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Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

L'investiTura

Il Ponte di Bassano è Monumento Nazionale. Esulta la Lega, col deputato Germano Racchella primo firmatario della proposta di legge. Ma sulla paternità del prestigioso riconoscimento sgomita anche il PD

Pubblicato il 25-06-2019
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Per il momento è ancora un cantiere, transennato, in parte liberato dalla tura che continua tuttavia a dividere le acque del Brenta e completato nella parte bassa per la metà.
Nelle fondamenta ha anche un'anima in acciaio inox rivestita di legno, con le punte delle banchine delle due stilate ricostruite che rimangono in ammollo sotto il livello del Brenta e i pali degli scivoli dei nuovi rostri delle medesime scoloriti alle estremità.
Ma intanto il Ponte di Bassano è Monumento Nazionale.

Foto Alessandro Tich

L'investiTura ufficiale è avvenuta dopo l'approvazione da parte dei due rami del Parlamento della relativa proposta di legge di cui è primo firmatario il deputato bassanese della Lega Germano Racchella. Oggi infatti la Commissione Istruzione del Senato ha approvato il disegno di legge in via definitiva dopo che lo stesso provvedimento era stato già approvato dalla Camera. Da Montecitorio, la pdl (proposta di legge) era stato assegnato alla Commissione di Palazzo Madama in sede deliberante. Ciò significa che l'approvazione in Senato conferisce alla pdl il valore di legge senza passare al vaglio dell'Aula.
“Non posso che esprimere grandissima soddisfazione per il via libera definitivo anche da Palazzo Madama grazie al quale, dopo tanto lavoro, l’emblema della città di Bassano viene consacrato a Monumento Nazionale vero e proprio - dichiara l'on. Racchella -. Il Ponte di legno, patrimonio architettonico, è il simbolo di tutti gli Alpini d’Italia, dedicato alla memoria delle centinaia di migliaia di soldati che, durante la Prima Guerra Mondiale, lo attraversavano per salire sull'Altopiano dei Sette Comuni. Ringrazio la Lega per aver accolto la mia pdl che rispecchia il desiderio non solo dei bassanesi ma anche di molti veneti.”
Ma se la storica investiTura ha un suo padrino politico, non può mancare anche la madrina. Ed è la senatrice del Partito Democratico Daniela Sbrollini, che si è prodigata nel portare avanti il progetto in Senato. Al punto da suscitare un “confronto” a distanza col collega leghista Racchella sulla paternità dell'annunciato successo istituzionale.
La qual cosa venerdì scorso, dopo la prima approvazione alla Camera, aveva portato il sindaco leghista di Bassano del Grappa Elena Pavan a ringraziare “tutte le persone che a vario titolo si sono prodigate per ottenere questo importante risultato, in particolare l’Onorevole Germano Racchella che ha coltivato con grande attenzione tutti i passaggi che la procedura prevede”.
“È andata come previsto - commenta, dal canto suo, la sen. Sbrollini -. La proposta di legge, che già nella passata legislatura con Crimì e Filippin avevamo con poca fortuna portato avanti, oggi è legge.” Sbrollini, secondo la quale il risultato “non era scontato”, dichiara ancora: “Al di là delle scaramucce credo che Bassano debba essere soddisfatta.”
Nell'occasione riemerge dall'oblio il Comitato “Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale”, col suo presidente pro tempore Luca Maria Chenet, che in una nota stampa ricorda come il Comitato abbia portato avanti questo progetto dal 2014 e ringrazia a pari merito l'on. Racchella e la sen. Sbrollini “per essere riusciti a completare l'intero percorso “netto” senza penalità”. Ma la gratitudine viene espressa in particolare per Germano Racchella, come scrive il referente del Comitato, “perché fu l'unico a rispondere alla nostra lettera che inviammo ad inizio 2018 a tutti i politici veneti candidati alle elezioni politiche del 4 marzo 2018”. Chenet, nel comunicato, sottolinea che il riconoscimento del Ponte come Monumento Nazionale significa che lo Stato italiano lo ha classificato come “rilevante per le proprie caratteristiche storiche e simbolo di riferimento per la comunità nazionale”.
L'ultima annotazione, infine, è prettamente linguistica. Ma non solo.
La proposta di legge dell'onorevole Germano Racchella ha riguardato il riconoscimento del “Ponte Vecchio di Bassano come Monumento Nazionale”.
Oggi l'agenzia ANSA ha scritto: “Il ponte sul Brenta in Bassano del Grappa, nella provincia di Vicenza, detto Ponte Vecchio di Bassano, è dichiarato monumento nazionale.”
Lo stesso Comitato oggi presieduto da Chenet si chiama Comitato “Ponte Vecchio di Bassano Monumento Nazionale”, mentre alle origini, ai tempi dell'allora presidente Roberto Astuni, si chiamava Comitato “Ponte degli Alpini Monumento Nazionale”.
Il Ponte degli Alpini che fine ha fatto?

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