territoriale. Se tanto mi dà tanto, alla trentunesima bisogna quindi cambiare mascherina oppure territorio.
Nel frattempo il Tavolo di Marketing Territoriale, a cui siedono i rappresentanti della componente privata degli stakeholders (ebbene sì: questa parola la devo scrivere almeno una volta) del progetto in questione, getta giù la maschera e diffonde urbi et orbi il verbo della grande opportunità che si presenta in riva al Brenta e dintorni. Si tratta del bando della Regione Veneto, finanziato con fondi europei, “Sostegno alla competitività delle imprese nelle destinazioni turistiche, attraverso interventi di qualificazione dell'offerta e innovazione di prodotto/servizio, strategica ed organizzativa”.
I partecipanti alla conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Detto in soldoni, arrivano soldoni a sostegno dei raggruppamenti di imprese che si mettono insieme per perseguire il comune obiettivo di fare in modo che il nostro territorio sia percepito e quindi richiesto come “destinazione turistica” dal mercato del settore.
In una conferenza stampa convocata all'hotel Alla Corte, i quattro moschettieri del Tavolo (in ordine alfabetico di cognome: Roberto Astuni, Giovanni Cinel, Andrea Cunico Jegary ed Emanuel Lancerini) e le due consulenti Angela Favali e Sabrina Santi presentano ai cronisti i presupposti e i contenuti del bando regionale, che io a mia volta voglio riportarvi al netto di sigle, acronimi e formule che in questa sede magnanimamente vi risparmio.
La prima informazione importante da dare è che il bando è rivolto alle PMI (Piccole e Medie Imprese), ma non esclusivamente a quelle appartenenti al settore turistico.
Per aderire all'iniziativa deve formarsi una aggregazione di almeno 15 PMI, di cui almeno 3 ricettive. Ma lo “spazio” è a disposizione anche delle imprese degli altri comparti collegati: artigianato, agroalimentare, cultura, tempo libero.
E questo perché per “destinazione” si intende “un sistema integrato di risorse turistiche e di supporto, di attrattive culturali, storiche, artistiche di un territorio”. La destinazione per essere tale deve pertanto “essere comunicata e riconosciuta come risposta ad una determinata motivazione di viaggio”.
Ma cosa significa, sul piano pratico, aderire al bando regionale?
Vuol dire entrare a far parte di un consorzio di imprese per la realizzazione di interventi sui mercati nazionali e internazionali “gestiti in modo unitario e con una reale e concreta progettualità condivisa”. Lo scopo è quello di favorire la ripresa della domanda turistica verso il “prodotto turistico” Territori del Brenta in coerenza con l'immagine coordinata della Regione Veneto The Land of Venice.
Le spese ammissibili sono tutte quelle necessarie allo sviluppo di servizi e strumenti correlati all'obiettivo come il sito internet di destinazione (che ancora non c'è), materiale promozionale, cartellonistica, comunicazione coordinata eccetera.
L'ipotesi di budget per gli investimenti da effettuare sul territorio ammonta a 600.000 euro.
Di questi, l'80% (pari a 480.000 euro) verrebbero finanziati dalla Regione, i restanti 120.000 verrebbero invece complessivamente investiti dalle imprese aderenti. E in più si è - come dice il saggio - meno si spende a testa. Il bando, come ho già scritto, pone come condizione un'adesione minima di 15 piccole e medie imprese per costituire l'aggregazione da finanziare: in questo momento Territori del Brenta ha ottenuto l'adesione di una ventina di imprese, ma presto si dovrebbe arrivare alla trentina e l'auspicio dichiarato è che la squadra possa essere composta alla fine da una cinquantina di aderenti. C'è tempo fino al 27 maggio per aderire, presentando richiesta all'indirizzo email giovanni.cinel@bonotto.it.
Il progetto prevede una strutturazione del lavoro ben precisa. Il piano del Tavolo di Marketing Territoriale sarà condiviso con il direttivo del Marchio d'Area che comprende anche la parte pubblica, ma sul piano operativo l'iniziativa riguarda esclusivamente i privati.
La governance (anche questa è una parola immancabile quando scrivo di queste cose) per la gestione delle attività correlate al bando sarà composta da cinque figure: i quattro esponenti del Tavolo (Astuni, Cinel, Cunico, Lancerini) e un imprenditore delegato in rappresentanza delle imprese aderenti. Dello staff tecnico faranno invece parte Andrea Cunico Jegary per la strategia e le due consulenti Favali e Santi. I servizi saranno gestiti da Across, ente accreditato presso la Regione Veneto mentre l'ente capofila sarà il Consorzio Turistico Pedemontana e Colli. Le attività di “destinazione” si rapporteranno a loro volta con l'OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione) Terre Vicentine e con la Regione Veneto. Come dire: un lavoro di gruppo. Anzi: di gruppone.
“Una destinazione è forte - afferma Giovanni Cinel, che per lavoro cura il Sales&Marketing di Bonotto Hotels - nel momento in cui ha una partecipazione di tanti attori, di tanti protagonisti.” Ovvero: per il bando c'è bisogno di una Big Band.
Territori del Brenta non è ancora dunque un Marchio d'Area ufficiale, ma l'adesione al bando regionale può trasformarlo in un Marchio d'Area praticamente di fatto.
Il concetto, come spiega Angela Favali, è quello del “marchio ombrello”: un marchio collettivo che raccoglie una molteplicità di aziende dei settori cultura, artigianato, turismo, agroalimentare eccetera. È quel “mix” che costituisce l'identità del territorio “che non è delocalizzabile”. Il mercato a cui punta la costituenda aggregazione di imprese è quello del turismo sostenibile e della mobilità dolce, per il quale le caratteristiche del nostro territorio sembrano fatte apposta. Il primo obiettivo delle azioni previste è quello di aumentare la competitività dei prodotti: “abbiamo già un'offerta di servizi, ma il territorio non è organizzato sotto un'unica modalità e con un'unica comunicazione.”
Ma c'è anche e soprattutto da conquistare un'altra cosa: la reputazione. Una considerazione presso il mercato turistico “che oggi è scarsamente visibile nello scenario europeo e mondiale”. “Nella mente del turista non esistiamo come destinazione”, dichiara senza giri di parole la Favali. Le fa eco la collega Sabrina Santi: “Io sono un tour operator e ricordo la frustrazione andando alle fiere all'estero.” Fiere nelle quali la Toscana e la Puglia si vendevano come noccioline mentre il Veneto restava sempre nelle posizioni di rincalzo. “Quelle volte che riuscivamo a vendere il Veneto è sempre stata una gran sorpresa per i turisti. Ma comunicarlo prima è sempre un difficoltà.”
Ma ora bando alle lamentele: perchè c'è il bando.
“Il senso di questo bando - dichiara testualmente Sabrina Santi - è cogliere l'opportunità di avere una montagna di soldi per fare iniziative collettive.” “L'obiettivo è il business - rimarca Giovanni Cinel con senso pratico -. Una destinazione si deve vendere e per venderla bisogna indirizzare le risorse sulla costruzione dell'immaginario.”
Il turista, cioè, deve “immaginare” il nostro territorio prima ancora di sceglierlo come destinazione. Servono quindi - in modo omogeneo, unitario e coordinato - comunicazione e narrazione, per dare un'attraente identità ai prodotti offerti e uscire dal limbo, come afferma Cunico Jegary citando il titolo di un mio vecchio articolo su Bassanonet, dei Territori del Boh. Vanno inoltre attentamente considerate le nuove tendenze del turismo nel Veneto, che nel 2019 ovvero prima del Covid hanno premiato i tre “tematismi” della montagna, delle città d'arte e delle colline che sono tutti compresi nel pacchetto dell'offerta di TdB.
“Una congiunzione astrale”, commentano i moschettieri del Tavolo.
Morale della favola: alla stazione FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) dei Territori del Brenta sta per passare un treno su cui bisogna salire al volo per non perdere la coincidenza col resto del mondo. Sembra proprio essere l'occasione perfetta: piovono soldi e c'è persino il marchio ombrello.
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