Pubblicato il 15-02-2017 20:34
in Attualità | Visto 5.216 volte

Bassano Stadium? No, nuova centralità per il bassanese

Il nome è altisonante e non può che catturare l’attenzione della città intera: Bassano Stadium. A parlarne sono stati Stefano Rosso, il sindaco Poletto, il dg della serie B Bedin. Al via la pre-fattibilità

Bassano Stadium? No, nuova centralità per il bassanese

Riccardo Poletto e Stefano Rosso si salutano dopo aver presentato un'idea del possibile stadio del futuro

Il dado è tratto. L'amministrazione di Bassano del Grappa e il Bassano Calcio danno il via alla realizzazione di indagini, analisi e raccolta dati funzionali alla valutazione della possibile sostenibilità della costruzione di un nuovo impianto sul sedime dello stadio Mercante. Attenzione: stiamo scrivendo di un programma che riguarda marginalmente sportivi e tifosi. Il via libera di ciò che bolle in pentola potrebbe rivelarsi epocale per risalto mediatico, indotto economico, posti di lavoro, riqualificazione urbanistica e attratività con riflessi benefici per tutta l’area pedemontana.
L'entusiasmo è contagioso, Stefano Rosso parla di "sogno" e "progetto che ci sta molto a cuore" ma anche di sostenibilità. Tradotto: va verificata la presenza di idonee condizioni economiche (il costo dell'investimento deve rientrare), sociali e strutturali. Esigenze che collimano con quelle dell'Amministrazione comunale rappresentata da Riccardo Poletto, sindaco che ha voluto aprire il dibattito cittadino fin da subito e non far alzare il sipario a decisioni ormai assunte. Fin da un’analisi superficiale ci si può rendere conto dei numerosi vantaggi di cui beneficerebbe la comunità. Una concessione pluriennale sgraverebbe il comune dai cospicui oneri di gestione dell’impianto che tuttora sostiene, verrebbe riqualificata un’area centrale del bassanese, tra San Vito e San Giuseppe, con fondi esclusivamente privati, darebbe nuova linfa al progetto Bassano Calcio evitando sia un’ipotetica dismissione (chi costruirebbe uno stadio senza avere un progetto a lunghissimo termine?) sia un necessario espatrio (verso Cittadella? Padova? Vicenza?) alla ricerca di un impianto a norma nel caso di promozione in serie B; verrebbe scongiurata anche la cementificazione di aree attualmente non urbanizzate.
La proposta illustrata nel gioiello della sala Jacopo Da Ponte, lo ribadiamo, non ha impatti principalmente calcistici. Anzi. Lo spiega il presidente Rosso: «Stiamo lavorando ad un impianto che abbia la facoltà di divenire polo di attrazione per tutto il comprensorio, luogo di aggregazione, nuovo punto di interesse per la città e che porti il nome di Bassano ben al di fuori dei suoi confini amministrativi e del territorio di cui è riferimento. L'evento sportivo, che si verifica una volta ogni due settimane, dev'essere la ciliegina sulla torta, non il piatto principale». Aggiunge Poletto con lungimiranza: «Noi non dobbiamo pensare allo stadio Mercante così come oggi è ma chiederci cosa sarà tra dieci-quindici anni. Il rischio è che le future generazioni si trovino a gestire un impianto al collasso ma il cui recupero sarebbe secondario rispetto ad altre priorità a cui destinare le risorse quali il sociale, ecc». Evidentemente nulla dovrà essere lasciato al caso, in primis lo studio sulla viabilità. Alla fine dell’incontro è stato illustrato un render del possibile nuovo Bassano Stadium. Un “gioco di design” dai 5 ai 10 mila posti del costo di una quindicina di milioni di euro. Rimarrà solo un sogno o l’opportunità si concretizzerà? L’indagine all’avanguardia che verrà condotta da Bfutura permetterà di avere un quadro completo sulla fattibilità dell’operazione. Sogno o realtà? Fra tre mesi ne sapremo molto di più.

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