Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 07-12-2016 15:12
in Politica | Visto 2.091 volte
 

Semo bilingui, ciò!

Approvata dal consiglio regionale la legge che riconosce lo status del popolo veneto come “minoranza nazionale” con diritto alle tutele previste dalla Convenzione Quadro di Strasburgo e al bilinguismo veneto-italiano

Semo bilingui, ciò!

Foto Alessandro Tich

Eh, sì: in Italia per diventare minoranza bisogna prima far ricompattare la maggioranza. Ed è quello che è successo ieri al consiglio regionale del Veneto.
Ricomposti gli attriti tra Lega Nord da una parte e Forza Italia e Fratelli d'Italia-AN dall'altra, l'assemblea regionale ha approvato la legge che prevede il bilinguismo nel Veneto e il riconoscimento dello status dei veneti come “minoranza nazionale”.
Il Pdl (Progetto di legge)116 - che equipara di fatto i veneti ai sudtiroresi dell'Alto Adige oppure agli sloveni del Friuli Venezia Giulia sulla base della Convenzione Quadro per la protezione delle minoranze nazionali, siglata dal Consiglio d'Europa a Strasburgo il 1 febbraio 1995 - è passato con 27 voti a favore (Lega Nord, Lista Zaia e tre consiglieri della Lista Tosi), 16 contrari (Pd, Movimento 5 Stelle, Lista Moretti e il capogruppo tosiano Stefano Casali) e 5 astenuti (Forza Italia e Fratelli d'Italia-AN).
Il testo emendato della legge, dopo le modifiche apportate dal relatore Riccardo Barbisan (Lega Nord), non prevede più il ricorso al “patentino di bilinguismo” che secondo la versione originaria del Pdl avrebbe dovuto essere “concesso” agli appartenenti al popolo veneto dall'Istituto della Lingua Veneta.
Tuttavia viene istituito un “Albo della minoranza” a cui i veneti che riterranno di voler appartenere alla minoranza etnica e linguistica dovranno iscriversi, a seguito di apposita richiesta ovvero “dichiarazione spontanea”.
Secondo la legge, la giunta regionale dovrà pertanto individuare tramite un bando le associazioni “maggiormente rappresentative” che avranno il compito “di raccogliere e valutare” le richieste pervenute.
Una volta ottenuto lo “status” di appartenente alla minoranza veneta, il cittadino potrà quindi rivendicare i diritti sanciti dalla Convenzione Quadro di Strasburgo. La quale, sotto il profilo della protezione delle minoranze nazionali, prevede di tutto e di più.
Ad esempio, e per citarne solo alcuni: il diritto di apprendere a scuola la lingua minoritaria e di creare proprie istituzioni scolastiche private; la libertà di esprimersi nella lingua minoritaria anche nei mezzi di informazione e di comunicazione di massa, compresa la Tv di Stato; il diritto di utilizzare liberamente e senza ostacoli la propria lingua minoritaria in privato come in pubblico e sia oralmente che per iscritto oppure il diritto di presentare nella propria lingua minoritaria insegne, iscrizioni e altre informazioni di carattere privato esposte alla vista del pubblico.
Non è un segreto che il Pdl 116 - concepito originariamente dall'indipendentista Loris Palmerini, già presidente dell'Autogoverno del Popolo Veneto e attuale presidente dell'Istituto della Lingua Veneta, e proposto alla Regione su iniziativa dei consigli comunali di Resana, Grantorto, Segusino e Santa Lucia di Piave - va di pari passo con la cosiddetta “Venexit”: e cioè con il referendum mirato all'ottenimento dell'autonomia speciale regionale, annunciato dal governatore Zaia per il prossimo mese di aprile.
“Il riconoscimento del veneto come lingua minoritaria - conferma al riguardo il relatore della legge Riccardo Barbisan - fa discendere tutta una serie di diritti e di competenze per la tutela dei cittadini veneti esattamente come avviene nelle Regioni a Statuto Speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano.
È un altro tentativo importante lungo la strada dell’affermazione dei diritto della nostra gente ad autogovernarsi. Si tratta di un passo importante nella strada per dare maggior forza e pregnanza alla richiesta di autonomia del Veneto.”
“Noi miriamo a veder riconosciuti ai veneti gli stessi diritti assicurati agli altoatesini o ai trentini ai quali sono garantiti dallo Stato italiano risorse e mezzi per tutelare le minoranze di cultura tedesca, ladina, cimbra o dei Mòcheni - aggiunge l'esponente leghista -. La cultura è uno degli elementi che caratterizzano un popolo e una ricchezza che non deve essere dispersa e mi sorprende l’ostilità manifesta da alcune forze politiche a questo progetto promosso, per altro, da una serie di amministrazioni comunali.”
“Magari - affonda il coltello Barbisan - si tratta delle stesse persone che si disperano se muore l’ultimo indiano parlante una antica lingua pre-colombiana e non si interessano di difendere la cultura e la lingua veneta come testimonianza viva dell’identità del nostro popolo.”
Le “forze politiche” citate dal relatore della legge sono quelle (Pd e Movimento 5 Stelle in primis) che dai banchi di opposizione hanno bollato il provvedimento come una legge “impresentabile e inapplicabile” che sarà sicuramente impugnata e bocciata dalla Consulta per la sua evidente incostituzionalità.
Forti perplessità (usiamo un eufemismo) in merito al Progetto di legge approvato sono condivise anche da alcuni costituzionalisti e dallo stesso Ufficio Legislativo del consiglio regionale.
“È un fatto gravissimo - afferma il gruppo consiliare del Pd - sentire dai banchi della maggioranza che c’è l’orgoglio di essere veneti e non italiani, e sorprende davvero che di fronte a dichiarazioni di questo tipo ci sia stato l’imbarazzante silenzio-assenso delle rappresentanze della Destra storica in consiglio regionale.”
Rincara la dose Jacopo Berti, capogruppo del M5S: “La maggioranza sa bene che il Pdl 116 nasce già morto. Così prende in giro i veneti. La Lega ha voluto approvare il provvedimento pur sapendo perfettamente che la legge sarà poi impugnata ed annullata appena uscirà dall’aula consiliare.”
Intanto il mio amico Salvatore Rizzello, “terrone” di Cassola, originario del Salento, mi chiama al telefono e mi dice: “Approvata la legge, nasce il “Comitato per la tutela della minoranza pugliese in Veneto”. Richiediamo lo status di minoranza linguistica e rivendichiamo l'applicazione della Convenzione Quadro di Strasburgo anche per i leccesi, baresi, foggiani, brindisini e tarantini residenti nella Regione Veneto. Sono aperte le iscrizioni.”
Si tratta, ovviamente, di una ironica provocazione.
Ma non è tanto lontana dalla realtà: sempre in consiglio regionale, infatti, il dem Stefano Fracasso ha sarcasticamente richiesto “il riconoscimento della minoranza nella minoranza, dai vicentini ai bellunesi, passando per i cimbri”.
E se è vero che in una regione molto estesa come la nostra una “lingua veneta”, peraltro anche unitaria, non esiste (provate a capire, se venite da Venezia o da Bassano, uno di Valdobbiadene), la nuova minoranza linguistica sancita per legge rischia di rapportarsi con il resto del Paese come la titolare di una riserva indiana divisa in mille tribù.
Pubblicato da maelstrom il 07 dic 2016 19:31 | Segnala abuso
Invito tutti i lettori a scrivere su qualsiasi motore di ricerca questa query: "attenzione, questo post è noioso". Leggete cosa scrive il grande Natalino Balasso.
Pubblicato da michelebrunelli il 08 dic 2016 17:02 | Segnala abuso
Il famoso linguista Balasso.
Pubblicato da michelebrunelli il 08 dic 2016 17:19 | Segnala abuso
Caro direttore, mi avrebbe fatto piacere vederLa a uno dei tre incontri «Lingua Veneta, Una e Varia» che ho tenuto i mesi scorsi a Cartigliano, Bassano (q.re Firenze) e Casoni di Mussolente. So che come tutti noi anche Lei è impegnato e non è facile trovare una serata libera. Ma penso che avrebbe trovato interessante la prospettiva proposta. Cordiali saluti e buone feste.
Pubblicato da kaiob il 08 dic 2016 18:26 | Segnala abuso
salvaguardare la lengua veneta! deso che araba,francofona,lingue africane e inglesismi maccheronici si mischiano a cosa serve ricordare i detti locali le filastrocche le tradizioni antiche? proteggere la lingua sarda siciliana napoletana e non il veneto perché!!!
Pubblicato da maelstrom il 09 dic 2016 08:37 | Segnala abuso
"...Il famoso linguista Balasso..." Signor Brunelli, deduco che quanto scritto da Balasso non sia da lei condiviso. Ognuno la pensa come vuole, ci mancherebbe. Ma non può negare che quel che ha scritto corrisponde al vero, linguista o no che sia. Ritengo che quanto deliberato in Regione vada a soddisfare le "fregole" venetiste/autonomiste/separatiste di una parte di elettorato e nemmeno così ampia (ma ognuno tira acqua al suo mulino, vero?). Elettorato che, quando fa comodo, serve a tenere a galla la barca e a riconfermare gli uscenti. Fra i tanti gruppi che dell'autonomia/secessione/indipendenza fanno il loro cavallo di battaglia, ne scelgo uno. Credo basti per capire in che galassia gravitiamo. Si tratta del COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO la cui segreteria si trova in Svizzera, mentre la sede in RPL (Repubblica popolare di Lugansk). Servirebbe un po' di serietà, che non mi sembra manchi nella disamina di Balasso.
Pubblicato da charlie il 09 dic 2016 15:50 | Segnala abuso
Sarà, ma io resto dell'idea che una qualsivoglia minoranza, per essere considerata tale, soprattutto all'interno di una Nazione , non possa autoproclamarsi "minoranza" è in virtù di ciò vantare diritti sul resto della Comunità. Deve essere l'intero Paese eventualmente a riconoscersi come entità minore e ovviamente diversa. La legge Regionale 116 è qualcosa di molto più bestiale della semplice tutela del parlar Veneziano. La sintesi del progetto politico che la sostiene è "noi Veneti siano diversi degli altri popoli che vivono oggi sul ruolo Italiano. È questo è inaccettabile in quanto falso.
Pubblicato da charlie il 10 dic 2016 09:35 | Segnala abuso
"Deve essere l'intero Paese eventualmente a riconoscerti minoranza. ...."
Pubblicato da dvdskw il 12 dic 2016 23:00 | Segnala abuso
@Alessandro Tich "E se è vero che in una regione molto estesa come la nostra una “lingua veneta”, peraltro anche unitaria, non esiste (provate a capire, se venite da Venezia o da Bassano, uno di Valdobbiadene), la nuova minoranza linguistica sancita per legge rischia di rapportarsi con il resto del Paese come la titolare di una riserva indiana divisa in mille tribù." E questa dove l'ha letta? Nel manuale del bravo veneto che si vanta di essere italiano e si vergogna d'essere veneto? Brutta cosa vergognarsi delle proprie origini, della propria cultura! Ho avuto ed ho occasione di "confrontarmi" con veneti di varie parti del Veneto, e ci capiamo assolutamente, forse può sfuggire il singolo termine, ma il significato della frase come del discorso no, sarà anche perchè il 75% dei vocaboli dei dialetti veneti è comune, pertanto corrisponde alla Lingua Veneta che voi tanto disprezzate. Magari partecipare al corso di 1° livello di Veneto scritto per venetofoni, organizzato dall'Academia de bona creansa, con "maestro" Alessandro Mocellin, cassolese, che sicuramente già conoscete, potrebbe servire ... Buona sera
Pubblicato da michelebrunelli il 13 dic 2016 14:17 | Segnala abuso
Caro maelstrom, Balasso dice alcune cose (fa un bel calderone) e non ne dice molte altre. È facile parlare si cose di cui non si è esperti. Rinnovo anche a te quello che ho scritto a Tich: se avessi seguito una delle mie serate divulgative, probabilmente adesso avresti un approccio meno ideologico e più aderente ai fatti. Non valuteresti l'argomento lingua in base alle preferenze di partito, ma lo valuteresti in base ai dati di fatto: grammatica (pronomi, articoli...) e pronuncia, letteratura, testimonianze scritte e interessanti confronti con altre lingue del mondo.
Pubblicato da ml69 il 13 dic 2016 21:52 | Segnala abuso
Pubblicato da ml69 il 13 dic 2016 21:55 | Segnala abuso
Pubblicato da charlie il 14 dic 2016 08:10 | Segnala abuso
Il fatto è, egregio michelebrunelli che bisogna considerare l'insieme della legge Regionale 116, e soprattutto le dichiarazioni degli stessi presentatori della legge, i quali, secondo me, non mirano assolutamente a far crescere la consapevolezza dei Veneti o il loro benessere, ma piuttosto mirano semplicemente a percorrere qualsiasi via per arrivare a separare il Veneto dall'Italia. Siamo in democrazia ed avete il diritto di provarci. Auguri
Pubblicato da maelstrom il 14 dic 2016 19:37 | Segnala abuso
"...se avessi seguito una delle mie serate divulgative..." Ok Brunelli, non ho seguito le tue serate divulgative e, sono sincero, nemmeno sapevo che ci fossero. Mi sono informato male? Sicuramente. Questo però non toglie che possa farmi un'idea su questi fatti. Idea basata anche sul mio vissuto. Balasso non è un esperto? Questo significa quindi che quel che ha scritto è fuorviante? Bisogna quindi rivolgersi agli esperti che, guarda caso, sono spesso "interessati"? Io non credo ai motivi addotti da chi vuole un Veneto autonomo o, ancor più assurdo, indipendente. E non c'è alcun approccio ideologico. L'ideologia l'ho chiusa nel cassetto molti anni fa. Credo invece che ci sia la volontà di creare una realtà come quella sudtirolese solo esclusivamente per avere vantaggi economici. Null'altro. I veneti, così come tutti i cittadini italiani, sono delle gran "puttane". Dagli dagli soldi e benessere e dichiareranno di appartenere a qualsiasi minoranza. Scandalizzato? Solo gli idealisti si scandalizzerebbero per quel che ho scritto. Non chi ha i piedi per terra. Io sono favorevole alla nascita di una regione autonoma, ma senza ipocrisie e assolutamente inserita in un contesto europeo, da cui non si può prescindere. E se dovessero esserci altre serate fammelo sapere, grazie.
Pubblicato da ml69 il 14 dic 2016 21:25 | Segnala abuso
Non solo i veneti ...........
Pubblicato da maelstrom il 15 dic 2016 12:54 | Segnala abuso
ml69, infatti ho scritto "...I veneti, così come tutti i cittadini italiani..."

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