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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
O così o Mavì
Dopo le “pagelle” alla giunta comunale e le polemiche sulle case di riposo nell'emergenza Covid, comunicato dell'assessore bassanese al Sociale Mavì Zanata
Pubblicato il 01-06-2020
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O così o Mavì. Riceviamo oggi in redazione un comunicato stampa dell'assessore al Sociale del Comune di Bassano del Grappa Mavì Zanata. La qual cosa, in sé, costituisce già una novità. La dottoressa Zanata, di professione medico, eletta tra le file della Lega, fino ad oggi è stato infatti l'assessore mediaticamente più silente dell'amministrazione Pavan.
Questa volta però ha rotto il ghiaccio, spinta a farlo dalle “pagelle” avversarie (delle minoranze di centrosinistra) sulla giunta comunale e dai “giudizi” alleati (del capogruppo della Lega in Regione Nicola Finco) in occasione dell'anniversario del primo anno di mandato dell'amministrazione bassanese a trazione leghista. Ma anche in risposta, soprattutto, alle polemiche insorte sulla gestione amministrativa della questione case di riposo nella “fase 1” dell'emergenza Covid-19. “Pagelle” e polemiche che l'hanno presa particolarmente di mira.
Da qui il suo comunicato diffuso questa mattina agli organi di informazione, che pubblichiamo di seguito:
L'assessore Mavì Zanata (al centro della foto con la maglia a righe) con lo staff dei Servizi Sociali del Comune di Bassano
COMUNICATO
In qualità di medico prima ancora che di assessore, avendo lavorato per più di vent'anni in tutte le case di riposo del Bassanese, posso dire di ben conoscerne le criticità e le qualità, tanto che, io stessa, potrei fare delle pagelle. Ma è inutile dare voti, non siamo in classe.
Sin dal nostro insediamento nella casa comunale ho riferito le problematiche legate all’Isacc, criticità peraltro già esistenti da anni e per nulla nuove, emerse con l'emergenza Covid-19. Tengo comunque a precisare che il Cda è un ente autonomo nelle sue scelte.
Ritengo che al giorno d'oggi una RSA debba essere considerata una lungodegenza oppure, ancora meglio, una geriatria, ed essere pertanto organizzata come tale.
Guardiamo l’Isacc: 434 ospiti di cui 410 non autosufficienti. Appare persino scontato che per garantire qualità e servizi agli ospiti, non si possa che organizzare la struttura residenziale come un reparto ospedaliero. A mio modo di vedere in tutte le case di riposo può risultare utile se non addirittura necessaria la presenza di un direttore sanitario con competenze specifiche in materia di assistenza (ad esempio in possesso di una laurea specialistica in professioni sanitarie dove per 5 anni si studiano e si approfondiscono tutti i temi legati all'assistenza e alle necessità dei pazienti, l'organizzazione dei reparti, il rapporto col personale etc). Un direttore amministrativo, per quanto bravo possa essere, per quanto possa adeguarsi alle linee guida in materia, non sarà mai in grado di seguire efficientemente tutto l'aspetto sanitario.
Pertanto ritengo sia di primaria importanza la nomina di un direttore sanitario in tutte le RSA.
Rispetto ai dati raccolti nelle diverse case di riposo, contestati in Commissione, sottolineo che, ahimè, gli stessi sono giunti in ritardo e incompleti. Ciò ha reso impossibile dare una comunicazione efficace, a meno che non la si volesse rendere inveritiera. I miei uffici hanno fatto davvero il possibile.
Ci tengo in questa sede a precisare il grande lavoro svolto dal mio assessorato in questo primo anno di mandato e soprattutto in questi mesi di piena emergenza Covid-19.
Checché se ne dica, la macchina comunale ha lavorato e ha prodotto. Sono stati avviati diversi progetti colti ed apprezzati da tutta la cittadinanza. Si pensi ad esempio ai buoni spesa erogati a tutti coloro che ne facessero richiesta (nel possesso dei requisiti previsti). Sono giunte 668 domande di cui ben 358 protocollate da famiglie che mai avevano chiesto aiuto al Comune.
Abbiamo destinato due alloggi ad uso isolamento fiduciario, per chi non avesse la possibilità di stare al proprio domicilio.
Abbiamo potenziato i servizi resi da casa S. Francesco, garantendo l'apertura diurna.
Non abbiamo dimenticato gli anziani: con i progetti “Bassano c'è” e “facciamoci compagnia”, abbiamo assicurato loro una presenza e una sorveglianza costante.
Abbiamo avviato il progetto “Punto d'ascolto” che ha visto una psicologa rispondere alle ansie e alle incertezze dei cittadini, il SAD e i pasti per gli anziani che non hanno potuto più frequentare i centri diurni chiusi, l'educativa domiciliare per aiutare i bambini in difficoltà a svolgere i compiti a domicilio.
Siamo stati sempre presenti per rispondere a tutte le richieste, nel rispetto delle normative vigenti, le quali hanno posticipato la realizzazione di nuovi progetti già presentati in Commissione i giorni scorsi: “Genitori si diventa”, “Il cerchio delle neomamme”, “Kit per neonati”, “Prendersi cura di chi si prende cura” e “Facciamoci compagnia e una comunità solidale”. Inoltre ho elaborato un progetto sperimentale coi quartieri sui centri estivi.
Sto seguendo tutti i progetti della conferenza dei sindaci di cui Bassano è capofila e ho in serbo tantissime altre novità che proporrò appena l'emergenza lo permetterà. Ci sono delle priorità che non posso attendere.
Tutto questo per sommi capi e non tediare. Molto altro ci sarebbe da dire.
Scusate se sembra poco.
Mavì Zanata
Assessore al Sociale
Comune di Bassano del Grappa
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