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Mezzo e mezzo
Conferenza stampa di presentazione del nuovo Dg dell'Ulss 3 Giorgio Roberti. Che è anche commissario della accorpata, ma per un anno ancora separata, Ulss 4. “Fare sinergia tra le due realtà per trovare i migliori punti di contatto”
Pubblicato il 02 gen 2016
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E' il giorno dei saluti e dei convenevoli per il dott. Giorgio Roberti, da ieri nuovo direttore generale dell'Ulss 3 di Bassano del Grappa e parallelamente anche nuovo commissario dell'Ulss 4 Alto Vicentino.
Anche per lui - come per tutti i suoi colleghi manager della sanità veneta, nominati dal governatore Zaia alla vigilia di Capodanno - è un sabato mattina dedicato alla presentazione ufficiale agli organi di informazione.
Conferenza stampa convocata alle ore 10 alla direzione generale dell'Ulss all'Ospedale San Bassiano. Un orario un po' “antelucano” per le comode abitudini dei giornalisti, ma giustificato dal fatto che di seguito lo stesso Dg e commissario ha in agenda una seconda e analoga conferenza stampa di presentazione all'Ospedale di Santorso.
Il nuovo direttore generale dell'Ulss 3 Giorgio Roberti tra il presidente della Conferenza dei Sindaci Riccardo Poletto e l'assessore regionale Manuela Lanzarin (foto Alessandro Tich)
Facendo già intuire, da questo primo atto, il primo cambiamento del “nuovo che avanza”: e cioè quello di essere un direttore generale part-time.
Un inedito “mezzo e mezzo” in campo amministrativo sanitario: metà tempo da dedicare all'Ulss 3 e metà tempo da dedicare all'Ulss 4.
Che non sono ancora - si badi bene - un'unica Ulss, ma due Aziende Socio Sanitarie tuttora distinte, benché governate dallo stesso manager.
Distinte e separate almeno per un anno: periodo previsto dalle nomine di Zaia per la gestione transitoria delle Ulss “commissariate” - come l'Ulss 4 Alto Vicentino - per consentire nel frattempo al consiglio regionale di discutere e approvare la legge regionale 23 “Azienda Zero” che riscriverà la geografia sanitaria regionale e nell'ambito della quale potrebbe essere istituita una nuova maxi Azienda Socio Sanitaria pedemontana comprendente le attuali Ulss 3 e 4. Guidata sempre da Roberti, il cui incarico è triennale e estensibile a cinque anni. Ma intanto, per dodici mesi, il nuovo manager dovrà tenere i piedi in due staffe: cercando sin da ora “sinergie tra le due realtà per trovare i migliori punti di contatto”.
Giorgio Roberti, 59 anni, uomo dal piglio cordiale e pragmatico, ha già alle spalle una trentina d'anni di attività nell'amministrazione sanitaria: cresciuto professionalmente nell'area di Oderzo-Motta di Livenza nel Trevigiano, ha lavorato per vent'anni all'Ulss e all'Ospedale di Treviso, scalando tutti i gradini della carriera amministrativa fino all'incarico, nell'ultimo triennio, di direttore generale dell'Ulss 9.
E' in questa veste che, soltanto lunedì scorso, ha firmato l'accordo per la nuova “Cittadella della Salute” di Treviso, un project da 250 milioni di euro che rappresenta il più importante progetto di finanza in Italia in campo sanitario. Neanche il tempo di pregustare la partenza della mega-opera attesa da anni nel capoluogo della Marca, ed ecco che - di punto in bianco - il manager trevigiano si ritrova catapultato su un doppia nuova realtà territoriale, da riorganizzare ex novo. “Ho già vissuto accorpamenti - rassicura -. Interpreto questa nuova sfida come un'opportunità per realizzare qualcosa di nuovo e di importante.”
Prendendo la parola dopo gli interventi di benvenuto dell'assessore regionale Manuela Lanzarin e del presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss n.3 Riccardo Poletto, Roberti inizia con una serie di saluti.
“Un saluto in particolare ai cittadini, con i quali ci confronteremo tutti i giorni - esordisce -. Così come ai sindaci, che rappresentano la comunità e sono interlocutori privilegiati per la programmazione e il controllo. Un saluto agli operatori, tutti, indistintamente. E un saluto alle associazioni di volontariato, che so essere presenti in maniera importante in questo territorio.”
“Le Aziende - aggiunge il nuovo Dg - sono fatte di persone e noi facciamo servizi alle persone. L'umanizzazione, e cioè l'attenzione alla persona, è quindi al primo punto.” “Ogni sfida - continua - è legata alle risorse. In primo luogo, dunque, si deve cercare di continuare a dare servizi di qualità, in un quadro di sostenibilità. Il secondo punto importante è la riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale, che prevede un riassetto importante delle istituzioni. L'incontro tra queste due Aziende, la 3 e la 4, può far prefiggere quello che potrebbe essere un assetto prossimo futuro.”
“Bisogna quindi lavorare in sinergia all'interno dell'Azienda 3, con gli operatori, coi volontari e coi cittadini, che pure “fanno salute” - puntualizza Roberti -. Nella programmazione, lavoreremo molto nella revisione di alcuni modelli organizzativi per migliorare la risposta ai bisogni dei cittadini, sull'abbattimento delle liste di attesa e sull'organizzazione del Pronto Soccorso.”
Attenzione primaria anche per la sanità territoriale: “L'Ospedale è solo una delle componenti del sistema salute. Se non concepito come all'interno di un sistema di rete, viene soffocato da richieste di prestazioni che possono trovare in altre sedi una migliore risposta.”
Ancora sull'umanizzazione, leitmotiv del Roberti-pensiero: “Umanizzazione e accoglienza vuol dire anche gli atteggiamenti che gli operatori devono avere di fronte al cittadino. Umanizzazione significa anche presa in carico dei cittadini e grande attenzione ai percorsi dei pazienti.”
Attenzione sarà rivolta anche all'evoluzione tecnologica: “Tecnologia che riguarda non solo le apparecchiature, ma anche i farmaci.” La spinta verrà data soprattutto sulla programmazione “per sapere bene cosa vogliamo, in che modo e in che tempi” in collaborazione col personale “che è il motore del cambiamento”.
Roberti, che ha messo piede a Bassano del Grappa e a Thiene da appena un giorno, chiede alla stampa di non fare domande specifiche a cui non saprebbe ancora dare risposta: “Ho bisogno di un po' di tempo - si giustifica, come è del resto comprensibile - per conoscere le realtà specifiche.”
La prima conferenza stampa del nuovo direttore generale non entra pertanto nel dettaglio delle questioni di attualità che pendono proprio in queste ore sull'Ospedale di Bassano, dopo i tragici fatti di cronaca avvenuti tra Natale e fine anno. Il nuovo manager della sanità bassanese - in quanto ad apertura al confronto, e così come da “impressione a caldo” ricavata dal primo incontro di oggi - non sembra comunque uno che si tira indietro. Diamogli tempo e attendiamo conferme. Dopo il triennio dell'ex Dg Compostella, sarebbe già un bel passo in avanti.
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