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C'era una Volt
Giornata storica per il Quartiere Cristallo a Romano d'Ezzelino. Smantellato il traliccio della linea elettrica, alto 40 metri e da 132 Kilovolt, eretto da più di 40 anni in mezzo alle case. E il sindaco assiste alla demolizione con fascia tricolore
Pubblicato il 13 nov 2015
Visto 4.584 volte
“Finìa, basta co' sto pàeo!”.
Il signor Francesco Dissegna, residente al civico 2 di via Astico in quartiere Cristallo a Fellette di Romano d'Ezzelino, è l'immagine della felicità.
Quell'enorme “coso” se lo è visto da sempre davanti a casa, come tanti altri abitanti dell'isolato, e non crede quasi ai suoi occhi nell'assistere alla scena che gli si para davanti. Il “palo” in questione è il grande traliccio della linea elettrica, alto 40 metri per una potenza di 132 Kilovolt, che fino ad oggi è svettato come una sinistra Torre Eiffel in mezzo alle abitazioni.
Foto Alessandro Tich
Ed è stato lì, appunto, da sempre: eretto negli anni '70, si trovava in questo punto prima ancora che venisse edificato il quartiere. Poi, tra fine anni '70 e primi anni '80, gli hanno costruito le case attorno: incredibile testimonianza dell'urbanistica dell'epoca.
Scriviamo “fino ad oggi” perché oggi, giovedì 12 novembre 2015, è stato il giorno della sua fine. Smontato, smantellato e caricato a pezzi su un mezzo speciale, per essere destinato alla rottamazione. Una spettacolare operazione eseguita dal personale di Terna Spa, proprietario e gestore della rete di trasmissione dell'energia elettrica in Italia. Dapprima viene rimosso il “pezzo unico” della punta, con l'ausilio di un'autogru. Quindi gli operai specializzati, imbragati sulla torre metallica, smontano le restanti parti della struttura.
La gente resta con il naso all'insu, e scatta infinite foto col cellulare per immortalare il momento. E' presente al gran completo anche la giunta comunale, con il sindaco Rossella Olivo bardata di fascia tricolore.
“E' un'inaugurazione di libertà che diamo a questo quartiere - spiega il sindaco -. La fascia tricolore sottolinea questo momento di liberazione, così come è stato voluto dalla gente.” E' l'atto finale di una vicenda durata una decina d'anni, nel corso dei quali - tra le pratiche con gli enti gestori da una parte, e con i privati dall'altra - l'Amministrazione ezzelina ha messo in atto una complessa operazione per disattivare i cavi “aerei” della linea elettrica dell'Enel - funzionale non solo alle utenze domestiche e commerciali di Romano, ma anche alla zona produttiva nella zona sud est del territorio Comunale - e interrare tutti i cavi, oggi non più a cielo aperto. Un intervento che ha comportato per le casse comunali una spesa di milione e 400mila euro, attinti da risorse dirette di bilancio “senza debiti né mutui”.
Concluso la scorsa estate l'interramento della rete elettrica, è seguita quindi la rimozione delle strutture di sostegno, oramai inutilizzate, della vecchia linea in superficie. Tre tralicci in tutto, della stessa dimensione: il primo in via Arsiero a nord del quartiere, il secondo in via Marze e il terzo e ultimo quello di oggi in via Astico. Quello più impressionante di tutti, per la vicinanza a pochissimi metri da finestre e balconi nel quartiere dove vive il 10% della popolazione di Romano.
“La dismissione dei tralicci è stata una scelta politica - afferma l'assessore Massimo Ronchi -: Non vi era pericolo per la popolazione in quanto sono sempre state rispettate da Terna le norme in tema di sicurezza e salute per i cittadini. Questo era un ecomostro, che andava rimosso per motivi estetici e non funzionali. Al suo posto sorgerà un'aiuola.”
Concorda Nicola Ferracin, responsabile Progettazione Linee di Terna per il Nordest: “Il compito di Terna è lo sviluppo della rete e mantenerla in efficienza. L'interramento dei cavi è stato finanziato dal Comune, a servizio del territorio. A Romano erano in funzione due linee aeree, che sono state progressivamente interrate. L'ultimo tratto quest'anno, con gli ultimi conduttori interrati due mesi fa. E' arrivato così il momento dello smontaggio dei sostegni.”
Adieu, Torre Eiffel.
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