Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 03-07-2017 17:40
in Attualità | Visto 1.618 volte

La Sagra Alleanza

Patto tra Confcommercio e Conferenza dei Sindaci: pronto un documento, da far approvare ai singoli Comuni, sulle linee guida per lo svolgimento di manifestazioni temporanee con somministrazione di alimenti e bevande

La Sagra Alleanza

La conferenza stampa in municipio a Bassano (foto Alessandro Tich)

Sagre, feste paesane e di quartiere, feste della birra e fiere, celebrazioni patronali e manifestazioni di vario tipo ma anche comunioni e matrimoni: sono numerose, nel nostro territorio, le occasioni in cui la cosiddetta “ristorazione temporanea” si dà ai fornelli e alla somministrazione al pubblico di cibo e bevande. Un tentacolare “ristorante diffuso” composto da Pro Loco, associazioni, gruppi, Alpini e altre associazioni di militari in congedo, comitati parrocchiali e via dicendo che il più delle volte traggono il sostentamento per la propria attività proprio dagli incassi dei menù preparati e somministrati per l'occasione. Senza tuttavia sottostare a tutti gli obblighi normativi, amministrativi e tributari che regolano l'attività dei ristoratori di professione.
La cosiddetta “concorrenza sleale” di sagre, feste & C. nei confronti della ristorazione istituzionale è un vecchio pallino di Confcommercio Bassano, che a più riprese ha denunciato negli anni il carattere di abusivismo se non di tutte, comunque di molte manifestazioni locali la cui attività principale, di fatto, è il dare da mangiare e da bere. Un'azione di pressing da parte dell'associazione mandamentale di categoria che oggi ha partorito un primo risultato.
Si tratta del documento sulle “Linee guida comunali per lo svolgimento delle manifestazioni temporanee con somministrazione di alimenti e bevande”, presentato in conferenza stampa in municipio dal sindaco e presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss Riccardo Poletto e dal presidente mandamentale di Confcommercio Bassano Paolo Lunardi. Assieme a loro c'è anche il sindaco di Pove del Grappa Orio Mocellin, in rappresentanza del gruppo di primi cittadini che nell'ambito della stessa Conferenza dei Sindaci si sono impegnati a prendere in carico la questione.
Presente anche il direttore dell'Ascom mandamentale Riccardo Celleghin, a disposizione per le spiegazioni di natura tecnica.
“Il nostro obiettivo - spiega il sindaco Poletto - è quello di scongiurare l'attività di concorrenza sleale nei confronti di chi di ristorazione ci vive. Non si tratta di un regolamento in senso stretto ma, su proposta di Confcommercio, di alcune linee guida per regolare il fenomeno che dovranno essere sottoposte all'approvazione in giunta da parte dei Comuni che intenderanno farlo.”
“Quello che chiediamo è il rispetto dei ruoli istituzionali e degli statuti - aggiunge il sindaco di Pove Mocellin -. Anche le associazioni non devono esagerare per fare cassa.”
“È un patto che viene da lontano, da più di un anno fa - spiega il presidente mandamentale di Confcommercio Lunardi -. Su istanza dei ristoratori, abbiamo preparato una bozza di linee guida e abbiamo fatto il giro dei Comuni. È stata interessante la risposta di tutti i sindaci che però hanno evidenziato l'esigenza di prendere una decisione in collegialità. Da qui il coinvolgimento della Conferenza dei Sindaci.”
“Ci siamo rivolti anche alla Regione che a febbraio ci ha inviato un documento di linee guida da applicare - continua il presidente di categoria -. Questi sono anni difficili, i ristoratori non chiudono più un occhio, come una volta, sulla ristorazione abusiva, fatta senza i canoni specifici dei normali adempimenti burocratici.” “Ad esempio molte associazioni sportive - prosegue Lunardi - raccolgono i fondi necessari alla propria attività tramite la ristorazione. Anche loro però devono attenersi alle tempistiche e alle norme comunali.”
Il documento di linee guida per le manifestazioni temporanee, riveduto e anche un po' “smussato” in sede di Conferenza dei Sindaci rispetto al testo originale, sarà ora sottoposto all'attenzione delle singole giunte comunali. In caso di approvazione, tutte le manifestazioni temporanee pubbliche che si svolgeranno nel territorio del Comune in questione - ma anche feste private e in generale “altre riunioni straordinarie di persone” con attività di ristorazione - dovranno attenersi alle nuove disposizioni.
Ma cosa prescrivono, in sintesi, le nuove linee guida?
Come spiega il direttore Celleghin, il documento fa innanzitutto distinzione tra le attività temporanee organizzate “da imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e in possesso di Partita Iva”, per le quali si tratta di lavoro e quindi non di “concorrenza sleale” nel settore, e quelle messe in piedi da tutti gli altri soggetti la cui ragione sociale è di tutt'altro tipo: Associazioni Pro Loco, di promozione sociale, culturali e sportive; altre associazioni di volontariato e di solidarietà sociale; Onlus, Consigli di Quartiere, Sindacati, Partiti politici e Associazioni di categoria; Parrocchie e Comitati parrocchiali.
La prima importante novità riguarda la tempistica: gli organizzatori di manifestazioni temporanee con somministrazione di alimenti e bevande dovranno inviare istanza per lo svolgimento delle manifestazioni in questione entro il 15 novembre di ogni anno, per l'anno successivo. In questo modo l'Amministrazione comunale, entro il 30 novembre, redigerà e approverà un “Calendario Unico delle Manifestazioni”, che potrà essere in seguito integrato o modificato, sulla base di successive istanze, solo previo parere delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei Pubblici Esercizi.
Scopo della nuova tempistica, quella di fare ordine con opportuno anticipo su un calendario di eventi altrimenti difficile da gestire e da monitorare, evitando inserimenti o sovrapposizioni dell'ultimo minuto.
In più, ai soggetti organizzatori “non impresa e non partita Iva” non sarà consentito lo svolgimento di manifestazioni “nelle quali sia presente unicamente ed esclusivamente l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, che dovrà sempre risultare accessoria o abbinata ad altra manifestazione di carattere promozionale, culturale, sportivo o di promozione sociale”.
Un altro giro di vite riguarda il numero di giorni in cui la voce “mangia e bevi” potrà essere inserita all'interno delle manifestazioni. Si dispone infatti - sempre per le Pro Loco, associazioni, gruppi, parrocchie eccetera - che la durata dell'attività di somministrazione in occasione delle manifestazioni temporanee è articolata “in massimo 5 giorni di svolgimento in un arco temporale di 10 giorni” e “in massimo 7 giorni in un arco temporale di 10 giorni, nel caso di Feste Patronali o di quartiere e/o frazione patrocinate dal Comune (una all'anno)”. Il resto delle linee guida interessa gli aspetti più tecnici dell'organizzazione: limiti alla somministrazione di bevande alcoliche, notifiche igienico-sanitarie e amministrative e quant'altro.
“Non vogliamo imbrigliare la vitalità dell'associazionismo, ma evitare gli abusi”, precisa il sindaco di Bassano Poletto, trovando pienamente concorde il presidente di categoria Lunardi. Sono le parole della Sagra Alleanza: Confcommercio Bassano da una parte, e i Comuni che aderiranno dall'altra, imbarcati sulla stessa rotta per cercare di limitare certe forme di “ristorazione furba” che, a loro dire, da troppo tempo bollono in pentola.

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