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L'impronta digitale
Focus sulla digitalizzazione dei disegni di Antonio Canova e del bozzetto delle Tre Grazie al Museo Civico di Bassano. Ovvero sulla sezione “extra polemiche” del progetto “L'Atelier di Canova”
Pubblicato il 12 nov 2017
Visto 4.279 volte
Il massimo del digitale? Sono le impronte dei polpastrelli di Antonio Canova, di fatto difficilmente visibili a occhio nudo, rilevate dalla scansione in 3D ad altissima risoluzione del bozzetto in terracotta delle Tre Grazie conservato e esposto al Museo Civico di Bassano (si veda la foto pubblicata sopra). Stiamo parlando dei primi risultati del progetto “L'Atelier di Canova”, step iniziale della collaborazione siglata dai Musei Civici e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Bassano del Grappa con Factum Arte, la più importante azienda di mediazione digitale di opere d'arte al mondo.
L'operazione si propone di utilizzare le tecnologie digitali di ultima generazione per la conservazione e la divulgazione del patrimonio artistico e culturale di Antonio Canova custodito in Museo. Che non riguarda solo i gessi e i monocromi già esposti nella Sala Canoviana, ma anche - tra le altre cose - un corpus di quasi 2000 disegni donati al Museo bassanese dal fratellastro dell'artista, Giovanni Battista Sartori Canova.
Dei quali sarà realizzata una “replica esatta” altrimenti non possibile da esporre in pubblico, per esigenze di conservazione, se non per limitati periodi di tempo.
Modello 3D del bozzetto delle Tre Grazie di Antonio Canova (particolare). © Musei Civici di Bassano del Grappa
Con l'occasione il team di Factum Arte, con le competenze e le strumentazioni di Factum Foundation, ha analizzato e registrato appunto anche il delicatissimo bozzetto delle Tre Grazie, attraverso la tecnica fotogrammetrica e con avanzati scanner a luce bianca, per realizzarne - dapprima virtualmente e in seguito materialmente - un facsimile che consenta il prestito e lo studio agevolato.
Ma anche una replica esatta del bozzetto che potrà essere toccata dai visitatori non vedenti, nell'ambito di un altro progetto che riguarda l'accessibilità del Museo per le persone cieche o ipovedenti.
Si tratta della sezione del progetto, per così dire, “extra polemiche”: al netto cioè dei possibili sviluppi futuri, ipotizzati dall'assessore Giovanni Cunico in commissione consiliare, di cui mi sono già ampiamente occupato negli articoli precedenti.
E proprio grazie all'assessore Cunico ho l'opportunità di accedere al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, visitabile solo su appuntamento, collocato in un recondito meandro al piano terra del Museo Civico.
Qui sono conservati, al buio dei cassetti, i quasi 2000 disegni di Canova raccolti in dieci album tematici (Studi di donne a lapis; Studi di statue antiche; Studi di pieghe di uomini; Studi di pieghe di donne; Accademie originali a penna del nudo virile; Accademie ombreggiate; Studi di nudo a penna; Studi originali di Canova fatti appresso a statue e altre opere antiche di Roma; Studi diversi per opere realizzate e Ricordi di viaggio), più otto taccuini contenenti schizzi e disegni più rapidi.
L'ultima pagina di ciascuna raccolta reca un'iscrizione autografa di Giovanni Battista Sartori Canova che, con tanto di sigillo con ceralacca, attesta la donazione dell'inestimabile materiale al Museo Civico di Bassano.
È l'ABC dell'arte canoviana della scultura, alla continua ricerca delle forme e delle proporzioni classiche a partire proprio dai disegni, dove i tratti di matita o di penna e l'uso del chiaroscuro rendono già “plastici” i motivi raffigurati. In via eccezionale, alcuni album vengono mostrati dall'addetto al Gabinetto dei disegni, con estrema delicatezza e con i guanti in mano, al vostro cronista. L'impatto è emozionante: vedere in diretta solo alcuni esempi di un simile patrimonio, ai più sconosciuto, è una sensazione mista fra orgoglio (nello scoprire le cose che abbiamo a Bassano) e stupore.
Ma l'obiettivo de “L'Atelier di Canova” è appunto quello di far uscire le opere grafiche di Canova dall'oscurità della conservazione, per renderle fruibili a tutti attraverso un loro clone digitalizzato. L'intera collezione dei disegni è stata scansionata tridimensionalmente dagli specialisti di Factum Arte, con velocità 2.0, in soli tre giorni tra il 7 e il 9 novembre scorsi. Saranno quindi realizzati i facsimile di due album di disegni che diventeranno finalmente esponibili nel salone canoviano ampliando il percorso espositivo permanente del Museo Civico.
“Abbiamo scelto due album, quello delle posizioni femminili e quello delle proporzioni maschili - ci spiega la direttrice dei Musei Civici Chiara Casarin -. I disegni sono stati scansionati in 3D, al buio completo e con un sistema non invasivo di flash a intermittenza. I due album saranno riprodotti in 3D, identici agli originali anche nella profondità di incisione della matita e nel tipo di carta, per essere esposti al pubblico. La possibilità di ampliare la collezione permanente nelle sale aperte al pubblico attraverso la digitalizzazione e l’utilizzo dei più innovativi strumenti, ci consente di “aprire” finalmente le porte dell’atelier di Antonio Canova non solo agli studiosi della materia ma anche ai visitatori del Museo.”
“Di ciascuno dei due album sarà realizzata una tiratura di cinque copie - anticipa la dott.ssa Casarin -. Una resterà al Museo Civico, le altre quattro potranno essere acquistate dalle principali istituzioni internazionali che espongono opere di Canova. Si tratta di un'operazione di straordinaria potenza dal punto di vista divulgativo.”
“Il ruolo dei progetti deve essere prima scientifico, e poi in grado di emozionare il pubblico - continua la direttrice -. Questo è un progetto dall'altissimo risvolto scientifico. Per prima cosa noi abbiamo il dovere imprescindibile di garantire la tutela e la conservazione del patrimonio del Museo. Un archivio digitale delle opere di Canova era necessario. La procedura è prevista dal Codice dei Beni Culturali, che impone due condizioni: le metodologie devono essere non invasive e più aggiornate possibili.”
D'ora in avanti, quindi, il patrimonio di Antonio Canova conservato a Bassano avrà la sua impronta digitale: e non ci riferiamo solo al polpastrello immortalato sul bozzetto delle Tre Grazie. “Si tratta di un’operazione - dichiara l'assessore Giovanni Cunico - che proietta il Museo Civico di Bassano nel futuro, un primo passo per l'evoluzione di un'istituzione storica grazie a strumenti assolutamente innovativi.”
Con l'occasione, la direttrice Casarin sottolinea la sinergia in atto con il Museo Gipsoteca Canova di Possagno a seguito della visita compiuta lo scorso aprile ad entrambe le istituzioni dal fondatore di Factum Arte Adam Lowe.
“Bassano e Possagno - afferma - possono diventare un unico polo di attrattività su Canova, questi dieci chilometri che ci separano esistono solo per noi, ma non agli occhi del mondo. Siamo entrambi custodi del patrimonio canoviano e siamo complementari, per questo possiamo essere uniti su unico fronte.” “Lavorando entrambi - conclude - con i nuovi strumenti tecnologici ma anche con una visione di aggregazione. Con un atteggiamento verso il caso-studio che non sia quello dell'800, ma sia quello del 2000.”
Tutto risolto e tutto chiarito, dunque, riguardo al Canova digital?
Per quanto riguarda il particolare e importante aspetto della conservazione e valorizzazione hi-tech del patrimonio altrimenti non fruibile dal pubblico, direi proprio di sì. Ma nei prossimi giorni, cari lettori, ritornerò sull'argomento.
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