Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 16-01-2020 21:51
in Attualità | Visto 4.294 volte
 

Tanto per fraintenderci

A proposito del “fraintendimento” che, secondo il sindaco Elena Pavan, sarebbe stato alla base dell'errata comunicazione sul suo ruolo in seno all'ANCI

Tanto per fraintenderci

Fonte immagine: Facebook/Elena Pavan

Ritorno oggi, a freddo, sulla questione ANCI-sindaco Pavan.
Che la situazione non fosse quella raccontata sin dallo scorso novembre dal primo cittadino, lo aveva per prima evidenziato un'emittente televisiva locale (Reteveneta) e successivamente anche il vostro umile cronista che, di fronte a una contraddizione così palese, ha ritenuto di approfondire il discorso. Lo scorso 13 gennaio avevo pubblicato l'articolo intitolato “Sì, ANCI no”, nel quale, dopo aver contattato la sede nazionale ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) a Roma, davo conferma di come stavano realmente le cose: il sindaco di Bassano del Grappa non fa parte del Direttivo nazionale ANCI, ma dell'assai più ampio Consiglio nazionale della medesima associazione.
È solo dopo la segnalazione di Bassanonet che il sindaco Pavan, il giorno successivo, ha trasmesso alle redazioni il comunicato stampa di rettifica nel quale ha ammesso che lei è tra i componenti del Consiglio ANCI e non del Direttivo, come da lei sostenuto fino al giorno prima. “Non fa parte di me millantare titoli e crediti che non ho - ha dichiarato Pavan nel comunicato -. Per un fraintendimento è stato utilizzato il termine Direttivo anziché Consiglio. Ho già dato mandato agli uffici di correggere questo termine errato e sostituirlo con la dicitura corretta.” “Spiace per le polemiche politiche degli ultimi giorni scaturite da un errore di forma più che di sostanza - ha aggiunto il sindaco di Bassano nella breve nota -. Spiace perché, come detto, la sostanza è che con la mia presenza in ANCI, Bassano siede ad uno dei tavoli più importanti a livello nazionale per le tematiche che riguardano i Comuni e questo non può che essere un vanto per la città.”
Le stesse argomentazioni sono state ribadite in un messaggio video che la Pavan ha pubblicato sempre il 14 gennaio sulla sua pagina Facebook. “Quella polemica sterile che è montata negli ultimi giorni - afferma il sindaco nel video - ci fa perdere di vista la sostanza delle cose. La sostanza è che Bassano siede a uno dei tavoli più importanti a livello nazionale di lavoro ed è un momento di prestigio della nostra città.” Rimarcando ancora una volta, nell'occasione, che tutto è accaduto “per colpa di un fraintendimento”.
Ma è a questo punto che sgorga spontanea la domanda: “fraintendimento” da parte di chi? Da parte di lei medesima? Oppure da parte dell'ANCI, che in occasione dell'assemblea nazionale di Arezzo dello scorso 19 novembre - nella quale il sindaco di Bassano è stato eletto in Consiglio nazionale assieme ad altri 464 (quattrocentosessantaquattro) pubblici amministratori di tutta Italia - non le ha spiegato bene chi e che cosa si stava votando?
O ancora da parte degli uffici comunali di Bassano, che dovrebbero essere composti da funzionari esperti in materia amministrativa, tanto da essere chiamati gli “uffici competenti”? Escludendo ovviamente l'ANCI, perché un sindaco dovrebbe sapere bene che l'assemblea nazionale elegge per statuto il Consiglio nazionale (e non il Direttivo), i sospetti portatori di fraintendimento restano due: il sindaco stesso oppure gli uffici competenti.
La qual cosa costituisce un serio deficit di competenza in materia, perché la conoscenza di come funziona l'ANCI dovrebbe essere già compresa nel kit del bravo amministratore pubblico, anche se alla sua prima esperienza, o del bravo funzionario pubblico.

Ritorno oggi a scrivere di queste cose perché il vero cuore del problema è un altro.
La “polemica sterile che è montata negli ultimi giorni” non ha riguardato infatti il “fraintendimento” del ruolo del sindaco Pavan all'interno dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, ma il fatto di come questo ruolo “frainteso” abbia costituito la formale motivazione, validata dal dirigente comunale, dell'improvvisa assunzione nello staff di segreteria del sindaco, a oltre 41.000 euro annui di stipendio, dell'ex sindaco leghista di Pozzoleone Giada Scuccato. L'ho già scritto più volte, ma vale la pena ripeterlo: la Scuccato è stata assunta dal Comune di Bassano a tempo determinato, per il tramite di un'agenzia di lavoro interinale, per “esigenze eccezionali, per quanto attiene al ruolo del sindaco all’interno del Direttivo nazionale ANCI, che rendono necessario, al fine di garantire l'attività ordinaria del servizio, il ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato”. Così, testualmente, scrive la determinazione dirigenziale di incarico.
Ora, come da mandato del sindaco Pavan, gli uffici correggeranno “questo termine errato” e lo sostituiranno “con la dicitura corretta”. Dovrà quindi essere emessa una nuova determina del dirigente, nella quale la parola “Direttivo” sarà sostituita con la parola “Consiglio”. Ma siccome il Consiglio nazionale ANCI viene convocato “almeno una volta all'anno” (statuto ANCI), più altre riunioni convocate a distanza di qualche mese l'una dall'altra (una si è tenuta proprio oggi nelle sale del Complesso Monumentale Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, con la partecipazione della consigliera Pavan), quali “esigenze eccezionali” potranno mai giustificare l'assunzione della nuova segretaria a tempo pieno, peraltro in quota Lega, il cui incarico con la qualifica di “istruttore direttivo amministrativo” poggia anche “su esigenze temporanee, connesse alle funzioni collegate alla figura del sindaco in carica”?
Altro che “polemica sterile”. Qui si tratta, una volta per tutte, di segnalare un caso di utilizzo discutibile, per le premesse di cui sopra, dei soldi dei cittadini.
E poniamo anche il caso che l'assunzione di una “supersegretaria”, in aggiunta a quella già esistente, si sia resa realmente necessaria per l'oberante carico di incombenze nell'agenda del sindaco-consigliere ANCI. Perché farlo con la scorciatoia della “somministrazione di lavoro” tramite agenzia interinale e non invece con un regolare bando di selezione pubblica, come avviene per questo tipo di figure amministrative?
E perché poi affidare un tale ruolo-chiave nello staff di segreteria a una persona senza una reale e dimostrata esperienza nel ruolo affidatole? Anche nel caso dell'ex sindaco Scuccato - come quello di altre figure pubbliche di cui mi sto occupando in questi giorni - le mie argomentazioni non hanno nulla di personale. Ci mancherebbe. È solo un oggettivo riscontro giornalistico della verità sostanziale dei fatti.

La dottoressa Giada Scuccato, laureata in Giurisprudenza, non più sindaco di Pozzoleone dal maggio dello scorso anno dopo l'elezione del nuovo sindaco Edoardo Tomasetto, negli ultimi due anni ha partecipato a vari concorsi per un posto nella Pubblica Amministrazione più o meno analogo a quello che sta occupando da questo mese di gennaio, e terrà occupato fino al 31 dicembre (ma l'accordo con l'agenzia interinale è rinnovabile) in Comune a Bassano. Nel 2019 il nome “Scuccato Giada” compare negli elenchi dei candidati ammessi a concorrere al concorso pubblico per un posto di “Istruttore protocollista addetto anche all'archivio” del Comune di Albignasego (PD); alla selezione pubblica per un posto di “Specialista amministrativo - Indirizzo audit” dell'Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura); all'avviso pubblico per 3 posti di “Collaboratore amministrativo professionale” dell'Azienda Ulss 6 Euganea di Padova; al concorso pubblico per un posto di “Istruttore direttivo amministrativo” del Comune di Bolzano Vicentino; al bando di concorso pubblico per la copertura di un posto di “Istruttore amministrativo” del Comune di Cassola. E ancora, nel 2018, al concorso pubblico per la copertura di 2 posti di “Istruttore direttivo amministrativo” per l'Area 2 “Servizi alla persona, Operaestate e Spettacolo - Servizi demografici” del Comune di Bassano del Grappa e al concorso pubblico per l'assunzione di un “Collaboratore amministrativo professionale” dell'Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana di Treviso. Questo, almeno, per quanto riguarda i concorsi pubblici di mia diretta conoscenza. Nulla di trascendentale: diciamo che, come tutte le persone in cerca di occupazione, l'ex sindaco di Pozzoleone si è data da fare.
Ma solo grazie all'elezione del sindaco Pavan nel Direttivo, pardon nel Consiglio dell'ANCI si è trovata catapultata, e per via direttissima, al tavolo di segreteria della stanza dei bottoni dell'amministrazione leghista (perché è la Lega che comanda) di Bassano del Grappa. Alziamo dunque i calici: il nostro sindaco, assieme ad altri 464 colleghi dell'intero Stivale, siede “ad uno dei tavoli più importanti a livello nazionale per le tematiche che riguardano i Comuni” e qui a Bassano c'è chi è stato assunto a oltre 41.000 euro annui per gestire le “esigenze eccezionali” connesse a tale ruolo. Non lo dico per fare demagogia.
Lo dico così, tanto per fraintenderci.